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MostreItaliaBail Bond, le ombre del sistema giudiziario statunitense

Bail Bond, le ombre del sistema giudiziario statunitense

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ROMA. Arriva a Roma, nella cornice di Officine Fotografiche, il progetto Bail Bond – Bondsmen, Defendants e Bounty Hunters, realizzato da Clara Vannucci, la fotogiornalista italiana che, con grande forza espressiva, è riuscita a raccontare per immagini le storie dei personaggi che popolano una delle realtà più in ombra del sistema giudiziario statunitense. La mostra, a cura di Diego Orlando e realizzata in collaborazione con Fabrica, inaugura il 9 gennaio alle 19 e resterà aperta al pubblico fino al 30 gennaio 2015.

 

Bail Bond - Bondsman, defendants and bounty hunters. NYC-Baltimore, 2012-2013
Bail Bond – Bondsman, defendants and bounty hunters. NYC-Baltimore, 2012-2013

 

Il progetto fotografico è un racconto visivo ambientato nella New York di oggi dove si intrecciano storie di crimini, cacciatori di taglie e imputati. Il reportage illumina una zona inesplorata della legge statunitense, un luogo dove crimine e sicurezza si scontrano e si amalgamano. Nel sistema giuridico americano un individuo accusato di un crimine è detto defendant. In attesa del giudizio, i defendant possono vivere come donne e uomini liberi ammesso che paghino una somma di denaro, considerata una garanzia cauzionale. Quando i defentant non possono pagare per la loro libertà ricorrono ai Bail Bondsmen, delle figure sconosciute al sistema giudiziario italiano che si fanno carico della cauzione e svolgendo un ruolo di garante tra imputato e corte. Quando l’imputato non rispetta le regole il garante, responsabile della libertà dell’individuo, può assumere un cacciatore di taglie, bounty hunters, per ritrovare il fuggitivo affinché si presenti in aula.

 

 

Bail Bond - Bondsman, defendants and bounty hunters. NYC-Baltimore, 2012-2013
Bail Bond – Bondsman, defendants and bounty hunters. NYC-Baltimore, 2012-2013

 

Clara Vannucci, nata a Firenze nel 1985, si è laureata in Visual Design dedicandosi da subito alla  fotografia. Il suo primo importante lavoro fotografico Crimine e redenzione, un reportage sul teatro in carcere a Volterra, segna il suo percorso artistico. Questo progetto le apre, infatti, i cancelli del carcere di Rikers Island a New York,  dove lavora per oltre due anni con l’obiettivo di raccontare per immagini la vita e le storie delle donne che hanno subito violenze. Fotografa freelance per numerosi magazine e giornali come L’Espresso, Touring Club National Geographic, The New York Times, L’Uomo Vogue, Stern, D la Repubblica, ha recentemente pubblicato il libro fotografico Bail Bond. Bondsmen, defendants & bounty hunters, sul sistema delle cauzioni in America, prodotto e pubblicato da Fabrica, il centro di ricerca per artisti della Benetton, a Treviso.

 

Info: officinefotografiche.org