ROMA. Proseguirà fino al 9 febbraio la mostra di Massimo MastrorilloAliqual – a Officine Fotografiche. Al centro dell’indagine di Mastrorillo c’è L’Aquila post sisma 2009, la sua incerta ricostruzione, ma soprattutto le ombre che sembrano essere penetrate all’interno della città creando nuovi spazi e inaspettate forme di vita.

Il progetto fotografico – Laquilalaquilalaquilaaliqualaliqualaliqual: c’è un gioco molto semplice che consiste nel ripetere una parola in continuazione fino a che il suo senso si sfalda e diventa un qualcosa di misterioso, qualcosa che ci fa perdere l’orientamento e ci dà la possibilità di immaginare in un mondo che improvvisamente è diventato altro.
Massimo Mastrorillo ha iniziato a sviluppare Aliqual dopo essere tornato a L’Aquila per circa 6 anni, passando dalla documentazione del post-terremoto del 2009 ad una ricerca visiva che si sofferma su quella zona d’ombra in cui un mondo ora inabitabile sembra riprendere vita.

 
Lasciandosi alle spalle l’arcipelago delle nuove periferie costruite dopo il sisma, Mastrorillo torna nel centro della città, dove scopre una dinamica centrifuga: frammenti e rovine sembrano prender vita come in un improbabile futuro distopico che si fa metafora di una crisi di più ampia portata, oltre gli effetti di un evento – il terremoto – ancora lontano dall’essere superato.
Una crisi esistenziale e collettiva si manifesta in rapporto con la storia e con la memoria che sembrano destinate a svuotarsi inesorabilmente di significato. Il centro più che abitato sembra infestato, tutto è soggetto a continue metamorfosi, l’organico si confonde con il disorganico.
In questo tempo sospeso il confronto con il futuro prende la strada di un’esplorazione impossibile da realizzare col linguaggio della documentazione e si avventura in registrazioni quasi automatiche, fatte di colori, linee, geometrie. Un’improbabile misurazione del caos che tenta di ricostruire, nel continuo scomporsi e ricomporsi di forme, nuove possibilità di esistenza.

 

Aliqual © Massimo Mastrorillo
Aliqual © Massimo Mastrorillo

Il fotografo – Massimo Mastrorillo ha lavorato principalmente a progetti fotografici a lungo termine dedicandosi all’analisi delle profonde conseguenze dei conflitti e dei disastri naturali nella società.Tra i suoi principali progetti: Mozambique, a nation in balance between poverty and dream, Indonesia: Just Another Day, The Width of the Line, White Murder, Bosnia and Herzegovina: if Chaos awakens the Madness, Life after Zero Hour, Aliqual.
Tra i suoi premi: World Press Photo, Pictures of the Year International (terzo premio Magazine photographer of the year) e Best of Photojournalism (terzo premio Magazine photographer of the year)), PDN Photo Annual, International Photographer of the Year al 5th Annual Lucie Awards, il Sony World Photography Awards and l’Aftermath Grant (finalista nel 2011), nomination per il premio Pictet 2009 “Earth” e 2015 “Disorder”.
Attualmente Mastrorillo sta lavorando a Il Mare siamo Noi, un progetto sui beni confiscati alle organizzazioni criminali mafiose in Italia, selezionato tra i finalisti del premio Vevey Images 2015.
È stato Talent Manager dell’agenzia LUZ, fondatore e docente della Luz Academy e Leica Ambassador. Da anni è impegnato nella didattica con esperienza pluriennale presso la Scuola Romana di Fotografia, la Leica Akademie e la DOOR Academy. È uno dei fondatori di D.O.O.R., una factory romana che lavora con la fotografia, le arti visive e il publishing.

 

Aliqual

Dove: Officine Fotografiche Roma, via G. Libetta 1, Roma

Quando: fino al 9 febbraio 2017

Orari: lunedì-venerdì 10-13.30 / 14.30-19.00. Sabato e domenica chiuso