Lee Miller e Man Ray: due icone del surrealismo a Venezia

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Lee Miller – Man Ray. Fashion, love, war è il titolo della mostra ospitata a Venezia, a Palazzo Franchetti.

L’esposizione, curata dalla storica dell’arte britannica Victoria Noel-Johnson, è una retrospettiva dedicata a due icone del surrealismo: Lee Miller e Man Ray. A Venezia si possono vedere circa 140 fotografie, alcuni oggetti d’arte e documentazione video, con prestiti provenienti da Lee Miller Archives e Fondazione Marconi.

mostra Lee Miller Man Ray fashion, love, war Palazzo Franchetti, Venezia © Vincenzo Bruno
mostra Lee Miller Man Ray fashion, love, war Palazzo Franchetti, Venezia © Vincenzo Bruno

L’omaggio a Lee Miller, icona del Novecento

L’intenzione dei curatori e organizzatori è rendere omaggio a Lee Miller, ma prima di tutto riconoscere il suo importante lavoro a pieno titolo nella storia della fotografia come pioniera del surrealismo, una delle correnti appartenenti alle avanguardie del Novecento (qualificata come ambigua poiché ha posizionato contributi al proprio interno come dadaismo e metafisica, spingendosi verso strade inedite e anti-accademiche).

Lee Miller indubbiamente poteva identificarsi in questa manifestazione artistica, artefice di quelle crepe incubatoio che hanno determinato l’arte contemporanea. Una donna coraggiosa, determinata e anti-conformista, capace di uscire dagli schemi nonostante l’epoca pur conservatrice.

Poliedrica personalità, dal temperamento appassionato e caparbio, Lee Miller fu modella, fotografa, musa e la primissima donna reporter di guerra a documentare il buio dei campi di concentramento liberati dalle truppe americane. Un’esistenza, la sua, caratterizzata da passioni amorose e affinità elettive, ma anche dalle ferite dell’anima. Ecco, dunque, cosa sottende questa esposizione: delimitare e stabilire Lee Miller, donna brillante e genio, oltre che incarnazione di bellezza femminile, come artista a sé stante.

Lee Miller. Fire Masks, 21 Downshire Hill, London, England 1941 (3840-8) © Lee Miller Archives England 2022. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk
Lee Miller. Fire Masks, 21 Downshire Hill, London, England 1941 (3840-8) © Lee Miller Archives England 2022. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk

Cosa vedere alla mostra di Venezia

Il percorso espositivo è molto ricco e avvincente e inizia con il dittico di Lee Miller e Man Ray (Man Ray, autoritratto, 1931 e Man Ray, Lee Miller, 1929) ampliandosi, poi, in un itinerario cronologico e tematico.

Modella di moda

Una sezione è dedicata a Lee Miller come indossatrice e musa negli anni Venti. Famoso l’incontro casuale con il famoso editore Condé Nast che la fa diventare modella di Vogue e con Georges Lepape, il più noto illustratore di moda di quegli anni. Quest’ultimo la ritrae per una copertina di Vogue USA del 1927 proiettandola come immaginario di stile. È diventato celebre anche il fotogramma usato di nascosto per la promozione degli assorbenti Kotex, una pubblicità ritenuta indecente per l’epoca e per la quale, in parte, Lee Miller decide di allontanarsi da New York per tornare a Parigi e inseguire la carriera fotografica

La carriera a Parigi

A Parigi la Miller lavora con George Hoyningen-Huené, famoso fotografo di Vogue France che la ritrae come bellezza androgina. Qui Miller sarà protagonista del celebre scatto The Divers, in cui posa di schiena su un molo con un’altra personalità della fotografia, Horst P. Horst. Una foto che la direttrice dello stesso giornale di moda Anna Wintour ha selezionato tra le sue cinque preferite nella storia della rivista.

Arriva poi l’incontro, nel 1929, con Man Ray. Una relazione, lavorativa e sentimentale, che si concluse nel 1932. Il condizionamento reciproco sul lavoro, compresa la tecnica della solarizzazione, è evidente e spesso i lavori di Miller sono stati attributi a Ray.

