Paolo Pellegrin: oltre 300 fotografie in mostra a Venezia

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Paolo Pellegrin è il protagonista della mostra L’orizzonte degli eventi, in programma a Venezia dal 30 agosto al 7 gennaio 2024 a Le Stanze della Fotografia.

Il nuovo centro espositivo, iniziativa congiunta di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, è uno spazio che prosegue il percorso iniziato nel 2012 alla Casa dei Tre Oci di Venezia nella convinzione che la fotografia, tra i linguaggi artistici più interessanti del contemporaneo, debba continuare ad avere una sua propria casa a Venezia.

Testimone dei conflitti della contemporaneità, ma anche degli effetti del cambiamento climatico, Pellegrin si è distinto da subito per l’umanità del suo sguardo, caratteristica che ha reso unici i suoi lavori e che gli ha permesso di andare sempre al di là della superficie.

Paolo Pellegrin a Venezia: una mostra da vedere

La mostra, organizzata da Marsilio Arte e da Studio Pellegrin, è curata da Denis Curti e Annalisa D’Angelo e realizzata in collaborazione con Magnum Photos.

Presenti oltre 300 scatti, incluso un reportage sull’Ucraina (per la prima volta esposto) e altre immagini inedite, che coprono l’arco di tempo dal 1995 al 2023 e raccontano l’attività sul campo che ha portato Paolo Pellegrin a diventare uno dei più importanti fotografi internazionali.

Nato a Roma nel 1964 e membro dell’agenzia Magnum dal 2005, Pellegrin si è distinto da subito per l’umanità del suo sguardo, caratteristica che ha reso unici i suoi lavori e che gli ha permesso di andare sempre al di là della superficie.

Pluripremiato – dal W. Eugene Smith Grant in fotografia umanistica al Photographer of the Year, passando per il Robert Capa Gold Medal Award – Pellegrin ha prima studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma e poi fotografia all’Istituto Italiano di Fotografia. Pubblicato da The New York Times, TIME, Newsweek e molti altri giornali e riviste, il fotografo approda a Venezia con un’antologica che spazia da servizi realizzati nelle zone di drammatici conflitti, come in Iraq e a Gaza, a quelli su problematiche ambientali, come lo tsunami in Giappone e gli incendi in Australia. Non mancano gli scatti sui cambiamenti climatici in corso, immortalati nelle immagini che ritraggono l’Antartide, e i reportage negli Stati Uniti o sui rifugiati a Lesbo, oltre a molte altre missioni che il fotografo ha compiuto nel buco nero della storia raccontando un’umanità che pochi colgono e raggiungono.

Civili arrivano a Tiro dopo essere fuggiti dai loro villaggi nel sud del Libano durante i raid aerei israeliani. Tiro, Libano 2006 © Paolo Pellegrin / © Magnum Photos
Civili arrivano a Tiro dopo essere fuggiti dai loro villaggi nel sud del Libano durante i raid aerei israeliani. Tiro, Libano 2006 © Paolo Pellegrin / © Magnum Photos

Una visione unica

“L’orizzonte degli eventi, nella fisica, è la zona teorica che circonda un buco nero, un confine oltre il quale anche la luce perde la sua capacità di fuga: una volta attraversato, un corpo non può più andarsene, se oltrepassa quel limite scompare del tutto dalla nostra vista” spiega Annalisa D’Angelo. “Nella sua lunga carriera di fotografo, Pellegrin tenta più volte di oltrepassare l’orizzonte, di entrare nel buco nero della storia, provando a superare gli ostacoli. E il suo mezzo per oltrepassare l’orizzonte e uscire idealmente dal buco nero è la fotografia, intesa come tramite, come un ponte ideale in un rapporto in cui lo spettatore gioca un ruolo fondamentale”.

“Il tema dell’incontro con gli altri diventa il tema delle sue immagini. La sua è una fotografia di denuncia e di racconto che spazia all’interno di tematiche riguardanti le condizioni di vita altrui, dalla povertà alla violenza, fino alla fragile maestosità della natura” racconta Denis Curti. “Per Pellegrin la fotografia è mettere in discussione presunte verità per contribuire alla costruzione di un linguaggio inscatolabile fatto di grammatiche diverse e innovative”.

Come aggiunge lo stesso Pellegrin: “Ovunque io sia, mi considero sempre un ospite e, in cambio, sono quasi sempre trattato come un ospite. La macchina fotografica diventa allora un passaporto straordinario”.

L’ambiente, un focus a Venezia nell’anno della Biennale della Sostenibilità

La complessità dei temi trattati e l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità, trovano la sua casa ideale a Venezia, città fragile che ben rispecchia le caratteristiche dei luoghi attraversati da Pellegrin. Le sue immagini restituiscono la forza di un’umanità che si manifesta nella grandezza della natura, svelando uno dei temi cruciali della contemporaneità, la relazione tra l’uomo e l’ambiente naturale. Per questo la mostra è anche evento collaterale della Biennale della Sostenibilità 2023 L’era del Mose, organizzata dalla Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainability Foundation (FVCMS/VSF).

Paolo Pellegrin. L’orizzonte degli eventi
DoveLe Stanze della Fotografia, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia
QuandoDal 30 agosto 2023 al 7 gennaio 2024
OrariAperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19. Chiuso il mercoledì
Ingresso14 euro intero; 12 ridotto. Previste altre riduzioni
Infowww.lestanzedellafotografia.it
The Mammoth's Reflex
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Fotografia Europea 2024

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