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Glitch. Interferenze tra le arti contemporanee al Pac di Milano

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MILANO. Interferenze tra l’arte, la fotografia, il cinema. E’ questo che mette in mostra “Glitch” al Pac per una collettiva che riunisce opere di artisti italiani delle ultime generazioni, volte a esplorare le relazioni di linguaggio e contesto tra i diversi mondi artistici.

 

Rä di Martino  Opera fotografica No More Stars (Scene From Abandoned Set) Galleria Monitor, Roma
Rä di Martino
Opera fotografica
No More Stars (Scene From Abandoned Set)
Galleria Monitor, Roma

 

Commissionata dal nuovo comitato scientifico del Pac – alla sua seconda mostra – e curata da Davide Giannella, “Glitch” presenta una selezione di opere tra film, installazioni, fotografia e performance, realizzate da artisti italiani negli ultimi quindici anni, dal 2000 al 2015, con pochissime eccezioni che suggeriscono antecedenti e contrappunti.

Il titolo della mostra si rifà al linguaggio dell’elettronica e del digitale. Il glitch è una distorsione, un’interferenza non prevista all’interno di una riproduzione audio o video, un’onda breve e improvvisa che dura un istante e poi si stabilizza. Un momento inatteso che può diventare rivelatore, come possono esserlo le opere in mostra: tracce di un territorio i cui confini sono in costante via di definizione, tesi e sfumati tra diversi sistemi critici, di produzione, distribuzione e fruizione.

 

Marinella Senatore Stills from video Nui Simu (That’s us), 2010 Single channel HD video on Blu-Ray Disc, stereo, color, 15‘:00‘‘ Courtesy, MOTInternational, London & Brussels, Peres Projects, Berlin and Mendes Wood,São Paulo Produced by Riso Museum, Palermo (I)
Marinella Senatore
Stills from video
Nui Simu (That’s us), 2010
Single channel HD video on Blu-Ray Disc, stereo, color, 15‘:00‘‘
Courtesy, MOTInternational, London & Brussels, Peres Projects, Berlin and Mendes Wood,São Paulo
Produced by Riso Museum, Palermo (I)

 

Filo conduttore è l’idea di storytelling, di rifrazione tra narrativa lineare e non lineare, verità e finzione, ma anche di ricerca attorno all’atto di guardare e di montare storie: elementi fondanti del cinema e trame dell’arte recente, ma soprattutto strumenti nella creazione di miti e immaginari attraverso differenti linguaggi.

 

Rä di Martino  Opera fotografica No More Stars (Scene From Abandoned Set) Galleria Monitor, Roma
Rä di Martino
Opera fotografica
No More Stars (Scene From Abandoned Set)
Galleria Monitor, Roma

 

Il passaggio definitivo al digitale ha portato allo snellimento degli strumenti e all’assottigliamento dei costi nella produzione e distribuzione di immagini in movimento. Quelle che sino a pochi anni fa erano, per qualità formale e costi, produzioni esclusive dell’industria cinematografica, sono oggi alla portata di un sempre più ampio numero di autori. L’episodio dell’ 11 Settembre 2001 ha decretato in maniera definitiva quanto la creazione e rielaborazione di immagini sia dominio di tutti e come i racconti, per quanto frammentati, siano generatori di immaginari prima ancora che testimonianze di realtà, rendendo il reale fittizio e materializzando finzioni.

 

Marinella Senatore Stills from video Nui Simu (That’s us), 2010 Single channel HD video on Blu-Ray Disc, stereo, color, 15‘:00‘‘ Courtesy, MOTInternational, London & Brussels, Peres Projects, Berlin and Mendes Wood,São Paulo Produced by Riso Museum, Palermo (I)
Marinella Senatore
Stills from video
Nui Simu (That’s us), 2010
Single channel HD video on Blu-Ray Disc, stereo, color, 15‘:00‘‘
Courtesy, MOTInternational, London & Brussels, Peres Projects, Berlin and Mendes Wood,São Paulo
Produced by Riso Museum, Palermo (I)

 

A questo si è aggiunta nel 2003 la nascita di youtube.com: sempre più artisti visivi – anche in Italia – si sono avvicinati alla sperimentazione nell’ambito delle immagini in movimento, superando o discostandosi della videoarte per avvicinarsi al linguaggio più narrativo del cinema e all’immediatezza di internet. Il risultato è l’allargamento di quell’area di confine in continua evoluzione, l’interstizio tra territori attigui, ma ancora distinti, chiamato Art Cinema.

 

Rä di Martino  Stills from video NOT360, 2002 16mm, 8 minuti
Rä di Martino
Stills from video
NOT360, 2002
16mm, 8 minuti

 

“Glitch” si sviluppa su tre livelli principali, tre aree che si muovono intorno all’idea di opera filmica. Il primo livello, quello cinematografico, trasforma il Pac in un multisala: 64 film d’artista sono stati suddivisi in due programmi, che verranno proiettati a giorni alterni all’interno di tre mini-cinema realizzati ad hoc per la mostra. Le opere, raccolte in serie e per temi, avranno soprattutto carattere narrativo: produzioni di artisti che lavorano nella cornice dell’arte contemporanea o meta-film, appartenenti all’ampia categoria del cinema sperimentale.

 

Rä di Martino  Opera fotografica No More Stars (Scene From Abandoned Set) Galleria Monitor, Roma
Rä di Martino
Opera fotografica
No More Stars (Scene From Abandoned Set)
Galleria Monitor, Roma

 

Il secondo livello, quello delle installazioni, contiene opere che instaurano relazioni con il linguaggio e l’immaginario cinematografico e funzionano come declinazioni, traduzioni o presupposti dei lavori filmici. Il terzo livello, quello di approfondimento, proporrà infine performance come dispositivi dal vivo di immagini in movimento che creano relazioni con elementi specifici del cinema, insieme a proiezioni monografiche dedicate a singoli autori.

 

Rä di Martino  Stills from video
Rä di Martino
Stills from video

 

Info: www.pacmilano.it

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