I ritratti

Esposti anche i ritratti fotografaci realizzati da Man Ray ad amici e personaggi di spicco – come Max Ernst, Pablo Picasso, Giorgio de Chirico, Jean Cocteau, Salvador Dalì – e gli scatti surrealisti a Lee Miller. In particolare, qui cerca di far emergere la sua anima, i suoi drammi, utilizzando l’apparecchio fotografico come un medium per riprendere la sua invidiabile fisicità. Tra i ritratti da menzionare anche quelli realizzati alle amiche artiste Dora Maar e Meret Oppenheim.

Il ritorno a New York

L’esposizione prosegue con il ritorno della Miller a New York. È qui che apre uno studio fotografico di successo, specializzato in ritratti e pubblicità commerciali. Il primo fondato e gestito da una fotografa donna. In quel periodo, Man Ray, addolorato per la separazione da Lee, rimpiazza nel 1933 l’occhio sul braccio del suo famoso metronomo Perpetual Motif (Moto perpetuo) con quello dell’amata. Questa sezione è arricchita sia dalle creazioni surrealiste di Lee Miller che dagli scatti delle famose “vacanze surrealiste” dell’estate del 1937 tra la Cornovaglia e il sud della Francia trascorse insieme a Max Ernst, E.L.T. Mesens, Man Ray e Leonora Carrington oltre a Pablo Picasso, Dora Maar e Elieen Agar e con quello che sarà il suo secondo marito, l’artista britannico surrealista Roland Penrose.

L’omaggio all’Egitto e il trasferimento a Londra

In mostra, poi, una sezione in omaggio all’Egitto. Nel 1934 Lee Miller sposa l’uomo d’affari egiziano Aziz Eloui Bey e lo segue nella sua terra d’origine dove rimane affascinata dal paesaggio desertico, dai villaggi e dalla documentazione delle civiltà remote. I numerosi e magnetici scatti -come Portrait of Space (Ritratto di uno spazio) che ispirò René Magritte a dipingere Le baiser – ne sono la testimonianza.

Il matrimonio con Aziz Eloui Bey finì presto, anche a causa dell’avvicinamento di Lee Miller a Roland Penrose che la portò a trasferirsi a Londra, città dove lavora come fotografa di Vogue UK. Nella celebre rivista rimette in scena fotogrammi con tagli surrealisti che rimandano, indubbiamente, agli esordi e alla collaborazione con Man Ray.

La Seconda guerra mondiale

Lee Miller è stata corrispondente di guerra e fotoreporter per Vogue documentando le tragedie della Seconda guerra mondiale. Durante il conflitto si trova a documentare eventi dolorosi come il Blitz di Londra, la liberazione di Parigi e i campi di concentramento di Buchenwald e Dachau. Nel 1944 viene accreditata come corrispondente dell’esercito americano e lavora con il fotografo di Time Life, David E. Scherman. All’interno di questa sezione, oltre all’iconico scatto di Lee Miller nella vasca da bagno di Hitler, anche un’ampia selezione di suoi lavori dal chiaro stile surrealista, foto di conosciuti artisti e vecchi amici, tra cui Picasso e Jean Cocteau.

Il fil rouge della mostra

In tutta l’esposizione il richiamo va alla relazione tra Lee Miller e Man Ray e la trasformazione dall’amore all’amicizia, durata per quasi 50 anni, in parallelo ai reciproci matrimoni con Aziz Eloui, Roland Penrose e Juliet Browner. Man Ray è sempre stato vicino a Lee Miller, anche nel momento più buio della depressione cronica (conseguenza degli orrori a cui aveva assistito nel corso della Seconda guerra mondiale).

Lee Miller – Man Ray. Fashion, love, war.
DovePalazzo Franchetti Marco, 2847 30124 Venezia VE
QuandoFino al 10 aprile 2021
Orarida mercoledì a lunedì 10-18 chiuso il martedì
IngressoIntero 14,00 € Per le riduzioni accedere a: https://leemillermanray.it/informazioni/
Infohttps://leemillermanray.it/ info@leemillermanray.it T. +39.333.1012415
Terry Peterle
Terry Peterle
Nell’ambito della fotografia il suo interesse e i suoi studi si sono rivolti prevalentemente nella cultura e linguaggio fotografico, e con particolare interesse segue lo sviluppo e le diramazioni dello stesso nella fotografia attuale.

Fotografia Europea 2024

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