La fotografia per Alisa Resnik

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One Another è il libro di Alisa Resnik che ha vinto l’ultimo European Publisher Award (2013) ed è quindi stato pubblicato da cinque diversi editori europei. Tra shot cupi, emotivamente impattanti e scattati principalmente a Berlino, dove abita dal 1990, scopriamo direttamente con Alisa come è nato il progetto che ha portato alla realizzazione di One Another. L’abbiamo incontrata a Fotografia Europea ad una bella presentazione organizzata dai ragazzi della libreria milanese specializzata in libri fotografici Micamera. L’intervista si è svolta in modo molto informale, all’ombra di un muro, tra una sigaretta e una birra; questo per farvi capire quanto Alisa, nonostante gli importanti traguardi raggiunti, sia una fotografa decisamente “alla mano”.

 

Alisa al booksigning organizzato da Micamera
Alisa al booksigning organizzato da Micamera

 

Guardando la copertina del tuo libro “One Another”, vedo questa fascetta che dice “vincitore del 20′ European publishers Award”. Parlacene un po’, come hai deciso di partecipare al concorso?

Io non avrei mai pensato di vincere! Ho mandato il mio lavoro perché mi sono accorta che c’è qualcosa che lega queste foto, ma l’ho visto dopo. Non ho seguito un tema con l’intenzione di vincere né avevo  idea di fare un libro.

A quando risalgono gli scatti?

La maggior parte risale a poco più di un anno fa mentre un 20% di queste foto sono un po’ più vecchie. Tutte insieme, però, avevano un senso. Di solito se mando qualcosa per partecipare a qualche concorso, cosa che faccio molto di rado (l’avrò fatto 4 volte nella mia vita, precisa), c’è la volontà di mostrare più che di vincere. Insomma, quando partecipo ad un concorso lo faccio per far vedere le mie foto nella speranza che qualcuno se ne accorga.

E in questo caso se ne accorti perché con One Another hai ottenuto un ottimo riconoscimento…

Il progetto contiene foto fatte per la maggior parte a Berlino, scatti scuri, cupi. È stato un lavoro molto importante per me perché sono stata molto attiva riuscendo a materializzare tutto ciò che avevo in mente con un libro. Non voglio però spiegare le sensazioni e cosa si può provare vedendo il libro perché per ogni spettatore le sensazioni possono essere diverse, ed è giusto lasciare che ognuno veda quello che vuole.

 

Alisa Resnik dialoga con Rémi Coignet, critico e redattore di Des Livres et des Photos – Le Monde
Alisa Resnik dialoga con Rémi Coignet, critico e redattore di Des Livres et des Photos – Le Monde

 

Hai usato una tecnica particolare? Ti sei ispirata a qualche fotografo?

No, a dire il vero no. Ci sono sicuramente dei fotografi che io adoro e che sicuramente, inconsciamente, hanno giocato un ruolo importante per quello che ho fatto e per come l’ho fatto. Detto questo, però, io non cerco di seguire i loro passi. Non è che penso a qualcuno che mi piace e provo a fare le cose come le fa lui. Non è assolutamente questo il senso di quello che faccio.

Ho visto che in diverse foto c’è un po’ di rumore di fondo. Usi il noise come una sorta di abbellimento o sono semplicemente venute così?

Sono venute così perché sono una fotografa di merda (risate generali). Mi stai intervistando ed è giusto essere sinceri. Scrivilo pure!

Ma dai… non penso proprio tu sia una fotografa di merda.

Non sono “dentro alla tecnica”. Chiaramente ho una conoscenza di base ma non so se sia un vantaggio o uno svantaggio per me. Di certo sono più istintiva, non sto troppo a pensare a quali parametri usare. Però questo a volte può essere un limite specie quando fotografo quasi al buio, con pochissima luce. E questo non perché voglia farlo ma per il fatto che per scattare ho tempo solo la sera. Tornando alla tecnica, sì, in certe situazioni sarebbe stata d’aiuto e certe foto sarebbero potute venire meglio ma è così e va bene così com’è.

 

Alisa Resnik
Alisa Resnik

 

Io pensavo che questa “non nitidezza” fosse la tua firma, un tuo tratto distintivo. Invece mi dici che “come vengono vengono” giusto?

Assolutamente, è proprio così.

Oltre a One Another hai già qualcosa di pronto o qualche altro progetto in cantiere?

Una sola cosa ho in mente: andare avanti. Sembra banale ma è abbastanza difficile andare avanti dopo aver chiuso una cosa che è stata così importante per me. C’è una specie di stanchezza, ci sono tante domande “con cosa continuo?”, “proseguo nello stesso modo oppure cambio completamente?”. Non lo so… mi piacerebbe tantissimo che, nel caso, la scelta fosse naturale e che arrivasse da sola.. Non vorrei analizzare troppe cose.

Bene Alisa, grazie per l’intervista, sei stata gentilissima e veramente sincera.

Bisogna essere sinceri e non dire cose tanto per dirle. Grazie a te!

 

Clicca su “Watch on Vimeo” per vedere il libro, funziona 🙂