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Mario De Biasi a Venezia, tra fotografie famose e inedite

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Tempo di lettura stimato: 5 minuti

256 fotografie, di cui metà inedite e vintage. Si apre con queste premesse la grande mostra di Mario De Biasi a Casa dei Tre Oci, a Venezia.

Frutto di un’immensa ricerca nell’archivio De Biasi, l’esposizione procede diacronicamente per nuclei tematici attraverso dieci macro sezioni. Il tutto passando per il racconto dei grandi eventi storici, i viaggi esotici, i ritratti di personaggi potenti e famosi, le scene di vita quotidiana, i volti anonimi, sfociando poi nel concettuale e nell’astratto.

mario de biasi gli italiani si voltano
Gli italiani si voltano, Milano, 1954 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

Mario De Biasi: in mostra la sequenza inedita di “Gli italiani si voltano”

Tra i tantissimi inediti, la Casa dei Tre Oci espone, per la prima volta, l’intera sequenza della fotografia più celebre e probabilmente più amata di De Biasi Gli Italiani si voltano.

Realizzata nel 1954 per il settimanale di fotoromanzi Bolero Film, questa foto è stata scelta da Germano Celant come immagine guida della sua mostra al Guggenheim Museum di New York, “The ItalianMetamorphosis 1943-1968”.

De Biasi ha ritratto una splendida Moira Orfei vestita di bianco a passeggio per il centro di Milano, attirando lo sguardo di un gruppo di uomini.

mario de biasi new york 1956
New York, 1956 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

Mario De Biasi: cosa vedere a Venezia

Gli anni ’50 del Novecento costituiscono uno dei fulcri del percorso espositivo con le immagini di un’Italia devastata dalla guerra, dove si coglie, tuttavia, la voglia di rinascita e di ricostruzione. Appaiono poi gli scorci memorabili di New York o ancora la prospettiva ravvicinata dell’insurrezione ungherese del 1956, sotto il tiro delle pallottole, che feriscono De Biasi e gli fanno guadagnare il titolo di Italiano Pazzo.

Sono brani visivi “di un ‘900 che oggi appare lontano – precisa Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci – ma che non smette di muovere curiosità”.

Al 1964 risalgono due incredibili servizi, che testimoniano l’ostinazione di De Biasi: quello in Siberia, con temperature sotto i 65 gradi, e quello tra le lingue di lava dell’Etna in eruzione.

Non mancano momenti di leggerezza e intimità: le foto dei baci, dei barbieri di strada e delle pause pranzo realizzate da Londra a Parigi, da Roma a Vienna, dal Cairo a Teheran, dalla Tailandia al Brasile, da Israele al Nepal.

mario de biasi mostra venezia

Alle pause pranzo è dedicata una grande installazione raffigurante un mappamondo sul quale verranno esposte 40 fotografie vintage, di piccolo e piccolissimo formato, ciascuna connessa al luogo in cui è stata scattata. L’intento è di restituire il senso di universalità e il taglio antropologico della ricerca di Mario De Biasi, che ritrova in un semplice gesto quotidiano un forte senso di comunanza tra culture lontane e diverse.

In mostra anche le immagini dello sbarco sulla luna, i suoi più famosi ritratti legati al Festival del Cinema di Venezia, tra i quali quelli di Brigitte Bardot, Fellini, Masina, Romy Schneider, Maria Callas; gli innumerevoli viaggi, in particolare a Hong Kong, in Sud America e in India.

L’ultima sezione si concentra sull’amore per la natura, di cui sono rivisitati forme e segni, resi in foto come una sorta di “poesia visiva” con scatti che sfociano nel concettuale e nell’astratto.

mario de biasi guardarobiera new york
Guardarobiera, New York, 1956 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

Non solo foto: appunti, libri, video e disegni

Accanto alle fotografie verranno esposti molti materiali, volumi, i numeri originali della rivista Epoca, appunti, quaderni e due approfondimenti audiovisivi. L’intervista di Laura Leonelli in cui Mario De Biasi racconta la sua esperienza di fotografo e una proiezione di immagini, selezionata dalla figlia e responsabile dell’Archivio, Silvia De Biasi, con i servizi per la collana di Epoca intitolata Le meraviglie del mondo.

Oltre a essere un grande fotografo, Mario De Biasi, appassionato di arte e di pittura, era anche un originale disegnatore. Un universo di tinte forti e infinita fantasia “rivestirà” la Casa dei Tre Oci, restituendo continuità stilistica all’allestimento lungo i tre piani del palazzo neogotico con la raffigurazione di soli, occhi, teste e cuori.

mario de biasi domenica agosto
Domenica d’agosto, Milano, 1949 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

Una mostra per celebrare il talento di Mario De Biasi

“Era il momento!” osserva la curatrice della mostra “Mario De Biasi. Fotografie 1947-2003”, Enrica Viganò.

“Si sentiva la necessità di una mostra antologica che celebrasse il talento di Mario De Biasi in tutte le sue sfaccettature. Il fotoamatore neorealista, il fotoreporter di Epoca, il testimone della storia, il ritrattista di celebrità, l’esploratore di mondi vicini e lontani, l’artista visuale, l’interprete di madre natura, il disegnatore compulsivo e creativo. Tutto il suo lavoro è un inno alla vita”.

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