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MostreItaliaIggy Pop nelle foto di Esther Friedman

Iggy Pop nelle foto di Esther Friedman

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Come celebrare il 30 anniversario della caduta del Muro di Berlino? Ono arte Contemporanea di Bologna lo fa inaugurando la mostra Iggy Pop The Passenger con fotografie di Esther Friedman.

Dal 1976 al 1978 Iggy Pop e David Bowie vissero nella Berlino divisa dal muro al numero 155 di Hauptstrasse. Un quartiere abitato prevalentemente da immigrati turchi. Quei due anni vissuti nell’enclave occidentale della DDR hanno dato vita ad alcuni dei dischi più importanti e innovativi della storia della musica pop.

Canzoni buie, pericolose e urgenti che hanno influenzato generazioni di musicisti, scrittori, registi e artisti fino ai giorni nostri. Nella Berlino decadente, che ancora ammiccava alla grandeur ideologica della Repubblica di Weimer, ispirati da scrittori come Christopher Isherwood, Bowie, Iggy Pop e la fotografa tedesca Esther Friedman si muovono tra le strade e tra la gente della ex capitale dei Terzo Reich quasi come dei perfetti sconosciuti.

mostra iggy pop bologna
© Esther Friedman 2019

Berlino, Iggy Pop, Esther Friedman

In quegli anni Berlino era il luogo dove le persone andavano per alienarsi dal mondo, per essere dimenticati, per bere da soli nei tanti bar aperti tutta la notte. Ma era anche la città nella quale il muro tra due mondi contrapposti creava tensione, frizione, allarme.

La relazione sentimentale che Esther e Iggy iniziano nel 1977, e che durerà per 7 anni, permetterà alla fotografa tedesca di ritrarre intimamente Iggy Pop. In un modo come mai era accaduto prima e mai accadrà dopo.

Immagini scattate nel loro appartamento, in giro per Berlino, in tour negli Stati Uniti, in vacanza in Kenia. La Friedman stabilisce con Iggy Pop un modo unico e complesso di comunicare con la macchina fotografica. Un modo privo di parole, affascinante e collaborativo di mostrare come fosse la loro vita in quegli anni.

mostra iggy pop bologna
© Esther Friedman 2019

Iggy Pop: in mostra il suo lato più intimo

Negli scatti, per lo più in bianco e nero di quegli anni, emerge l’aspetto creativo-distruttivo del grande ex-Stooges. La macchina fotografica di Esther Friedman è affascinata dalla plasticità del suo fisico da performer e dall’espressività del suo volto, non lontana dai canoni estetici dell’espressionismo tedesco ai quali David Bowie introdusse Iggy proprio in quegli anni.

L’avventura umana e professionale di Iggy Pop e David Bowie a Berlino rimane una delle più affascinanti, struggenti e romanzate storie nella quale ci si possa imbattere tra le tante che hanno arricchito la cosiddetta cultura popolare. A distanza di 40 anni resiste il fascino di questa avventura anche attraverso il lavoro di fotografi come Esther Friedman.