Les Rencontres d’Arles 2023: 6 mostre da vedere

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Il festival di fotografia Les Rencontres d’Arles 2023 si svolge come ogni anno ad Arles, in Provenza. Sono tante le mostre in programma per la 54esima edizione, visitabili fino al 24 settembre. Ecco 6 mostre da non perdere.

Cosa vedere a Les Recontres d’Arles 2023? Ecco 6 consigli per te

Il festival fotografico di Arles da oltre mezzo secolo rappresenta il cuore pulsante delle tendenze e dei talenti del mondo dell’immagine fotografica a livello internazionale. È un evento rivolto ad appassionati e professionisti della fotografia, curatori, photo editor, galleristi ed editori.

Lambita dal fiume Rodano e caratterizzata dall’anfiteatro romano del I secolo d.C., la città di Arles fu musa ispiratrice dell’artista olandese Van Gogh a cui deve la sua maggiore notorietà grazie alle vedute del luogo. Celebre è il quadro che ritrae il Café la Nuit ancora oggi meta di molti che riconoscono il giallo iconico della tenda affiancata dal tipico cielo blu stellato dell’artista, nella piazza centrale Place de Forum.

In questa splendida città da 54 anni si svolge uno dei festival fotografici europei più apprezzati al mondo che vede – in questa edizione 2023 – ben 44 mostre complessive diffuse sia in città che in altre 24 località del Sud della Francia.

Il tema? Un État de Conscience (Uno stato di coscienza). Una consapevolezza che, come afferma il direttore Christoph Wiesner “fotografi, artisti e curatori ci aiutano a vedere e percepire con maggior acutezza le trasformazioni a cui stiamo assistendo, offrendo degli ‘ingrandimenti di contenuto’ quest’anno connessi all’urgenza del cambiamento climatico, un’inevitabile argomento che influisce sulle nostre abitudini”.

Abbiamo selezionato 6 mostre da vedere assolutamente in questa edizione di Les Recontres d’Arles 2023. Vediamole insieme.

Gregory Crewdson. Starkfield Lane, An Eclipse of Moths series, digital pigment print, 2018-2019. Courtesy of the artist
Gregory Crewdson. Starkfield Lane, An Eclipse of Moths series, digital pigment print, 2018-2019. Courtesy of the artist

1.From Films to Still. Gregory Crewdson con Eveningside – 2012-2022

In questa sezione, che celebra grandi autori quali Agnes Varda e Wim Wenders, segnaliamo la mostra dell’americano Gregory Crewdson a La Mécanique Générale. Eveningside – 2012-2022, così il titolo della mostra curata da Jean-Charles Vergne, presenta immagini frutto delle reminiscenze d’infanzia, fotografie dallo stile cinematografico richiamano la pittura di Hooper e un mondo crepuscolare frammentario.

Le strade deserte e luci da furgone, elementi ricorrenti dello stile di Crewdson, sembrano dei set cinematografici che di fatto non sono mai esistiti. È la mimesi percettiva tra realtà e finzione che, per i più esperti, rende anche il grado di complessità produttiva delle sue opere dal grande formato.

L’esposizione è composta da una trilogia di lavori realizzati tra il 2012 ed il 2022, esposti in anteprima mondiale già alcuni mesi fa alle Gallerie d’Italia di Torino: Cathedral of the Pines (2012-2014), An Eclipse of Moths (2018-2019), Eveningside (2021-2022) con un preambolo di Fireflies (1996).

Emma Sarpaniemi Courtesy of the artist
© Emma Sarpaniemi. Courtesy of the artist

2.Representations. Søsterskap con Contemporary Nordic Photography

Self-portrait as Cindy di Emma Sarpaniemi è l’icona di copertina di Les Rencontres d’Arles 2023 e che si può intercettare nella mostra dal titolo Søsterskap (Sorellanza). Situata nella chiesta sconsacrata Église Sainte-Anne, la mostra presenta immagini di un collettivo femminile proveniente dal Nord Europa che indaga lo stato del benessere esistenziale da una prospettiva femminista.

