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Le fotografie di Steve McCurry a Riccione ci fanno viaggiare intorno al mondo

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Se ami le fotografie di Steve McCurry non perderti la nuova mostra a Riccione. Fino al 18 settembre, infatti, la mostra “Steve McCurry Icons” è ospitata a Villa Mussolini, nel centro storico della città romagnola.

In mostra un meraviglioso excursus di oltre 70 capolavori fotografici che inizia con una straordinaria serie di ritratti e si sviluppa tra immagini di guerra e di poesia, di sofferenza e di gioia, di stupore e di ironia.

Il visitatore seguirà idealmente McCurry nei suoi viaggi attraversando India, Birmania, Giappone, Africa fino al Brasile. Grazie poi all’audioguida (disponibile gratuitamente per tutti i visitatori) si può ascoltare il racconto del fotografo su molte delle foto esposte per capire il suo modo di intendere la fotografia.

Tibet, 1999 © Steve McCurry
Tibet, 1999 © Steve McCurry

Un viaggio con McCurry

La mostra di Steve McCurry a Riccione, curata da Biba Giacchetti, raccoglie il meglio della sua vasta produzione, per proporre ai visitatori un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che caratterizza le sue immagini. Si va dagli scatti, gli unici, in bianco e nero, realizzati tra il 1979 e il 1980 nel suo primo reportage in Afghanistan, dove era entrato insieme ai mujaheddin che combattevano contro l’invasione sovietica alle più famose foto a colori.

Dall’Afghanistan veniva anche Sharbat Gula, la ragazza che McCurry ha fotografato nel 1984 nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che è diventata un’icona assoluta della fotografia mondiale.

E con i rullini cuciti addosso nei vestiti, letteralmente, Steve McCurry ha varcato i confini dell’Afghanistan un paese che ha una grande importanza nella sua storia, nel quale a partire dal 1980 è tornato più di 40 volte, e dove ha avuto modo di documentare la vita nei campi profughi, con l’esodo terribile voluto dal governo per contenere le sacche di ribelli più difficili da controllare: scatti per i quali è stato anche arrestato e interrogato dal governo afghano. A questo periodo risale lo scatto realizzato del profugo con il turbante a coprire l’occhio appena operato di cataratta.

Agra, Uttar Pradesh, India, 1983 © Steve McCurry
Agra, Uttar Pradesh, India, 1983 © Steve McCurry

Le foto per il National Geographic

Numerosi sono anche gli scatti per il National Geographic. Famosa è la foto del treno a vapore con il Taj Mahal sullo sfondo, per documentare la più grande rete ferroviaria al mondo. Un vero e proprio scatto storico, perché ora non ci sono più locomotive a vapore in India, e soprattutto la ferrovia non passa più nei pressi del Taj Mahal.

Per riprodurre lo scatto, McCurry si è appostato per giorni interi nello stesso punto sino a quando non ha ritrovato la composizione giusta. La giusta combinazione che ha creato l’alchimia per lo scatto perfetto.

McCurry predilige sempre la pazienza con scatti eseguiti dopo lunghi appostamenti, anche se la fotografia è fatta pure di attimi fuggenti da cogliere istantaneamente, come nel caso di Desert Storm, uno degli scatti preferiti dal fotografo e che ritrae un gruppo di donne in Rajasthan nell’atto di proteggersi da una folata di vento durante la stagione dei monsoni.

Oppure lo scatto realizzato in Yemen di un gruppo di donne intente a raccogliere trifoglio che avevano colpito il fotografo per il modo in cui erano vestite ed il curioso copricapo indossato.