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Luciano D’Alessandro: l’ultimo idealista in mostra a Roma

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È dedicata a Luciano D’Alessandro, la mostra antologica “Luciano D’Alessandro. L’ultimo idealista“. L’esposizione è ospitata al Museo di Roma in Trastevere fino al 5 settembre.

Radicale osservatore delle marginalità e delle forme di reclusione, delle utopie collettive e della loro dissoluzione, D’Alessandro è uno dei massimi interpreti italiani del reportage e dell’immagine sociale.

Luciano D’Alessandro Gli Esclusi 1969
Luciano D’Alessandro, Gli Esclusi, 1969

Luciano D’Alessandro: cosa vedere a Roma

La mostra ripercorre, per la prima volta, circa sessant’anni di ricerca fotografica del fotografo partenopeo. E lo fa a cinque anni dalla sua scomparsa. Un’esposizione che rappresenta, quindi, la prima antologica dopo le prestigiose mostre conseguite in vita tra cui la collettiva a Camera 16 (Milano, 2010) con Lisetta Carmi e Mario Dondero, la retrospettiva del 2009 al Museo di Capodimonte e quella del 2006 a Villa Medici a cura di A. Bonito Oliva, la collettiva alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi (2006) e alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia (2005).

Il percorso espositivo si snoda lungo 5 sezioni tematiche: “Gli esclusi”, “Dentro le Case”, “Dentro il lavoro”, “Colera a Napoli”, “Terremoto in Irpinia”. Ognuno di questi ambiti costituisce un diverso territorio di investigazione fotografica che è in grado di restituire la piena consapevolezza dell’autore.

Un intellettuale che, come pochi altri, ha saputo attraversare mezzo secolo senza retorica ma con il coraggio e l’ostinazione del giornalista, dell’osservatore, dell’ultimo idealista.

Luciano D’Alessandro Dentro le case Puglia 1977
Luciano D’Alessandro, Dentro le case, Puglia, 1977

Dai reportage per i magazine alla sua città

Dalla ricerca su “Gli Esclusi” alla metà degli anni Sessanta (1965-67) – il primo vero documento sulla condizione silenziosa dei malati mentali – ai documenti fotogiornalistici per L’Espresso, Time, L’Europeo, Daily Telegraph, Die Zeit, Le monde, l’Unità e il Corriere della Sera, realizzati tra Europa, Unione Sovietica e Sudamerica, D’Alessandro testimonia la sua ostinata reinterpretazione del mondo, con le devianze e la rapida trasformazione globale. Una realtà fatta di muri e secessioni, con una crescente divergenza tra le classi sociali e con le conseguenze incontrollabili di una crescita indiscriminata.

Napoli, la terra nativa ed elettiva di D’Alessandro, la sua gente, le sue case, sono i luoghi della rigenerazione dello spirito. Spazi di autenticità, dove persistono modelli rituali e paradigmi antropologici celati nelle storie della quotidianità e della semplicità. Non semplici “tessere” del visibile quotidiano, ma polemica, ammonimento, prova documentale e in certi casi, senza alcuna complicità, memoria amara.