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Le foto di Giacomelli e le opere di Burri in dialogo a Roma

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La mostra di Giacomelli e Burri, “Fotografia e immaginario materico“, mette in dialogo un’importante selezione di fotografie e opere dei due artisti al Maxxi di Roma. L’esposizione, a cura di Marco Pierini e Alessandro Sarteanesi, fa parte di un progetto itinerante.

Nella sede romana ci sono le foto di Mario Giacomelli dedicate al paesaggio e alcune opere grafiche e multi-materiche di Alberto Burri, per indagare il rapporto di stima reciproca che li legò, insieme ad affinità e inclinazioni comuni nella ricerca artistica.

Giacomelli Presa coscienza natura Omaggio Alberto Burri 1976-83
Mario Giacomelli, Presa di coscienza sulla natura “Omaggio ad Alberto Burri”, 1976-83 (esposta per la prima volta nel 1983 alla Biblioteca Comunale di Città di Castello) stampa vintage ai sali d’argento, 30,2 x 40,3 cm Archivio Mario Giacomelli ©Archivio Mario Giacomelli © Rita e Simone Giacomelli

Giacomelli e Burri, la mostra a Roma

Le vite di Giacomelli e Burri si sono intrecciate più volte negli anni. Intorno al 1966
avviene il primo incontro tra i due, grazie all’intercessione di Nemo Sarteanesi – pittore,
intellettuale e amico di Burri – che casualmente conosce Giacomelli a Senigallia. È l’inizio
di un rapporto consolidato da alcune tappe importanti, come le personali di Giacomelli a
Città di Castello nel 1968 e nel 1983, e da continui scambi, come testimoniano le dediche
visibili sul retro di alcune fotografie e documenti presenti in mostra.
Si tratta di condivisioni che costruiscono la trama per una riflessione sull’arte e
sull’esistenza
che, seppur sperimentata attraverso strumenti, materie e tecniche differenti,
ha molti punti di tangenza.

Alberto Burri Nero Cellotex 1992
Alberto Burri, Nero Cellotex (porto di Beaulieu-sur-Mer), 1992 acrilico, pietra pomice, vinavil su tela, 99 x 132 cm Galleria dello Scudo, Verona ©Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, by SIAE 2021, photo Alessandro Sarteanesi


Nelle fotografie di Mario Giacomelli delle serie Metamorfosi della Terra, Presa di
coscienza sulla natura
e Storie di Terra, solo per citarne alcune, realizzate tra la fine degli
anni ’50 e gli anni ’90, i campi arati, la morfologia del territorio marchigiano, il contrasto tra
terra e cielo si trasformano in un linguaggio di geometrie astratte, che parla del lavoro
dell’uomo e del suo rapporto con la natura, dell’effetto dell’inesorabile trascorrere del
tempo sulle cose, e della fotografia come strumento di ricerca per dare un senso ed una
forma alla complessità del reale.

Mario Giacomelli Senza Titolo 1968
Mario Giacomelli, Senza titolo, 1968 stampa vintage ai sali d’argento, 29,7 x 39,7 cm dedicata ad Alberto Burri Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, Città di Castello ©Archivio Mario Giacomelli © Rita e Simone Giacomelli


Nelle grafiche e nelle opere di Burri – tra cui Cretti, 1971, Combustioni, 1965 –, che nel
percorso espositivo incontrano le fotografie di Giacomelli, la forza della composizione
organizza l’energia della materia
.

Ne emerge, per entrambi, una rappresentazione della natura, della materia e del territorio,
che parte sempre dal dato reale e dalla fisicità degli elementi, per giungere, attraverso
attente scelte compositive, a una riflessione più estesa sulla condizione umana, a un’idea
di paesaggio in cui la realtà esteriore e quella interiore sono profondamente intrecciate.