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Uno sguardo sul mondo dall’alto. Gli scatti di Yann Arthus-Bertrand al museo di storia naturale di Milano

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MILANO. “Yann arthus-Bertrand: la terra vista dal cielo” è il titolo della mostra dedicata all’opera del fotografo e ambientalista francese Yann arthus-Bertrand, che sarà ospitata fino a 19 ottobre al Museo di storia Naturale

 

eBAno rosA sUllA MontAgnA di kAw, gUYAnA 4° 30’ n - 52° 00’ o © YAnn ArthUs-BertrAnd
eBAno rosA sUllA MontAgnA di kAw, gUYAnA 4° 30’ n – 52° 00’ o © YAnn ArthUs-BertrAnd

 

La mostra è un racconto in immagini del nostro pianeta attraverso 103 fotografie a colori, di grandi dimensioni, che fanno parte del più ampio progetto “La terra vista dal cielo – La terre vue du ciel”: un inventario dei più bei paesaggi del mondo fotografati dall’alto, con lo scopo di testimoniarne la bellezza e di preservarla attraverso un costante lavoro di monitoraggio dei luoghi. Dagli oceani alle vette delle montagne, dalla savana africana ai ghiacciai antartici, dai crateri vulcanici ai deserti africani, questi scatti attestano un profondo rispetto e amore per la terra, tanto da essere diventate delle immagini simbolo, come il celebre cuore di Voh in Nuova Caledonia. Le fotografie esposte sono il frutto di un lavoro durato oltre vent’anni, durante i quali Yann Arthus-Bertrand ha sorvolato i cinque continenti con l’intento di documentare i cambiamenti in corso e l’impatto dell’uomo sui territori, sensibilizzando il maggior numero di persone sull’importanza di uno sviluppo sostenibile.

 

BAlle di Cotone, thonokAhA, regione di korhogo, CostA d’AVorio 9° 28’ n - 5° 36’ o © YAnn ArthUs-BertrAnd
BAlle di Cotone, thonokAhA, regione di korhogo, CostA d’AVorio 9° 28’ n – 5° 36’ o © YAnn ArthUs-BertrAnd

 

Lungo il percorso espositivo, il fotografo francese trasporta il visitatore in un viaggio emozionante, condividendo lo splendore del nostro pianeta e interrogandosi al tempo stesso sul suo futuro. La terra vista dal cielo mostra tutta la sua bellezza e allo stesso tempo la sua fragilità: le fotografie sono dirette, potenti, illustrano tesori naturalistici irraggiungibili, panorami mozzafiato, la meraviglia della natura nella sua essenza più incontaminata. Accanto a questi paradisi forestali e oceanici, però, Yann Arthus-Bertrand non risparmia una severa critica all’opera dell’uomo: denuncia lo sfruttamento irresponsabile delle risorse della terra, i disastri causati dalla cementificazione sfrenata, la deforestazione, l’avanzare della desertificazione, il problema dello smaltimento dei rifiuti. i suoi scatti mirano a risvegliare le coscienze, parlano direttamente al cuore per far riflettere su tematiche attuali e complesse, dal dilagare dell’inquinamento al riscaldamento globale, dalla perdita progressiva della biodiversità allo sfruttamento incosciente delle risorse naturali del pianeta.

 

Ho visto la terra cambiare. L’impatto dell’uomo si vede dal cielo. durante i viaggi e le ricerche ho constatato che tutti gli scienziati che ho incontrato condividono la mia stessa inquietudine. Quanto illustrano le mie fotografie, loro dimostrano con le cifre, e le cifre sono inaudite. Yann Arthus-Bertrand

 

Portrait de Yann Arthus-Bertrand a Chausey
Portrait de Yann Arthus-Bertrand a Chausey

 

 

Dalle immagini del mondo visto dal cielo, poi, si avrà un rapido volo verso la terra: in mostra sono presenti anche uccelli tassidermizzati, crani, splendidi minerali, fossili da toccare, conchiglie mai esposte, insetti rari, semi e frutti curiosi, provenienti dalle collezioni del Museo di storia naturale che dialogano con le immagini di Yann Arthus-Bertrand. Completa l’esposizione il film “Home” che segna l’esordio di Yann Arthus-Bertrand alla regia. La pellicola, che nella versione italiana è doppiata da Isabella Rossellini, realizzata con la collaborazione di Luc Besson  François-Henri Pinault, è stata girata interamente dal cielo, filmando 120 luoghi in 50 diversi paesi con l’intento di condividere stupore e preoccupazione sullo stato di salute del pianeta e dei cambiamenti che l’umanità deve affrontare.