Diecixdieci: Gonzaga e la fotografia contemporanea

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Cresce il festival fotografico Diecixdieci a Gonzaga. E lo fa portando, di anno in anno, nuove proposte con allestimenti sempre più interessanti.

Questo piccolo festival provincia di Mantova, infatti, prende per mano il pubblico e lo accompagna per fargli scoprire piccoli tesori del centro storico (e non solo) combinando gli spazi alla fotografia. Interessanti le scelte per questa edizione 2021 che vede tra le mie mostre preferite “A Sensitive Education” di Francesca Todde, all’ex Convento di S. Maria, sede principale del festival e in cui accreditarsi per tutte le mostre. Un allestimento, questo, curato nei minimi dettagli e che fa vivere la storia raccontata dalla fotografa, racchiusa anche in un libro di Depart pour L’image.

diecixdieci gonzaga © francesco gozzi
© Francesco Gozzi

Qui si trovano anche altre esposizioni interessanti: “The Ugly Duckling” di Giulia Vanelli – un lavoro che indaga paure, percezioni ed emozioni – e “These Dark Mountains” di Giulia DeGasperi, sul rapporto uomo-natura. Infine, una stanza è dedicata all’editoria fotografica e nel cortile interno si svolgono tutti gli eventi del festival.

Poco distante, al primo piano di Villa Canaro c’è poi la mostra dedicata a Terre Piane, un progetto che ha visto all’opera diversi fotografi chiamati a raccontare il territorio dal proprio punto di vista.

diecixdieci gonzaga © francesco gozzi
© Francesco Gozzi

Andando verso il centro storico, in piazza Matteotti, si incontra un’altra sede del festival: il circolo filatelico. Qui si trovano le foto di Luigi Mosca, vincitore Portfolio 2019, che con “Tefra” ci fa conoscere un’interpretazione fotografica personale della vasta area vulcanica che circonda la città di Napoli.

diecixdieci gonzaga © francesco gozzi
© Francesco Gozzi

Girando l’angolo, verso la Torre Civica, si trovano altre tre mostre. La prima è “Failing Forward” dell’artista olandese Marjolein Blom, una riflessione tra scienza e verità. C’è poi “Scenario” di Sara Palmieri, un’indagine sulle infinite possibilità di interpretazione che può fornire un’immagine. Infine, “Diachronicles” di Giulia Parlato racconta lo spazio storico come contenitore immaginario in cui un’apparente raccolta di prove apre al fantastico. 

diecixdieci gonzaga © francesco gozzi
© Francesco Gozzi

Basta scendere poi le scale della Torre per dirigersi verso il teatro in cui sono proiettate le immagini della Shortlist Call 2021. Infine, prendendo la macchina e dirigendosi verso i Laghi Margonara si andrà a scoprire il progetto di Sofia Masini, “The body is a revelation as is landscape“. Le foto sono immerse nella natura e basterà sedersi sulle panchine e osservarle con tranquillità per godersi le immagini in una piccola oasi di pace.

Silvia Parmeggiani
Silvia Parmeggiani
Giornalista freelance, scrive di attualità, cultura e viaggi per diverse riviste, cartacee e online. Inoltre, si occupa di comunicazione e crea contenuti per aziende, soprattutto per il web. Copy e social media manager freelance, è appassionata d'arte, fotografia e new media; inoltre, dal 2013 è co-fondatrice, redattore e responsabile dei social del webmagazine di fotografia “The Mammoth's Reflex”.

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