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Prende forma il progetto “Diciottoeventi” legato a Fotografia Europea 2014

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REGGIO EMILIA. A poco più di un mese e mezzo dal taglio del nastro, la macchina di Fotografia Europea 2014 è già in piena attività. Più di duecento, infatti, sono le iscrizioni al circuito Off della kermesse, che coinvolgerà con mostre ed eventi i locali e i negozi reggiani, alle quali si aggiungono le iscrizioni relative ai portfolio on line e le attività correlate tra cui il progetto Speciale Diciottoventicinque, rivolto ai ragazzi tra i 18 e i 25 anni.

 

Foto ©Francesca Pradella
Foto ©Francesca Pradella

 

E’ ormai già il terzo anno consecutivo che Fotografia Europea ospita il progetto dedicato ai ragazzi. Quest’anno sono stati 60 i giovani fotografi seguiti da Alessandro Bartoli, Fabio Boni, Fabrizio Cicconi e Laura Sassi che, divisi in quattro gruppi di ricerca, hanno focalizzato l’attenzione su “ciò che è perduto”, sul racconto della perdita ma anche del vuoto che a poco a poco si riempie e si colora con qualcosa di nuovo. Insomma, un progetto che pone l’accento sulla possibilità di considerare la perdita come un’occasione per ripartire.

 

Foto ©Francesca Pradella
Foto ©Francesca Pradella

 

Si tratta di un progetto articolato dove i quattro autori hanno proposto ai ragazzi di partire con una serie di immagini estratte dai loro portfoli e dalle loro ricerche più significative, per poi arrivare a fotografie di grandi maestri dell’immagine, con l’obiettivo di offrire ai corsisti un metodo rigoroso di focalizzazione del tema. Osservando i loro universi, quindi, i giovani hanno costruito un campionario di ciò che ritengono perduto, individuando la possibile parola chiave della perdita e facendone il proprio specifico oggetto d’indagine. Ogni progetto sarà destinato ad intrecciarsi con gli altri fino ad ottenere un’installazione finale che sarà presentata nei giorni di inaugurazione del festival (dal 2 al 4 maggio).

 

Così Bartoli, Boni, Cicconi e Sassi descrivono il progetto. “Ogni ricerca personale potrà apparecchiare uno sguardo infinito sul futuro, reso pulito ed essenziale dall’assenza delle cose smarrite, ogni fotografo costruirà un ideale view master digitale scaturito dal vedere. Guarderemo così dalla luna le cose, gli uomini, i luoghi perduti per saperne ritrovare i segni e i sogni. Vedremo i treni persi, gli ombrelli e gli amori. Perderemo una partita di calcio e la parola, stupendoci di uno sguardo cólto esclusivamente da occhi puri. Fisseremo amici perduti in scatti di riconciliazione. Perderemo il sonno, perderemo tempo a leggere questo concept…”.

Info: www.fotografiaeuropea.it