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Fotografia come arte, le opere di Luca Maria Patella a Modena

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Fotografia & extra media – utile ti sia!” è il titolo della personale di Luca Maria Patella che si terrà nella sede espositiva della Palazzina dei Giardini di Modena fino al 22 agosto 2021 per Fondazione Modena Arti Visive.

La mostra, il cui titolo è un omaggio a La Vita Nova di Dante Alighieri, è curata da Massimo Bignardi. Lo scopo è offrire una panoramica della carriera di Patella attraverso opere fotografiche e film che evidenziano l’evoluzione continua e incessante dei linguaggi dell’artista.

Luca Maria Patella Biglietto d’autobus 1966
Luca Maria Patella Biglietto d’autobus, ecc. ecc. (indice / icone / simbolo / ecc.), 1966 stampa fotografica da diacolor su tela emulsionata 56×84 cm © Luca Maria Patella, courtesy Galleria il Ponte, Firenze

Luca Maria Patella: un linguaggio in aggiornamento

In mostra a Modena le acqueforti e le tele fotografiche degli anni Settanta e le opere degli anni Settanta e Ottanta, immagini realizzate in autofocus con obiettivo fish-eye, chiamate dall’artista “autofoto”.

Il percorso prosegue con le sperimentazioni sulla percezione e riproduzione del colore fino alle grandi e rarissime Polaroid degli anni Novanta. Non mancherà una selezione di film resa possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e la Fondazione Cineteca di Bologna.

La mostra attraversa la ricerca di Luca Maria Patella, pioniere, sperimentatore ed innovatore della scena dell’arte italiana attivo fin dagli anni Sessanta.

Artista noto a livello internazionale per il suo modus operandi che spazia tra i media – dalla fotografia al linguaggio filmico, dalla scultura alla poesia visiva, fino alla performance. La sua modalità operativa è propria di un linguaggio in progressivo aggiornamento, influenzato dall’incessante rinnovamento tecnologico che è all’interno di quella interdisciplinarità, caratterizzante l’intera sua carriera artistica. 

Luca Maria Patella Occhio nel paesaggio immagine oggettiva riflessa 1965
Luca Maria Patella Occhio nel paesaggio, immagine oggettiva-riflessa (l’estremo limite della Visione), 1965 stampa ai sali d’argento su carta baritata 40,5×50,5 cm © Luca Maria Patella, courtesy Archivio Patella, Roma

Cosa si può vedere nella mostra di Modena

La mostra si sviluppa a partire dalle esperienze realizzate a metà degli anni Sessanta, documentate da opere provenienti dall’Archivio Luca Patella di Roma. Tra queste ci sono le acqueforti fotografiche a colori simultanei, esposte in occasione della sua prima mostra di fotografia, tenuta nel 1966, a Roma.

Seguono poi opere quali Occhio nel paesaggio, immagine oggettiva-riflessa, del 1965, le foto su grandi tele emulsionate, tratte da diacolor, per esempio Pioggia, del 1966, o dal ciclo Terra animata, del 1967, anno nel quale Patella partecipa alla V Biennale di Parigi, ricevendo il premio speciale per la fotografia, provenienti dalla Fondazione Morra di Napoli e dalla Galleria Il Ponte di Firenze. 

Con l’Ambiente proiettivo animato, presentato alla Galleria L’Attico di Roma nel 1968, l’artista inclina i suoi interessi verso l’ambito degli extra media, guardando alla molteplicità dei linguaggi creativi, andando al di là dei canoni della comunicazione visiva di connotazione estetica. 

Luca Maria Patella Terra Animata estate 1967
Luca Maria Patella Terra Animata (misurazione della terra), estate 1967 stampa Cibachrome 67×100 cm © Luca Maria Patella, courtesy Galleria Il Ponte, Firenze

Dagli anni Settanta ad oggi

Nelle successive sezioni seguono le esperienze condotte nel corso degli anni Settanta e Ottanta, un arco di tempo documentato da lavori tratti dal ciclo Montefolle, le fotografie autofocus con obiettivo fish-eye, da quello a Trevi, realizzato tra il 1972 e il 1974, ma anche Autofoto viaggiante, del 1975 (presente alla Biennale veneziana del 1980), Madmoutain, del 1976, e il celebre autoritratto con la moglie Rosa Foschi, Gli Arnolfini-Mazzola at Madmountain del 1985.

La mostra propone poi le esperienze sperimentali che Patella realizzò con la fotografia stenopeica e con l’uso del colore tricromico, a partire da negativo bianco e nero nella seconda metà degli anni Ottanta. 

Saranno presenti nel percorso espositivo tre dei suoi numerosi film concessi in prestito dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma: Terra Animata (1965-1967), il ben noto SKMP2 (1968) e Vedo, Vado! (1969), premiato con l’“Osella d’Argento” a Venezia, esposto per concessione della Fondazione Cineteca di Bologna.

A salutare il visitatore all’uscita dalla Settecentesca Palazzina dei Giardini sono le grandi Polaroid sperimentali dei primi anni Novanta

Luca Maria Patella. Fotografia & extra media – utile ti sia!
DoveFMAV – Palazzina dei Giardini, Corso Cavour 2, Modena
Quandofino al 22 agosto 2021
Orarida giovedì a domenica dalle 16 alle 21
Ingresso6 euro intero; 4 euro ridotto
Infowww.fmav.org