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La fotografia di viaggio alle Terme di Dioclezionano. A Roma c’è Trip

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ROMA. Dal 18 ottobre al 18 dicembre Pieter Hugo, Narelle Autio e Alessandro Rizzi saranno ospiti dei co-imperatori Massimiano e Diocleziano presso le terme più grandi della Roma antica: le Terme di Diocleziano, oggi Museo Nazionale Romano per T.R.I.P. Travel Routes in Photography, format di mostre fotografiche d’autore nato nel 2013 come costola di the trip magazine, prima testata indipendente di letteratura di viaggio e fotografia.

 

Trip 2014
Trip 2014

 

In questa seconda edizione T.R.I.P. racconterà un viaggio che non finisce mai tra i volti del Sudafrica, i mari dell’Australia e le strade del Giappone, un itinerario attraverso la fotografia che ha come tema il viaggio, viaggio che non è vacanza, che poco ha a che fare con il turismo. Il viaggio è qui inteso come esperienza di cui il viaggiatore è protagonista e percorso necessario per conoscere se stessi prima che il mondo.

 

Narelle Autio/Agence VU
Narelle Autio/Agence VU

 

Narelle Autio, Watercolours. Le vibranti immagini di Narelle Autio, raffiguranti la vita costiera e l’entroterra australiano, hanno consacrato l’artista a livello internazionale e continuano a catturare i cuori e l’immaginazione di chi le guarda. Il modo sofisticato con cui usa il colore, la luce e il metodo che utilizza per comporre hanno come risultato foto che evocano la complessità, il dramma e la bellezza di un paesaggio oltremodo consumato da cliché e cartoline.

 

Il mare ha fatto sempre parte della mia vita. Sono venuta al mondo in un ospedale che sorgeva sulla spiaggia e ora che sono adulta ho la sensazione di avere speso la mia vita viaggiando in luoghi vicino all’Oceano. Per diverse ragioni, ma soprattutto perché sentivo di doverlo fare. Probabilmente è un bisogno primordiale che giace nella mia memoria più profonda, un bisogno ancestrale di ritornare lì, da dove sono venuta. L’attrazione che esercita l’Oceano è universale. Ciascuno di noi ne è attratto per diverse ragioni: vuoi la sfida e l’eccitazione di sopravvivere in un mondo diverso dal nostro, vuoi per solitudine per divertimento o per rilassarsi. Ci immergiamo, nuotiamo e giochiamo in un luogo dove siamo tutti uguali e possiamo sentirci di nuovo liberi come bambini. È questo che amo del mio mare. Ognuno poi ha il suo. Il mio mi intrattiene, mi guarisce, mi nutre e molte volte mi fa battere forte il cuore. Per questo ci tornerò sempre. Queste immagini raccontano cosa è accaduto nella mia vita durante la lunga estate in cui ho viaggiato in giro per l’Australia. Sono i miei ricordi del passato, raccolti nel presente e diventati allo stesso tempo e nello stesso momento ricordi di altre persone. Narelle Autio

 

Narelle Autio/Agence VU
Narelle Autio/Agence VU

 

La Autio ha collezionato un numero impressionante di riconoscimenti. Nel 2001 il magazine australiano Australian Art Collector Magazine l’ha nominata tra i 50 artisti australiani più collezionati. Lo stesso anno vince il World Press Awards, An American Picture of the Year Award e A Walkley Award. Nel 2002 è stata la prima australiana a vincere il prestigioso Leica Oskar Barnack Award con la serie Coastal Dwellers, rinominata Watercolours (2001 2004), che è stata esposta nelle gallerie Leica di tutto il mondo.

 

Narelle Autio/Agence VU
Narelle Autio/Agence VU

 

Ha partecipato a varie mostre nazionali e internazionali tra le quali FotoFreo (2010; 2004), Light Sensitive: Contemporary Australian Photography (2006-2007), Fifth Leica/CCP Documentary Award (2006), Art Cologne (2005), Noorderlicht Fotofestival (2002), and Summer Life, Alice Austin House Museum, New York (2003). I suoi lavori fanno parte delle collezioni della Art Gallery of New South Wales, Parliament Hous, Artbank, NGV, Samstag Museum of Art, Australian National Maritime Museum, così come di collezioni private e aziendali.

 

Pieter Hugo
Pieter Hugo

 

There’s a Place in Hell for Me and My Friends di Pieter Hugo è una serie di primi piani dell’artista e dei suoi amici, tutti originari del Sudafrica. Attraverso un processo digitale di trasformazione del colore al bianco e nero, insieme alla manipolazione dei canali di colore, Hugo enfatizza il pigmento della pelle dei suoi soggetti (la melanina), in modo che essa appaia fortemente segnata dalle imperfezioni e dai danni del sole. Il risultato sono ritratti in antitesi con le immagini ritoccate che determinano i modelli di bellezza nella cultura collettiva, sono ritratti che affrontano il tema delle distinzioni razziali basate sul colore della pelle.

 

Pieter Hugo
Pieter Hugo

 

 

Come scrive il critico Aaron Schuman, “Sebbene a prima vista si possa apparire bianchi o neri, gli elementi che rimangono attivi sotto la superficie sono di ben più ampio spettro. Ciò che infatti sembra superficialmente dividerci è in effetti qualcosa che tutti condividiamo e proprio come queste fotografie, non siamo semplicemente bianchi o neri, siamo rossi, gialli, marroni e così via; siamo tutti, in fin dei conti, colorati”.