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Attraverso la pietra: a Pordenone la mostra di Stefano Ciol

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Fino al 24 luglio, la Fondazione Ado Furlan di Pordenone ospita la mostra “Attraverso la pietra”, composta dalle immagini del fotografo Stefano Ciol.

Spilimbergo, Duomo, cappella del Carmine © Stefano Ciol
Spilimbergo, Duomo, cappella del Carmine © Stefano Ciol

La luce fotografica nelle opere del Giovanni Antonio Pilacorte

L’esposizione fotografica, a cura dallo storico e critico dell’arte Fulvio Dell’Agnese, è costituita da un’ampia raccolta di fotografie che il fotografo Stefano Ciol ha realizzato in omaggio dello scultore Giovanni Antonio Pilacorte (1455 ca. – 1531 ca.).

Le sculture e i rilievi di Pilacorte – afferma Dell’Agnese nel suo testo critico – sono nati per degli spazi sacri e nelle loro immagini dovrà restare idealmente segno di tale atmosfera, l’aura di un contesto. Quasi permanesse la sensazione di uno iato risolto, di un incontro reso possibile dalla disponibilità che l’opera ci dimostra; l’idea «che il modello è uscito da un mondo suo, e che in quel mondo è in procinto di rientrare»”.

Le fotografie proposte in bianconero e a colori, mettono in luce la capacità visiva del fotografo Stefano Ciol. Un autore capace di intercettare con superlativa e peculiare estetica fotografica l’aura delle opere del Pilacorte, artista nato in Ticino, terra di lapicidi e tagliapietre da generazioni e trasferitosi poi in Friuli. Un abile scultore oltre che di stupende statue chiaroscurali, di una sterminata serie di portali, acquasantiere, balaustre, fonti battesimali, che distinsero il suo stile pacato e di rivisitazione della tradizione nelle chiese del territorio friulano.

Spilimbergo Duomo, cappella del Carmine © Stefano Ciol
Spilimbergo Duomo, cappella del Carmine © Stefano Ciol

Un’interpretazione del paesaggio

In queste immagini di Stefano Ciol il rispetto delle intenzioni di Pilacorte rimangono tali e sono il tramite e la metodica del fotografo per riportare al centro l’orientamento della tematica da lui perseguita: quella del paesaggio. Infatti, Dell’Agnese nel catalogo da lui curato scrive: “in pratica, anche quando inquadra un rilievo di Pilacorte Ciol si comporta come se stesse realizzando una delle sue ispirate interpretazioni del paesaggio, come indagasse calanchi oscuri o greti di torrente, declivi erbosi mossi dal vento a fil di sole o il lento scivolare delle colline nella foschia”.

Un senso di coinvolgimento emotivo e spirituale, in ampi scenari e preziosi dettagli tra statue e rilievi lapidei che “aggredisce in un microcosmo” – come afferma il curatore – da varie angolazioni e risalti di luminosità fiancheggiano, al contempo, l’indagine di ri-significazione artistica della scultura del Pilacorte, che Stefano Ciol riporta in vita da vero direttore della luce. È la valorizzazione di una figura centrale del panorama artistico rinascimentale del Friuli, una condivisione con  il pubblico che offre, in questa esposizione, una cornice contemplativa della tradizione e della storia del territorio importante.

Beano S.Martino, acquasantiera © Stefano Ciol
Beano S.Martino, acquasantiera © Stefano Ciol

“Attraverso la pietra” ha il proposito, con intento metaforico visivo e poetico, di restituire con intensità la forza lavorata dalla pietra del Pilacorte, una forza che l’occhio percepisce tattile, riportando in vita il suo essere fresca e autentica, sebbene i segni del tempo sono ben riconoscibili.

Una celebrazione fotografica alla scultura dei Pilacorte oltre che una testimonianza di rappresentazione sacra rinascimentale registrata nei santuari religiosi del Friuli Venezia Giulia diventa veicolo di sensibilità ed empatia visiva. Quella vivida di Stefano Ciol.

Pordenone Duomo, Cristo Passo © Stefano Ciol
Pordenone Duomo, Cristo Passo © Stefano Ciol

L’esposizione è organizzata dall’associazione Grab Group Upgrading Cultures nell’ambito del progetto “Evoluzione dell’arte in Friuli dalla fine del Patriarcato di Aquileia, 1420 – Giovanni Antonio Pilacorte – Scultura tra ‘400 e ‘500”.

A corredo della mostra fotografica, il catalogo composto da 160 pagine, curato da Fulvio Dell’Agnese ed edito Giavedoni.