REGGIO EMILIA. Renzo Vaiani è stato il fotografo per antonomasia di Reggio Emilia, autore di scatti che  dalla  metà  degli  anni Trenta  alla  metà degli  anni Novanta del Novecento, hanno raccontato la trasformazione di Reggio Emilia in tutti i suoi aspetti ma anche un punto di riferimento per i reggiani che volevano un ritratto.

 

Renzo Vaiani_1920
Renzo Vaiani_1920

 

 

In occasione del Centenario della sua nascita la casa editrice corsiero editore ha promosso per celebrare l’evento una serie di iniziative che vedono la collaborazione del Comune di Reggio Emilia e della Fototeca della Biblioteca Panizzi. Si è partiti con la presentazione questa primavera del volume intitolato “Lavoro e memoria”, che ripercorre con una selezione di 330 fotografie in bianco e nero, l’attività fotografica di Renzo Vaiani con saggi di Elena Vaiani, nipote di Renzo e ricercatrice alla Normale di Pisa, Laura Gasparini, responsabile della Fototeca della Biblioteca Panizzi (che custodisce l’enorme archivio di lastre negativi e stampe di Renzo Vaiani e del padre Mario) e di Remo Ceserani, docente di Letteratura comparata all’Università di Bologna, oltre che una testimonianza di Stanislao Farri, uno dei maggiori fotografi reggiani, amico e allievo di Renzo. 

 

 

 Attraversata del Po. 1942.  Foto Renzo Vaiani

Attraversata del Po. 1942.
Foto Renzo Vaiani

 

 

Ora è la volta della mostra dal titolo “Renzo Vaiani. Lavoro e memoria”, a cura di Andrea Casoli per corsiero editore, organizzata con la collaborazione della Fototeca della Biblioteca Panizzi. L’esposizione sarà inaugurata nelle sale espositive di Palazzo Casotti, sabato 5 dicembre 2015 e proseguirà fino al 29 febbraio 2016. Accompagna la mostra la proiezione continua di un video del giovane regista libanese Ali Beidoun, che ridarà vita alle fotografie del passato attraverso riprese del presente indagando gli stessi luoghi a distanza di tempo e con prospettive differenti. 

 

 

 

Vaiani_Bombardamenti_ 1944
Vaiani_Bombardamenti_ 1944

 

 

La mostra documenta il lavoro del fotografo con una settantina di fotografie (tra vintage e ristampe), dell’Archivio Vaiani, che consta di ben 301.700 negativi (disponibile anche online nel sito della Biblioteca Panizzi), oltre a una piccola selezione di immagini di proprietà degli eredi Vaiani, alcune gigantografie, pannelli didascalici e dell’esposizione di materiali d’epoca, quali le macchine fotografiche utilizzate da Vaiani nella sua attività, cartoline, lastre e negativi, ora conservati alla Biblioteca Panizzi.  

 

 

Le Reggiane. 1970. Foto Vaiani
Le Reggiane. 1970. Foto Vaiani

 

 

Gli scatti offrono una lettura dei diversi generi fotografici praticati dal fotografo–ritrattista, ma anche di fotografo industriale, paesaggista e cronista – e dei momenti più significativi della storia cittadina: Reggio Emilia sotto il fascismo, i bombardamenti e la ricostruzione, il passaggio dall’economia rurale a quella industriale, le Officine Reggiane, la Burro Giglio, la persistenza di antichi mestieri, specie in provincia, le modificazioni architettoniche della città, lo sperimentalismo e la Triennale di Milano, il paesaggio dell’Appennino reggiano.

 

 

 

Renzo Vaiani inizia la sua attività fotografica intorno al 1929, prima nella bottega del padre Mario, poi a Milano dal 1932, dove svolge l’apprendistato in uno studio fotografico specializzato nella fotografia industriale. Per ragioni di lavoro, Vaiani frequenta in quel periodo la Fiera di Milano ed affianca agli scatti eseguiti su commissione molte fotografie proprie, ispirate alle novità tecniche e commerciali presenti all’esposizione campionaria. Dopo l’esperienza milanese Vaiani torna a Reggio nel 1934. Assolti gli obblighi di leva a Roma nel 1936, nel 1937 rientra a Reggio e inizia la documentazione della vita cittadina durante il regime fascista. Proseguendo l’attività dello studio fotografico iniziata dal padre, dopo la fine della guerra, si dedica ancora alla fotografia industriale e soprattutto a ritrarre la città e la provincia di Reggio. L’interesse e la passione per la documentazione di Renzo Vaiani emerge anche dalla sua attività editoriale in campo fotografico. Negli anni Quaranta fotografa e riproduce in cartolina tutti i paesi della Provincia di Reggio Emilia: dall’Appennino al Po. Negli anni Cinquanta documenta l’alluvione del Po (1951) e l’abbattimento dei Portici della Trinità con la costruzione del nuovo edificio dell’Isolato San Rocco del 1952. Inoltre nell’intento di valorizzare il proprio archivio e quello del padre, Renzo dà vita a Vecchia Reggio; collana di cartoline che raccoglie anche le riproduzioni di antiche e preziose fotografie dell’Ottocento, perlopiù andate perdute come quelle raffiguranti la Cittadella, abbattuta nel 1854, le mura di Reggio Emilia, così come le Porte, gli antichi edifici, ma anche personaggi. Dalla collaborazione con studiosi locali come Ugo Bellocchi, Alcide Spaggiari, Giannino Degani e altri nasce inoltre l’opera Reggio Emilia. Vicende e protagonisti (Bologna, 1970) in più volumi sulla storia della città, tutt’ora tra le più importanti e significative pubblicazioni a livello locale anche per la ricchezza dell’apparato iconografico realizzato da Vaiani stesso. Vaiani si è cimentato anche nella realizzazione di fotografie a tema (giardini pubblici, paesaggi urbani notturni, scorci montani, ritratti innevati” dell’alto Appennino) e di ritratti ambientati: di famiglie reggiane ritratte negli interni delle loro abitazioni, di matrimoni così come di cresime e battesimi. 
Lo studio fotografico Vaiani che aveva sede nell’Isolato San Rocco, chiude con la sua scomparsa avvenuta il 19 ottobre 1996. L’archivio fotografico Vaiani è ora custodito nella Fototeca della la Biblioteca Municipale «A. Panizzi» di Reggio Emilia.