Mike Brodie e il suo viaggio in Polaroid

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SAVIGNANO SUL RUBICONE. E’ stata certamente una delle mostre che hanno colpito di più, che hanno rapito il cuore e l’anima. Stiamo parlando di A Period of Juvenile Prosperity / Tones of Dirt and Bone di Mike Brodie (in mostra fino al 27 settembre all’ultimo piano, nel sottotetto, della Vecchia Pescheria).

Una bella mostra che fa centro e che colpisce sia per la storia dell’autore (orami non più fotografo) e per quegli scatti che lo hanno reso in poco tempo uno dei personaggi più ricercati del settore. Ma andiamo per ordine partiamo dal progetto: A Period of Juvenile Prosperity. Per realizzarlo Brodie ha viaggiato, saltando da un treno all’altro, per circa 50 mila km, vagando per tutti gli Stati Uniti, senza mai pagare il biglietto. Compagni di viaggio diversi di volta in volta, con la sua Polaroid (p.s. che Brodie ha usato fino a quando non è stata interrotta la produzione delle pellicole SX-70 passando poi a una Nikon F3 con pellicola 35mm prodotta negli anni 80) ha immortalato le persone, i paesaggi, le situazioni come fosse un diario personale. O meglio. Togliamo il condizionale: per A Period of Juvenile Prosperity, Brodie racconta il suo diario di bordo in quel viaggio che poi l’ha fatto conoscere in tutto il mondo con il soprannome di ‘Polaroid Kid’. Racconta il viaggio, gli amici, le donne che per qualche tempo sono state le sue ragazze, le situazioni in cui si è ritrovato coinvolto. Ha scattato e basta.

 

 

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Brodie stesso infatti ammette di non aver mai studiato fotografia. E di non essersi ispirato a nessuno. Il suo è un talento naturale e il progetto è nato da un periodo di fuga dalla sua famiglia. Un talento che lo reso famoso (tra cui la pubblicazione di un libro con l’editore Twin Palms)  ma lui questo successo forse manco lo voleva. E così ha smesso di fare fotografia. A noi regala queste belle immagini, racconti di vita di una tribù, di un viaggio a metà tra le favole moderne e antiche, sulla falsa scia di Jack Kerouac e Mark Twain, con queste polaroid che sembrano filtrate su Instagram, a metà tra favola e realtà.

 

 

 

Una bella mostra davvero, la prima in Italia (e la prima addirittura in Europa), che ci ha permesso di vedere di persona e da vicino il progetto di Brodie. Se ha tradito le nostre aspettative? Assolutamente no. Come in tanti casi, foto ancora più belle dal vivo. E bella la chicca finale: la ricreazione di una piccola camera oscura in cui sono state proiettate le immagini di un altro progetto: Tones of Dirt and Bone, ritratti scattati tra il 2004 e il 2006 con una Polaroid camera and Time Zero film.

 

 

 

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Mike Brodie
A Period of Juvenile Prosperity (2006/2009) 
/ Un’epoca di prosperità giovanile
Tones of Dirt and Bone (2004/2006) video

Galleria della Vecchia Pescheria
Corso Vendemini, 51 – Savignano sul Rubicone

Prodotta da Admira.

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