La grande bellezza per quattro artisti

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BOLOGNA. In occasione di Arte Fiera, dal 22 gennaio al 26 gennaio, nello Stand B 77 – Pad. 25 Artistocratic presenta l’esposizione “ Presenza | Assenza “ con opere di Michele Alassio, Davide Bramante, Massimiliano Camellini e Ronald Martinez. Con sensibilità differenti, i quattro artisti dialogano insieme creando sinergie e opposizioni nella rappresentazione della grande bellezza di luoghi, città, corpi umani in una continua dialettica tra antico e contemporaneo, tra presenza e assenza, tra negazione ed esasperazione della luce, tra rumore e silenzio degli spazi.

 

Michele Alassio, The Architect’s Dream, Biennale di Venezia 2012
Michele Alassio, The Architect’s Dream, Biennale di Venezia 2012

 

Michele Alassio presenta le opere appartenenti alla serie J.L.B. Jorge Luis Borges (2011) e Dreams & Nightmares (2014), esposte in anteprima in occasione della settimana della fotografia a Parigi. La ricerca dell’artista si è concentrata, fin dal suo primo lavoro, sull’obiettivo di dare un’immagine a ciò che ne è privo, realizzando opere sospese nel tempo e senza riferimenti spaziali. Per Alassio l’immagine è qualcosa di eterno, perché come egli stesso ha affermato “un’immagine è un oggetto mentale che possiede l’altezza del nostro desiderio, la larghezza della nostra memoria e la profondità del nostro sentimento. Ed è indistruttibile, come i nostri ricordi”. J.L.B è un viaggio letterario e storico tra i versi delle opere di Jorge Luis Borges, dove le idee filosofiche e fantastiche dello scrittore argentino sono tradotte in immagini metafisiche e senza tempo. Dreams & Nightmares è un percorso, al di fuori dei cliché descrittivi e del reportage, tra luoghi e monumenti che testimoniano la bellezzadell’arte italiana e diventano simboli per rappresentare un sogno o un incubo, intimo o storico, personale o collettivo. Attraverso un gioco continuo di luci e ombre, di negazione o esasperazione della luce, l’occhio dello spettatore viaggia tra scenari di reminiscenza classica, tra labirinti e palazzi con simboli mitologici, fino ad arrivare ai luoghi della nostra contemporaneità.

Davide Bramante coniuga e oppone la storia millenaria di Roma alla New York di oggi, perché, seguendo il pensiero dell’artista “Se la Roma Imperiale era la prima mecca cosmopolita, New York è il simbolo contemporaneo della metropoli moderna. Sebbene molto differenti una dall’altra, New York e Roma sono le città più mitizzate e fotografate del mondo”. Ogni foto consiste in una sovrapposizione di dettagli, parti, frammenti che formano l’identità culturale e sociale delle due metropoli. Roma è un montaggio ipnotizzante e affascinante, dove la parte antica si fonde a quella contemporanea. Il risultato è un ritratto architettonico composito, attraverso la stratigrafia dei millenni, che dà una visione poetica alla città. New York è Times Square, il centro nevralgico dell’esaltazione visiva del movimento e della frenesia, dove colori, luci, insegne, persone invadono lo spazio. E poi vi è la New York in bianco e nero, dove Bramante mette in scena una perfetta composizione di linee e forme di grattacieli, strade, ponti che si sovrappongono le une sulle altre, in una continua alternanza di primi e secondi piani, così da trasformare il già visto e stereotipato skyline newyorkese in qualcosa di nuovo, di diverso.

Il lavoro artistico di Massimiliano Camellini si focalizza sulla morfologia del corpo umano, sugli istinti e sui sogni primordiali dell’uomo, ricercandoli nella realtà di oggi con riferimenti alla letteratura e al mito. Appartengono a questo ciclo le opere in esposizione della serie I volanti e Il laboratorio dell’ossessione,  dove l’autore indaga sulle arti e dinamiche umane creando una dialettica tra realtà e finzione, storia e mitologia. Le sue immagini si stagliano in un buio magico creato dall’uso esperto della luce, da close up su dettagli e da tecniche riconducibili al linguaggio cinematografico. Da un lato la rappresentazione mito del volo di Icaro, con i corpi dei trapezisti sospesi in aria; dall’altro il mito della creazione di Frankenstein, dove l’obiettivo di Camellini, attraverso un art reportage originale e a tratti sconvolgente, coglie le tracce del corpi, che stanno per prendere vita all’interno dei laboratori dei creativi degli effetti speciali.

Ronald Martinez è la perfetta liaison tra la grande bellezza classica e il linguaggio contemporaneo della fotografia. Artista francese che ama confrontarsi con la luce e con le sue infinite sfumature, come i maestri della pittura del Seicento. Questa incessante ed esigente attenzione lo ha portato a realizzare i suoi Nus Divins, una serie di opere dove Martinez “più che disegnare dipinge con la luce”. Le opere del progetto Nus Divins: Hommage à la peinture italienne, presentato a Parigi alla Galleria Maurizio Nobile, sono un omaggio alla pittura italiana. Guardando a Tiziano, Veronese, Caravaggio passando per Rubens, Velasquez e Vermeer, Martinez è riuscito in un risultato estetico straordinario a rappresentare la nudità del corpo femminile e ad evocare figure iconiche dell’arte sacra. Corpi di donne sensuali di un colore quasi lunare emergono da uno sfondo nero profondo, figure michelangiolesche in posa per rappresentare la pietà e un corpo fluttuante nell’oscurità che rimanda all’iconografia della crocifissione, raffigurato in una prospettiva che va al di là degli schemi classici e ricorda il Compianto di Cristo Morto del Mantegna.

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