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MostreItaliaLe mostre Off di Cortona On The Move

Le mostre Off di Cortona On The Move

Le mostre dei cinque finalisti del circuito Off saranno ospitate al vecchio ospedale.

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CORTONA. Fino al 31 ottobre a Cortona On The Move, oltre alle mostre istituzionali (di cui vi abbiamo parlato qui) sarà possibile vedere i lavori dei cinque finalisti del circuito Off, circuito dedicato ai nuovi talenti della fotografia contemporanea.

Si tratta dei lavori di Anna Filipova, Gabriele Duchi, Sandra Hoyn, Giulia Mangione e Christina Werner che verranno esposti nella sede del Vecchio Ospedale.

 

Anna Filipova
Anna Filipova

Anna Filipova
Anna Filipova

 

 

 

ANNA FILIPOVA | Research at the End of the World 

Ny-Ålesund, che si trova sul 79esimo parallelo settentrionale nell’arcipelago delle Svalbard, costituisce l’insediamento civile permanente più a nord del mondo. Ospita il più grande laboratorio esistente dedicato alla ricerca moderna sull’Artico. L’accesso è molto limitato, a causa della natura dei progetti scientifici che vengono portati avanti al suo interno e degli strumenti di misurazione presenti nelle aree circostanti. Nonostante le molte regole da seguire e i regolamenti introdotti a NyÅlesund per la salvaguardia della fauna selvatica e dell’ambiente, è comunque possibile osservare l’attività umana attraverso degli strumenti scientifici, che stanno gradualmente diventando parte integrante del paesaggio.

 

 

Gabriele Duchi
Gabriele Duchi

Gabriele Duchi
Gabriele Duchi

 


GABRIELE DUCHI | Working Holiday Visa: Australia 

Il Working Holiday Visa è un visto che permette, a tutti coloro che lo ottengono, di lavorare, con lo scopo di finanziare il proprio viaggio, nel paese che ha concesso loro il visto. Tra i vari paesi che lo rilasciano, il più popolare è l’Australia, che con i suoi 240000 permessi erogati solo nel 2015 è il paese che riceve il maggior numero di applicazioni. Giovani dai 31 paesi partner atterrano ogni giorno nella terra dei canguri, arida e sterminata, un continente lontano, sogno di generazioni, sinonimo di avventura per chi è alla ricerca di sfide, novità, cambiamento e opportunità, al di fuori della propria comfort zone, lontani da casa, dalla routine vissuta fino ad un attimo prima.

 

 

Giulia Mangione
Giulia Mangione

Giulia Mangione
Giulia Mangione

 

GIULIA MANGIONE | Danesland 

Attraverso la mia fotografia esploro i concetti di nazionalità e identità nel contesto culturale dei sobborghi e delle zone rurali in Scandinavia. Danesland rappresenta un viaggio all’interno della cultura e della società danese, per venire a contatto con piccole comunità la cui vita è legata a tradizioni che stanno lentamente scomparendo. Vengono documentati  i rituali danesi in occasioni come il bagno invernale, i campeggi nudisti, le celebrazioni familiari, la cresima, l’ottantesimo compleanno di Niels-Åge e l’anniversario dell’agricoltura.  Analizzando piccole unità sociali, vado a mettere in discussione l’elusivo concetto di identità nazionale con un pizzico di umorismo.

 

Christian Werner
Christian Werner

Christian Werner
Christian Werner

CHRISTIAN WERNER | 74 

Lo Yazidismo è una delle religioni più antiche. Da quando viene praticata sono stati compiuti 74 genocidi contro gli Yazidi. I più recenti e sistematici sono stati perpetrati dalle milizie terroriste dello Stato Islamico. Essendo considerati adoratori del diavolo, gli Yazidi sono vittime di un numero maggiore di persecuzioni rispetto ad altre comunità religiose. Questo accade perché credono in Tausi Melek, un angelo caduto che ha assunto le sembianze di un pavone. In seguito all’invasione dell’IS in Iraq centinaia di Yazidi sono stati sradicati dai loro territori, divenendo fuggitivi.

 

Sandra Hoyn
Sandra Hoyn

Sandra Hoyn
Sandra Hoyn

SANDRA HOYN | The Longings of the Others

Il Bangladesh è uno dei pochi paesi musulmani in cui la prostituzione è legale. Il bordello di Kandapara a Tangail, il più vecchio e il secondo come grandezza, esiste da circa 200 anni. Ci lavorano all’incirca 700 professioniste del sesso, con i loro bambini e le loro maîtresse. La zona è circondata da un muro di due metri. In quei vicoli stretti ci sono chioschi di cibo, negozi di tè e venditori ambulanti. Molte delle donne che ci lavorano si trovano nel bordello dalla nascita, sono state vendute dai familiari, o si guadagnano da vivere così dopo essere fuggite dai loro mariti. Ufficialmente l’età minima è 18 anni, ma di fatto molte di loro sono minorenni.

 

 

Alessandro Rabittihttp://alessandrorabitti.com/
Sviluppatore web con un interesse per la musica. E' stato editore per SentireAscoltare, Hatetv e Youthlessfanzine webmagazine che si occupano di informazione e critica musicale. La fotografia è una sua grande passione che sperimenta con le sue Lomo. Dal 2013 vive ad Amsterdam.

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