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Esko Männikkö per Fotografia Europea 2013

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REGGIO EMILIA. Dedicherà la sua nuova produzione al territorio di Reggio Emilia il fotografo finlandese Esko Männikkö, deciso a fissare l’immagine del cambiamento nel presente del paesaggio contemporaneo. Un legame profondo, dunque, quello col nostro territorio, che in questi giorni lo porterà in città per realizzare i primi scatti della sua nuova mostra, curata da Marinella Paderni. L’attenzione dell’artista è già stata attratta da alcuni elementi di indubbio valore all’interno del patrimonio storico e culturale reggiano: tra i soggetti che daranno corpo al suo lavoro troviamo infatti i Musei Civici con la collezione Spallanzani, rara e preziosa testimonianza nel panorama delle raccolte naturalistiche, il padiglione Lombroso, col suo carico di memorie legate alla storia cittadina ma anche luogo di studio e di innovazione, e la biblioteca Livi, ricco centro di documentazione sulla genesi e lo sviluppo della psichiatria.

 

Esko Männikkö, Untitled, 2013, from Blues Brothers series ©Esko Männikkö.jpg
Esko Männikkö, Untitled, 2013, from Blues Brothers series ©Esko Männikkö.jpg

 

Per l’ottava edizione di Fotografia Europea, dedicata a Cambiare. Fotografia e Responsabilità, e in programma dal 3 maggio al 16 giugno, Esko Männikkö ha voluto indagare le relazioni tra città e campagna, paesaggio culturale e paesaggio naturale, passato e presente, interno ed esterno dei luoghi: questi elementi, opposti ma non in contraddizione, saranno al centro di un consistente corpo di fotografie che offriranno una visione inedita sul pensiero stesso di cambiamento. Lo faranno fissando sulla pellicola quei mutamenti sotterranei alla base del concetto di “trasformazione silenziosa” del mondo. In particolare, il progetto è teso a far emergere nuove possibilità di senso tra la storia delle cose e la loro memoria stratificata dal tempo.

 

©Mannikko
©Mannikko

 

Nato nel 1959 a Pudasjärvi, Esko Männikkö vive e lavora a Oulu, in Finlandia settentrionale. Qui trova ispirazione per i suoi primi scatti, dove ritrae volti e paesaggi di località come Sodankylä, Kuhmo e Kuivaniemi. Con questa serie di “caldi ritratti dal grande freddo” si fa conoscere in tutto il mondo per la sua visione unica. In seguito, i suoi viaggi lo portano in numerosi paesi, tra cui Texas, Brasile e Scozia, dove l’artista fotografa persone, luoghi e dettagli curiosi, sempre con quel tocco singolare che lo contraddistingue.I soggetti delle sue opere sembrano offrirsi spontaneamente all’obiettivo e lo spettatore ha l’immediata impressione di condividere un momento di profonda intimità. Nel 2008 vince il prestigioso Deutsche Börse Photography Prize. I suoi lavori sono presenti in molte collezioni di importanti gallerie, tra cui la Fondazione Cartier di Parigi, il MACBA di Barcellona, il Malmö Konstmuseum di Malmö, il Moderna Museet di Stoccolma, il Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

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