Eve Arnold: in mostra a Torino le foto che hanno fatto la storia

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Le stupende fotografie di Eve Arnold dal 25 febbraio 2023 sono in mostra a Torino, a Camera Centro Italiano Fotografia. L’esposizione vuole rendere omaggio alla fotografa americana che ha saputo raccontare il mondo con un appassionato approccio personale, diventando una leggenda della fotografia del XX secolo.

Per intendere la sua importanza nella storia della fotografia, è sufficiente ricordare che Eve
Arnold è stata la prima donna, insieme a Inge Morath, a far parte della prestigiosa agenzia
Magnum Photos nel 1951.

Song and dance troupe, China, 1979 © Eve Arnold / Magnum Photos
Song and dance troupe, China, 1979 © Eve Arnold / Magnum Photos

Tutto il mondo di Eve Arnold in mostra a Torino

Determinazione, curiosità e, soprattutto, la volontà di fuggire da qualsiasi stereotipo o facile
categorizzazione le hanno permesso di produrre un corpus eclettico di opere. Dai ritratti
delle grandi star del cinema e dello spettacolo ai reportage d’inchiesta dove ha affrontato temi
e questioni assolutamente centrali nel dibattito pubblico di ieri e di oggi.

L’esposizione torinese, curata da Monica Poggi e realizzata in collaborazione con Magnum Photos, si compone di circa 170 immagini, di cui molte mai esposte fino ad ora. In mostra l’opera completa della fotografa a partire dai primi scatti in bianco e nero della New York degli anni
Cinquanta fino agli ultimi lavori a colori, realizzati all’età di 85 anni, alla fine del secolo.

Le opere selezionate affrontano temi e questioni come il razzismo negli Stati Uniti, l’emancipazione femminile, l’interazione fra le differenti culture del mondo. Anche se la sua fama planetaria è senza dubbio legata ai numerosi servizi sui set di film indimenticabili, dove ha ritratto le grandi star del periodo da Marlene Dietrich a Marilyn Monroe, da Joan Crawford a Orson Welles.

Marlene Dietrich, Marilyn Monroe e le altre star

“Metaforicamente parlando – ha affermato Robert Capa – il suo lavoro cade a metà fra le gambe
di Marlene Dietrich e la vita amara dei lavoratori migranti nei campi di patate”. Ed è proprio un
servizio dedicato all’attrice tedesca, ottenuto quasi casualmente, ad accendere i riflettori sul suo
talento, dandole accesso al mondo dello spettacolo.

Gli scatti più noti sono quelli che hanno come soggetto Marilyn Monroe, con la quale stringe un vero e proprio sodalizio artistico dopo che la diva nel 1954 la avvicina a una festa dicendole: “Se sei riuscita a fare così bene con Marlene, riesci a immaginare cosa potresti fare con me?”. Il rapporto con Marilyn fa nascere immagini passate alla storia soprattutto per aver raccontato la personalità dell’attrice celata dietro alla facciata da diva.

Eve Arnold dimostra una straordinaria capacità di entrare in sintonia con i propri soggetti, abbattendo barriere e reticenze, anche attraverso gli iconici ritratti a personaggi come Joan Crawford, che si fa immortalare durante infiniti rituali di bellezza, o Malcolm X, che le concede di seguirlo a distanza ravvicinata durante i più importanti raduni dei Black Muslims e del quale realizza un ritratto che diviene subito una vera e propria icona.

Charlotte Stribling aka ‘Fabulous’ models clothes designed and made in the Harlem community. Abyssinian Church, New York City, USA, 1950 © Eve Arnold / Magnum Photos
Charlotte Stribling aka ‘Fabulous’ models clothes designed and made in the Harlem community. Abyssinian Church, New York City, USA, 1950 © Eve Arnold / Magnum Photos

Il razzismo e le rivendicazioni in Usa

Proprio le immagini del controverso leader trovano posto in mostra insieme ai diversi servizi dedicati da Eve Arnold alla comunità nera e alle rivendicazioni degli afroamericani che negli anni
Cinquanta stavano prendendo piede in tutti gli Stati Uniti. Il suo primo lavoro è, infatti, un
reportage dai toni densi e fumosi dedicato alle numerose sfilate di moda di Harlem, organizzate nella totale indifferenza del mondo della moda bianca. Realizzato come esercitazione per un corso alla New School for Social Research di New York tenuto dal celebre Art Director di “Harper’s Bazaar”, Alexey Brodovitch, il progetto la trasforma in pochissimo tempo in una delle autrici più richieste da giornali e magazine internazionali.

Questi scatti sono rivoluzionari sia per la scelta del soggetto che per lo stile: uscendo dall’estetica patinata dei magazine del periodo, Arnold racconta i momenti spontanei dietro le quinte, l’attesa prima dello spettacolo, l’impazienza del pubblico. Il lavoro è realizzato in situazioni di scarsa luminosità e, non volendo utilizzare il flash, Eve Arnold passa ore in camera oscura per esaltare l’atmosfera intima degli ambienti, ponendo le basi del suo particolare stile dove la teatralità di un’illuminazione naturale e la vicinanza emotiva ai soggetti sono imprescindibili.

Il servizio è considerato troppo scandaloso per i giornali americani, tanto da venire pubblicato nel 1951 dal londinese “Picture Post” e poi da diverse riviste europee. A questo seguiranno numerosi altri reportage da tutto il mondo, come quelli realizzati in Cina nel 1979 e l’imponente progetto sull’uso del velo in Medio Oriente, avviato dopo aver assistito a un discorso del presidente tunisino Habib Bourguiba che esortava le donne a togliere il velo per entrare nella modernità: luoghi e temi in grado di aprire dibattiti anche sull’oggi.

L’importanza delle donne, ma senza stereotipi

La carriera di Arnold è a tutti gli effetti un inno all’emancipazione femminile. I suoi soggetti
sono nella maggior parte dei casi donne: lavoratrici, madri, bambine, dive, suore, modelle,
studentesse, immortalate senza mai scivolare in stereotipi o facili categorizzazioni, con il solo
intento di conoscere, capire e raccontare.

Questo principio la guida anche nelle fotografie più intime e delicate, come quelle realizzate all’interno dei reparti di maternità degli ospedali di tutto il mondo, soggetto a cui ritorna costantemente per esorcizzare il dolore subito con la perdita di un figlio avvenuta nel 1959.
La scelta e la disposizione delle immagini in mostra è finalizzata a restituire la ricchezza dell’opera
di questa autrice, sottolineata anche attraverso numerosi documenti d’archivio, testi, provini di
stampa, libri e riviste in grado di arricchire la scoperta di una vera e propria leggenda della
fotografia.

Eve Arnold. L’opera, 1950-1980
DoveCamera Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine 18, Torino
Quandodal 25 febbraio al 4 giugno 2023
OrariLunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 11 alle 19. Giovedì dalle 11 alle 21.
Ingresso12 euro intero; 8 euro ridotto. Previste altre riduzioni
Infowww.camera.to
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