Reversing the Eye: foto, video e film negli anni dell’arte povera 

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Fino al 3 settembre la Triennale Milano ospita la mostra Reversing the EyeFotografia, film e video negli anni dell’arte povera.

L’esposizione nasce dalla collaborazione con Jeu de Paume e LE BAL, due tra le più rilevanti istituzioni internazionali che si occupano di immagine. I curatori sono: Quentin Bajac, direttore di Jeu de Paume, Diane Dufour, direttrice di LE BAL, Giuliano Sergio, curatore indipendente, e Lorenza Bravetta, curatrice per fotografia, cinema e new media di Triennale Milano.

Laura Grisi The Measuring of Time, 1969 Film 16 mm in bianco e nero, sonoro, 5:45 Courtesy Laura Grisi Estate, Roma and P420, Bologna
Laura Grisi The Measuring of Time, 1969 Film 16 mm in bianco e nero, sonoro, 5:45 Courtesy Laura Grisi Estate, Roma and P420, Bologna

Oltre 250 opere per capire l’arte povera e le avanguardie

In mostra alla Triennale di Milano ci sono oltre 250 opere realizzate da 49 artisti per indagare il rapporto dell’arte povera e di alcune avanguardie presenti in Italia tra gli anni Sessanta e i primi anni Settanta con i linguaggi della fotografia, del cinema e del video.

L’obiettivo della mostra non è dare conto di tutte le avanguardie presenti in Italia in quell’epoca, ma concentrarsi sulla scena dell’arte povera, come la definì il critico Germano Celant nel 1967.

In risposta alla Pop Art americana e in concomitanza con l’attività dei protagonisti della scena concettuale internazionale, l’arte povera aspirava all’incontro tra arte e vita. Benché raramente associati a questa tendenza, la fotografia, il cinema e il video sono stati di fatto ampiamente utilizzati dai suoi esponenti e possono quindi essere annoverati tra i media poveri.

Oltre ai protagonisti del movimento, la mostra dà spazio all’opera di altri artisti – in particolare fotografi come Elisabetta CatalanoMario CresciLuigi GhirriMimmo JodiceUgo Mulas – che esposero con loro o da cui furono influenzati in maniera determinante.

Quattro sezioni per un percorso di ampio respiro

L’esposizione, il cui titolo riprende quello dell’opera di Giuseppe Penone del 1970, si articola in un percorso cronologico ed è attraversata da quattro filoni tematici.

Ciascuno di questi termini racchiude un interrogativo specifico riguardo al rapporto con il tempo e lo spazio (Esperienza), alla de-costruzione della realtà e alle sue rappresentazioni per immagini (Immagine), alla dimensione della teatralità insita in questi media (Teatro), al concetto stesso di identità e al ruolo dell’autore (Corpo).

Gli artisti in mostra

La mostra riunisce le opere di 49 artisti. Si possono trovare opere di: Claudio Abate, Carlo Alfano, Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Elisabetta Catalano, Mario Cresci, Gino De Dominicis, Plinio De Martiis, Luciano Fabro, Giosetta Fioroni, Luigi Ghirri, Luciano Giaccari, Paolo Gioli, Laura Grisi, Marcello Grottesi, Franco Guerzoni, Paolo Icaro, Mimmo Jodice.

E poi di: Jannis Kounellis, Ketty La Rocca, Piero Manzoni, Plinio Martelli, Paolo Matteucci, Eliseo Mattiacci, Fabio Mauri, Mario Merz, Marisa Merz, Ugo Mulas, Paolo Mussat Sartor, Ugo Nespolo, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Pino Pascali, Pier Paolo Pasolini.

Infine di: Luca Maria Patella, Giuseppe Penone, Gianni Pettena, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Salvo (Salvatore Mangione), Gerry Schum, Cesare Tacchi, Andrea Taverna, Franco Vaccari, Michele Zaza e Gilberto Zorio.

Per info sulla mostra: triennale.org

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