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Apartheid & After, la fotografia africana contemporanea in mostra alla Huis Marseille

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AMSTERDAM. “Apartheid & After” è il titolo della mostra che fino all’8 giugno sarà esposta alla Huis Marseille nata da un’idea del fotografo David Goldblatt con lo scopo di presentare la qualità, la diversità e il dinamismo della fotografia sudafricana contemporanea al pubblico olandese. Un’esposizione che rivela come la forza del recente passato possa influenzare la percezione del presente e un tema che è diventato il filo conduttore dei dodici fotografi che espongono per “Apartheid & After” che hanno dovuto arginare le difficoltà di essere fotografi in Sud Africa, ovvero hanno dovuto mostrare la realtà attraverso un approccio sobrio in un Paese colorato e stravagante che però ha subito traumi e non ha certo goduto dello sfruttamento dell’industria turistica odierna.

 

Graeme Williams (1958 Johannesburg).Previously Important Places series 1990s -2013
Graeme Williams (1958 Johannesburg).Previously Important Places series 1990s -2013

 

Tra i fotografi in mostra David Goldblatt affiancato da Guy Tillim, Jo Ractliffe, Santu Mofokeng, Zanele Muholi e Pieter Hugo e da un nuovo gruppo di fotografi più giovani come Mikhael Subotzky, Daniel Naudé e Sabelo Mlangeni. E a dimostrare come sia mutata la fotografia contemporanea sudafricana ringraziamento vanno anche al Market Photo Workshop a Johannesburg, dove – sotto la guida di John Fleetwood – molti talenti notevoli sono emersi nel corso di un periodo relativamente breve di tempo.

 

 

Pieter Hugo, 1976 Johannesburg/ from: Kin, 2013.  In Sipho Ntsibande's Home, Soweto, 2013
Pieter Hugo, 1976 Johannesburg/ from: Kin, 2013. In Sipho Ntsibande’s Home, Soweto, 2013

 

Ma vediamo la mostra che si apre con la serie Particulars di Goldblatt (1975), un primo piano di una società multiculturale nei parchi di Johannesburg che racconta il mutamento dei rapporti umani tramite l’abbigliamento e il linguaggio del corpo. Ancora: Jo Ractliffe mostrerà la sua recente serie Borderlands (2013) costituita da sobrie immagini in bianco e nero di luoghi da cui il South African Defence Force ha operato durante la guerra in Angola mentre Pieter Hugo, in Kin (2013), ha ritratto gli Afrikaners di oggi.

 

Alberts, The portraits of the applicants #3
Alberts, The portraits of the applicants #3

 

Incursioni nel passato si trovano nei ritratti di Paul AlbertsDemocratic Portraits” e in “Petros Village” (2006), un progetto realizzato in Malawi che porta la firma di Guy Tillim. Ancora, gli estratti dalla serie Santu Mofokeng’s Bloemhof (1988) mostrano come si viveva da inquilino nella fattoria di un uomo bianco o nell’isolamento di una borgata; ritratti in netto contrasto con gli scatti di Hugh Exton che ha ritratto ricchi e poveri, nero e bianchi senza distinzioni tra loro, mostrando la stessa cura e rispetto.

 

Gut Tillim, Neri James
Gut Tillim, Neri James

 

English version. “Apartheid & After” @Huis Marseille | 8th June. Paul Alberts, Hugh Exton, David Goldblatt, Pieter Hugo, Santu Mofokeng, Sabelo Mlangeni, Zanele Muholi, Daniel Naudé, Jo Ractliffe, Mikhael Subotzky, Guy Tillim, Paul Weinberg, Graeme Williams and the Market Photo Workshop in Johannesburg.
The exhibition Apartheid & After reveals how powerfully the recent past can colour our perception of the present; this theme runs through the work of all twelve participating photographers after 1990. However powerful the individual images may be, this is photography with a hidden agenda – in a positive sense of the word. Knowledge of the past brings the present into sharp focus, and vice versa. It’s a tightrope act. Being a photographer in South Africa demands a sober, articulate, and skilled approach to the country’s burden of memory, trauma, and resulting guilt, as well as to the mysterious colouring and extravagant beauty of Africa so eagerly exploited by today’s tourist industry.

The exhibition Apartheid & After, which is based on an idea by David Goldblatt, aims to display the quality, diversity and dynamism of contemporary South African photography to a Dutch audience; there are, after all, historic links between the two countries. Today, twenty years after South Africa’s first-ever free elections were held in 1994, Goldblatt is not alone in having a solid international reputation; he is joined by Guy Tillim, Jo Ractliffe, Santu Mofokeng, Zanele Muholi and Pieter Hugo