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MostreItaliaLa fotografia come testimonianza. Friuli 1960-1980

La fotografia come testimonianza. Friuli 1960-1980

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La fotografia come testimonianza. Friuli 1960-1980 è il titolo della mostra fotografica che sarà ospitata fino al 9 gennaio a Udine, nella Chiesa di San Francesco.

L’esposizione, a cura dell’IRPAC – Istituto Regionale di Promozione e Animazione Culturale) – si compone da più di cinquanta fotografie in bianco e nero, in grande formato. Dichiarazione di un decennio che va dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, al centro della narrazione fotografica ci sono il boom economico e i cambiamenti sociali dell’epoca tra cui la crescita demografica, le proteste di studenti e operai, i mutamenti territoriali e architettonici degli anni Sessanta e l’esperienza della tragedia del dopo terremoto.

Un’esposizione realizzata in collaborazione con Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine, Civici Musei di Udine, Fondazione Friuli e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine.

Enrico Pavonello Udine Vigile urbano in piazza Libertà anni 60
Enrico PavonelloUdine, Vigile urbano in piazza Libertà, anni ’60Archivio Famiglia Pavonello

I principali eventi storici del Friuli in mostra

Le fotografie esposte sono opera di un profondo lavoro di indagine condiviso e voluto da molteplici istituzioni pubbliche e private regionali. Proprio da queste ultime, è stato concesso il prestito di opere a vantaggio di questo evento a carattere storico-culturale. Tra gli archivi privati presenti ci sono le immagini del fotografo Alessandro Pennazzato, Claudio Ernè, Fulvio Pregnolato e la concessione di immagini provenienti dalla famiglia Pavonello, che hanno arricchito l’esposizione di fotografie inedite.

Il proposito iniziale della ricerca per il progetto Fotografia come testimonianza. Friuli 1960-1980 è stato costruire un’indagine dei principali eventi storici della regione Friuli Venezia Giulia tra il 1960 ed il 1980. Tra questi, come traguardi istituzionali raggiunti, si ricordano il riconoscimento normativo della Regione Autonomia del 1963, la fondazione della Provincia di Pordenone del 1968 e dell’Università degli Studi di Udine del 1978. Anni caratterizzati anche dalle prime proteste giovanili, degli scioperi degli operai, della drammatica alluvione del 1966 e del tragico terremoto avvenuto alle ore 21:00:12 del 6 maggio 1976. 

Enrico Pavonello Udine Largo Ospedale Vecchio Educazione artistica in strada anni 60
Enrico PavonelloUdine (Largo Ospedale Vecchio), Educazione artistica in strada, anni ’60Archivio Famiglia Pavonello

Una narrazione iconografica

Questa mostra è la narrazione iconografica, attraverso le fotografie presentate, di un passato che ancora si proietta, presente, nell’oggi e ci riporta ad un periodo di fermenti, di rincorse e, a volte, di perdite e delusioni”, afferma spiega Lorenzo Ventre, Presidente IRPAC. “Con realismo la fotografia ha fissato, illustrando, i cambiamenti del quotidiano e oggi, nelle raccolte di scatti, possiamo misurare quanto la nostra società sia mutata, nel bene come nel male, e quale eredità ci è stata lasciata e offerta”.

L’esposizione vede ulteriori eventi che hanno caratterizzato l’esistenza del Friuli Venezia Giulia nel ventennio. La memoria attraverso gli scatti dei fotografi professionisti pubblicati dalle maggiori testate, in particolare, imprime l’attentato terroristico all’oleodotto Trieste-Ingolstadt nel 1972. E ancora, il dramma dei migranti annientati dal freddo al confine italo-yugoslavo, ma anche fotografie di amatori che hanno raccontato per immagini eventi politici, cerimonie ed eventi sportivi.

Un ventennio che ha rappresentato il rilancio economico e l’esplosione edilizia che ha causato, attraverso il profondo mutamento architettonico, la soppressione dell’antico tessuto delle città. Sono infatti il caso, nel 1964, dell’abbattimento del Teatro Puccini di Udine e del Cinema Eden del 1961 oppure la creazione di Largo dei Pecile, nei primi anni Sessanta. Da menzionare anche l’edificazione di costruzioni nuove divenuti un segno come il Palasport Primo Carnera del 1975. 

Enrico Pavonello Udine Vigile utilizza un autovelox anni 70

Enrico Pavonello Udine, Vigile utilizza un autovelox, anni ’70Archivio Famiglia Pavonello

Documenti di cronaca locale

Queste fotografie non sono proprio documenti di cronaca in senso stretto – spiega Paolo Medeossi nel suo saggio introduttivo al catalogo – ma narrano e svelano situazioni di gente di varia età riunitasi per qualche motivo. Volti, atteggiamenti, abiti sono tipici di allora, di quei tempi in bilico tra nuovi desideri, sacrifici condivisi, inediti divertimenti, speranze riposte in un boom economico annunciato come una fase capace di elargire generosamente benessere a tutti, ma dai contorni ancora imprecisi e mitici. Spunta anche un rapido affresco sull’effervescenza giovanile che trovava, nella musica e nel momento di raccoglimento da vivere attorno agli amici con la chitarra, la coesione per lanciare poi un potente urlo di rivolta e di insoddisfazione.”

Questa inedita esposizione dell’IRPAC è, oltre ai già importanti avvenimenti citati, un momento per rivisitare esteticamente episodi di quotidianità o di centrale interesse come il caso della visita di rilevanti rappresentanti del campo politico e culturale. Un caso su tutti è Marco Pannella che manifesta a Udine con Loris Fortuna (1973), Dario Fo con Franco Basaglia a Trieste e anche le emblematiche immagini provenienti dal funerale di Pier Paolo Pasolini a Casarsa (1975).