Stampe in platino e fotografie per immortalare il passato

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ROMA. Fino al 24 ottobre nella sede espositiva di Antropomorpha Fotografia (via Castruccio Castracane 28a) saranno in mostra le fotografie e stampe al platino di Daniele Cinciripini, vincitore Fotoleggendo Roma 2011 e del Portfolio Strega – Sassoferrato, sempre nell’edizione 2011. La mostra si intitola “Vorrei tra le mie mani il tuo viso che è terra (come la terra)”.

 

“L’essere soli in questi luoghi, strettamente legati alla mia infanzia e rifugio dei momenti importanti, ha portato i pensieri e lo sguardo oltre la soglia. I luoghi, dalle forme elementari che si susseguono ed in continuo cambiamento, si sono fusi con il desiderio di regalarci un momento tutto nostro, incontrare il paesaggio ed esserne un tutt’uno.”

 

Il mondo interiore di Daniele Cinciripini è fatto di silenzio. Ma un silenzio denso, intenso. Una coltre opaca avvolge i suoi ricordi, i suoi sentimenti, che trovano una quieta risonanza nel rispondersi tra ritratti e paesaggi. Queste fotografie parlano di un amore profondo che si incarna e sembra ritrovarsi nelle esperienze del passato, nei luoghi della propria storia personale, luoghi che aspettavano qualcosa, qualcuno, per trovare senso e pienezza, e che si aprono ora, come rinnovati, verso inaspettati orizzonti. Per questo racconto fatto di un sottile sottovoce, Cinciripini ritrova una tecnica antica, la platinotipia: nella concentrazione e nell’estrema attenzione del processo della camera oscura aspetta con tensione e pazienza che l’immagine si riveli e prenda corpo in tutti i suoi dettagli e gradazioni.

 

Vorrei tra le mie mani il tuo viso che è terra (come la terra)
Vorrei tra le mie mani il tuo viso che è terra (come la terra)

 

Le stampe al platino sono dedicate in questa mostra alle visioni più personali e a quelle dal valore simbolico più trasparente, al suo autoritratto e ai ritratti di Didi, mentre la natura trova in immagini di più grandi dimensioni e realizzate con una tecnica più contemporanea, il getto d’inchiostro, una più distesa propagazione delle sue luci e ombre, che abbracciano lo spazio e lo trasformano. La dimensione amorosa e la sua forza irradiante di onde qui perdendosi nel respiro dei paesaggi innevati, nel tremolio dei rami spogli colpiti dal sole, nel gioco dell’addensarsi e diradarsi di nubi e si raccoglie -ci raccoglie- nell’intimità dell’esperienza assoluta e ineguagliabile dell’incontro.

 

 

Per info:  Antropomorpha Fotografia

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