Urban Survivor a Sassuolo

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SASSUOLO. Prosegue fino al 20 ottobre alla Galleria PaggeriArte (piazzale della Rosa) la mostra multimediale Urban Survivors promossa in collaborazione con Medici Senza Frontiere.

 

Uno degli scatti di Urban survivors
Uno degli scatti di Urban survivors

 

L’esposizione, frutto della collaborazione fra MSF e l’agenzia fotografica NOOR, ha l’obiettivo di mostrare donne, uomini e bambini costretti a vivere in vere e proprie “bombe a orologeria” umanitarie. In mostra cinque fotografi di fama internazionale: Stanley Greene, Alixandra Fazzina, Francesco Zizola, Jon Lowenstein e Pep Bonet che hanno visitato i progetti dell’organizzazione medico-umanitaria in altrettante bidonville: Dacca (Bangladesh), Karachi (Pakistan), Johannesburg (Sud Africa), Port-au-Prince (Haiti) e Nairobi (Kenya).

 

 

Uno degli scatti di Urban survivors
Uno degli scatti di Urban survivors

 

In Asia, il fotografo Stanley Greene documenta la vita nella baraccopoli di Dacca (Bangladesh), tra malnutrizione infantile, assenza di servizi igienico-sanitari e vulnerabilità alle catastrofi naturali; Alixandra Fazzina racconta attraverso i suoi scatti la baraccopoli di Karachi (Pakistan) dove MSF assiste le persone affette da HIV/AIDS e tubercolosi. L’Africa è invece vista attraverso l’obiettivo dei fotografi Francesco Zizola che ha viaggiato a Nairobi (Kenya), fra gli abitanti di Kibera, la maggiore baraccopoli della capitale, e Pep Bonet che documenta la vita degli immigrati dello Zimbabwe presenti a Johannesburg (Sud Africa) e di coloro che vivono nella baraccopoli della città, lottando contro HIV/AIDS e tubercolosi multiresistente ai farmaci. Infine, Haiti, dove Jon Lowenstein racconta la violenza e le difficoltà di Martissant, baraccopoli della capitale Port-au-Prince, colpita anche dal colera.

 

 

Una delle immagini di Urban Survivor
Una delle immagini di Urban Survivor

 

Le fotografie e i video-documentari che hanno realizzato accendono un riflettore sulle fasce di popolazione più povera che emigrano in massa dalle regioni rurali verso le città, nella maggior parte dei casi finendo nelle bidonville che crescono in modo esponenziale. I visitatori, quindi, potranno entrare nel cuore di immense baraccopoli “invisibili” al mondo esterno e toccare con mano le condizioni di vita estreme e le sfide che MSF sta affrontando, ogni giorno, per assistere la popolazione: malnutrizione, acqua contaminata, mancanza di servizi igienico-sanitari, infezioni, Hiv e Aids.

 

C’è un crescente bisogno di interventi umanitari nelle baraccopoli. Pertanto stiamo aumentando le nostre risorse per lavorare in molti di questi luoghi dove la situazione è estremamente grave ed esplosiva: attualmente abbiamo progetti in più di 20 città nel mondo. Sopravvivere è una sfida quotidiana, come evidenzia con forza la mostra Urban Survivors”, dichiara Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia.

 

 

Info: Urban Survivors

 

 

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