Cosa vedere al festival della Fotografia Etica Lodi 2019

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Ok, sì. Il festival della fotografia etica resta uno dei festival fotografici per cui vale la pena, nei week end, alzarsi dal divano e mettersi in viaggio verso Lodi. E, visto che c’è ancora tempo per vederlo, vi consiglio di andarci, il prima possibile.

Ormai, solo scorrendo i nomi del programma, ero sicura che sarebbe stato comunque un gran bel festival da vedere, uno di quei festival dove si fa ancora comunità.

Confesso che un po’ ero eccitata dai nomi proposti quest anno – ci sono anche Letizia Battaglia e Monica Bulaj. Eppure, in tutta sincerità, devo dire che la vera sorpresa, per me, sono state le altre proposte.

A partire da Mariano Silletti che, con Serra Maggiore, ci restituisce un reportage da uno dei borghi rurali della Basilicata, costruito a seguito della riforma agraria degli anni ’50 nata con la volontà di creare una classe di proprietari terrieri autosufficienti.

Riforma che poi fallì e fece migrare tutte le famiglie coinvolte da questa riforma tranne sei e che il fotografo ci ha raccontato, nella loro vita quotidiana. Il racconto è semplice, le foto no.

cosa vedere fotografia etica lodi 2019
fotografia etica lodi 2019 © francesco gozzi

Con Prima Comunione di Diana Bagnoli, poi, si va a Napoli per scoprire quanto, lì, questo rito sia sacro e festeggiato, spesso ancora di più dei matrimoni. E si rimane nel Sud con le foto di Marco Valle, per Mare Nostrum, per riflettere su un tema attualissimo legato all’ambiente. Un viaggio tra abusivismo e turismo per capire qual’è il futuro della costa italiana. Tutte queste mostre trovano casa nello spazio Italia, come le foto del collettivo Terra Project che indagano un altro tema delicato italiano: il lavoro e la scuola. In mostra un lavoro di ricerca durato tre anni, tra effetti della crisi e ascesa dell’automazione, tra eccellenze scolastiche e forte disorganizzazione.

Qui trovano spazio anche le foto di Massimo Berruti che con Epidemia ci racconta la terra dei fuochi. Rifiuti tossici, agricoltura, camorra: Berruti ci mostra il legame di queste tre variabili in gioco che influiscono non solo nella quotidianità ma anche sulla salute.

In Spazio Italia troviamo, infine, anche la mostra di Letizia Battaglia. Presente un racconto della città di Palermo, tra mafia e omicidi. Un racconto crudo, con foto d’epoca, le grandi foto che hanno fatto conoscere la Battaglia a tutto il mondo.

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fotografia etica lodi 2019 © francesco gozzi

Perfette anche quest anno le mostre alla Bipielle arte. Qui si trova un focus d’attualità sul mondo, su ciò che sta accadendo e su cui vale la pena riflettere all’istante. Dal reportage dalla manifestazione dei gilet gialli, in Francia, fino alle carovane di migranti in fuga, dal Messico agli Stati Uniti, fino al turismo all’epoca del cambiamento climatico. In questa sezione il focus fa il punto su ciò che sta accadendo ora nel mondo e vale la pena approfondirlo, senza indugi.

Un progetto su tutti quello di Joey Lawrence, Guerrilla fighters of Kurdistan, con i suoi ritratti ai combattenti. Il ritratto, come lui stesso ammette, umanizza anche le situazioni più distanti e quei ritratti, alla Bipielle hanno sicuramente centrato l’obiettivo.

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fotografia etica lodi 2019 © francesco gozzi

E ora facciamo un passo indietro. Torniamo alle mostre dedicate ai vincitori del World Report Award 2019 dove apre tutto la meravigliosa Darcy Padilla con Dreamers. Il suo è un lavoro sulla riserva indiana di Pine Ridge, considerato uno dei posti più poveri d’America, in cui si verificano grossi problemi d’abuso d’alcol e metanfetamine.

Qui trova spazio anche un lavoro sui santuari e riserve di tigri in India di Rajendran e Diagnosis di Emile Ducke, reportage sul convoglio ospedaliero che copre città sottoservite in Siberia. Un focus è dedicato anche al progetto di Piepke sulle tradizioni dei tiratori in Germania.

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fotografia etica lodi 2019 © francesco gozzi

Immensa, poi, ‘Zahkem-ferite‘ di Giulio Piscitelli, allo spazio Ong. Le sue foto avvolgono, ti fanno entrare nelle vite delle persone che lui ha fotografato. Il suo è un racconto tra i centri chirurgici per vittime di guerra di Emergency, in Afghanistan. Ha raccontato le loro storie, storie di piccoli e ragazzini, feriti a causa di proiettili e schegge. Foto che parlano da sole.

Come parlano da sole anche le foto del progetto di Olivier Papegnies sulle gravidanze indesiderate nella Costa d’Avorio e di Renée Byer che ha fotografato le persone che, tra sogni e difficoltà, vivono con un dollaro al giorno.

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fotografia etica lodi 2019 © francesco gozzi

Lunga fila di gente, infine, per la mostra Broken Songlines di Monica Bulaj. Una ricerca tra fede e religione, nel Medio Oriente, Asia, Africa e Europa, per capire dove si rompono le tradizioni. Una mostra in cui è stato dato ampio respiro alle fotografie e al loro significato.

Silvia Parmeggiani
Silvia Parmeggiani
Giornalista freelance, scrive di attualità, cultura e viaggi per diverse riviste, cartacee e online. Inoltre, si occupa di comunicazione e crea contenuti per aziende, soprattutto per il web. Copy e social media manager freelance, è appassionata d'arte, fotografia e new media; inoltre, dal 2013 è co-fondatrice, redattore e responsabile dei social del webmagazine di fotografia “The Mammoth's Reflex”.

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