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Carnage, i bianchi e neri di Nicola Gnesi a LABottega

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MARINA DI PIETRASANTA. Dall’11 ottobre al 2 novembre a LABottega (viale Apua 188) sarà esposta “Carnage” di Nicola Gnesi. Carnage si compone di circa 20 still life in uno splendido bianco e nero che riflette un marcato stile personale che si inserisce all’interno del programma di “Autumn Issue”, la stagione autunnale delle mostre fotografiche a cura di Serena Del Soldato.

 

"Carnage" Nicola Gnesi
“Carnage” Nicola Gnesi

 

Questa mostra nasce dalla volontà inconscia di fotografare mentalmente la scena che Nicola Gnesi era solito vedere quando passava davanti ai mercati di Chinatown a New York: una brutale violenza che scaturiva ai suoi occhi come una macabra bellezza. Carne viva che in un secondo diventava morta. Ali, zampe, teste e lische, tutto diventava altro e soprattutto era incredibilmente impregnato di una nuova bellezza. Da qui la necessità di andare avanti fotografando questi resti di vita e più il lavoro proseguiva e più l’artista scavava dentro se stesso alla scoperta del proprio “io esistenziale”.

 

"Carnage" Nicola Gnesi
“Carnage” Nicola Gnesi

 

Relativamente al nuovo progetto l’autore racconta: “Dalla carne si riscoprono interiormente dei frammenti scomposti, rappresentati in un contesto che purifica ed esorcizza la vita contrapponendola tra il viscerale ed il sensuale. Infine dall’oscurità emerge una forma, rappresentata da una carneficina di suggestioni.”

 

"Carnage" Nicola Gnesi
“Carnage” Nicola Gnesi

 

Dalla prefazione a cura di Enrico Mattei si legge: “La scoperta di una nuova bellezza interpretata dalla partecipazione dell’artista nella congiunzione arte-vita tanto proposta dalle avanguardie storiche e neo-avanguardie si trasforma, in questa ultima serie di lavori sulla “carne”, da oggetto a soggetto dell’opera e la trasformazione diventa la triade artista-arte-vita. Nulla come la fotografia permette di assecondare il bisogno di Nicola di produrre un’arte in presenza e in partecipazione diretta, il coinvolgimento può diventare anche condizione di effettiva presenza fisica, ma prima ancora corrisponde ad una condizione mentale, così come i modi di produzione fotografica e non la somiglianza diretta tra immagine e referente, è innanzitutto un valore concettuale e non formale. Quello che rimane costante in questo progetto è la connessione tra “io psicologico” e “io tecnologico” che l’artista crea in questo movimento di partecipazione e di presenza alle cose, ovviamente con la prevalenza, a seconda dei casi, dell’uno o dell’altro. La fotografia diventa così effettivamente specchio, non del reale però, come si è soliti pensare, ma di se stessi, unificando sullo stesso piano soggetto e oggetto.”

 

"Carnage" Nicola Gnesi
“Carnage” Nicola Gnesi

 

Grazie a LABottega, Nicola Gnesi torna a esporre nella propria terra, Pietrasanta, dopo i successi dell’iniziativa “Ora d’aria”, il corso di formazione di fotografia destinato ai detenuti del carcere di Lucca e dopo aver firmato tutte le foto del catalogo della mostra newyorkese del famoso scultore Kan Yasuda.

“Vita e morte, violenza e bellezza… è fatta di contrasti la nuova mostra di Nicola Gnesi. – ha commentato Serena Del Soldato, direttrice artistica de LABottega – Si tratta di un lavoro che non può lasciare indifferenti per via della carica emotiva che porta con sé e del modo estremamente personale con cui l’artista riesce a far incontrare mondi apparentemente lontani, facendo scaturire emozioni che, a prima vista, potrebbero apparire inconciliabili.

 

"Carnage" Nicola Gnesi
“Carnage” Nicola Gnesi

 

Nicola Gnesi nasce a Pietrasanta in provincia di Lucca nel Marzo del 1983. Proprio negli anni del liceo inizia a fotografare dopo che suo padre gli regala la sua Canon F1. La carriera professionale inizia quasi subito facendo gavetta come corrispondente della Versilia per alcune testate e agenzie nazionali. In questi anni e in quelli a venire inizia a formarsi frequentando fotografi del calibro di Maurizio Galimberti, Alex Majoli, Samuele Pellecchia, Stanley Greene, Janice Mehlman e Veronica Gaido. Nel 2009 espone due fotografie panoramiche del Muro di Berlino in una mostra collettiva organizzata dalla Agenzia Contrasto dal nome “Prima e dopo il muro” accanto a fotografi del calibro di Gianni Berengo Gardin, Renè Burri e Ian Freed. Dal 2011 inizia una duratura collaborazione con la scultrice romana MOG per la quale scatta le foto di gran parte del suo lavoro. Dal 2012, decide di passare svariati mesi dell’anno a New York. Nel 2013 inizia un importante progetto personale nel Carcere di Lucca dove fa scattare le foto ai detenuti. Inoltre sue sono le foto del nuovo disco e della campagna promozionale del cantante Bobo Rondelli. Nel 2014 scatta tutte le foto del catalogo della mostra newyorkese del famoso scultore Kan Yasuda presso la Eykyn Mclean Gallery.

Info: www.labottegalab.com