Come è noto, il modello nordico è forte di un sistema pubblico che fornisce gratuitamente ai cittadini alcuni importanti servizi (tra cui istruzione, l’accesso agli asili nido,…) per elevare la qualità della vita e le condizioni di lavoro di ognuno. La grande apertura mentale alla base di questo successo promuove valori etici quali tolleranza e parità tra individui che determinano un buon livello di democrazia.

Se la fotografia di Sarpaniemi è una palese citazione dell’opera Untitled Film Stills di Cindy Sherman – in cui la femminilità è il risultato di una sovrastruttura di codici culturali e non una insita qualità della donna – il travestimento di questa iconicità è la ricerca fotografica offerta dal collettivo: dal documentario al concettuale, le autrici raccontano anche i lati più oscuri che minano il modello di tale stato sociale.

Saul Leiter. Ana, circa 1950. Courtesy Saul Leiter Foundation
Saul Leiter. Ana, circa 1950. Courtesy Saul Leiter Foundation

3.Revisiting. Saul Leiter con Assemblage

Anne Morin della diChroma photography di Madrid (con la Fondazione Saul Leiter) è la curatrice della mostra Assemblage.

Le foto di Saul Leiter suscitano sentimenti di decadenza emotiva e l’allestimento si allinea a un mondo incompiuto. È con la fotografia in città iper-vigili come quella di New York che Saul Leiter riesce a intercettare ciò che l’occhio non vede, restituendo scene poetiche e di toccante profondità.

Sono i dettagli imperfetti e l’enigma che fanno la differenza nell’opera dell’autore americano: dal particolare cromatico alla scelta dei tempi di scatto, i fermi immagini sono piccole realtà invisibili che si coniugano tra loro in un avvincente immaginario. La mostra presentata ad Arles presenta una selezione di fotografie, disegni e dipinti (tra i quali molti inediti) che invita lo spettatore a scoprire l’ammaliante visione del mondo di uno dei fotografi più importanti del ventesimo secolo, pioniere della fotografia a colori.

Eric Tabuchi and Nelly Monnier.
Graçay, Champagne berrichonne, 2023.
Courtesy of the artists / Atlas des Régions Naturelles.
Eric Tabuchi and Nelly Monnier. Graçay, Champagne berrichonne, 2023. Courtesy of the artists / Atlas des Régions Naturelles.

4.Mapping the eye. Eric Tabuchi e Nelly Monnier in Grey Sun

L’esposizione è frutto della missione fotografica L’Atlas des Régions Naturelles iniziata nel 2017 da Eric Tabuchi e Nelly Monnier. Come due archeologi urbani, realizzano una personale geografia della Francia tra confini permeabili ed evanescenti, senza pregiudicarne i riferimenti.

Come i coniugi Becher, Eric Tabuchi e Nelly Monnier hanno immortalato aziende agricole, case popolari, piccole imprese, complessi agroindustriali, stazioni di servizio realizzando un’atlante fotografico di quasi 20mila immagini, dotato di criteri di ricerca geografica e tipologica. Nel loro lavoro non appaiono mai le persone.

Il presagio di tristezza e la sensazione di una imminente calamità sono medium degli interrogativi promossi da Tabuchi e Monnier: può l’ansia del riscaldamento globale insieme al bisogno vitale di luce solare essere più contraddittoria dei cieli grigi da loro proposti? Così, sotto l’accecante luce provenzale dell’estate di Arles, i due artisti offrono un percorso-atlante dei loro ultimi cieli grigi a partire dalla vicina regione della Camargue. La mostra? Si può vedere allo spazio Ground Control.

Attributed to Andrea Susan. Photo Shoot with Lili, Wilma, and friends, Casa Susanna, chromogenic print, Hunter, New York, 1964-1967. Courtesy Art Gallery of Ontario. Collection Art Gallery of Ontario, Toronto. Purchase, with funds generously donated by Martha LA McCain, 2015. Photo © AGO
Attributed to Andrea Susan. Photo Shoot with Lili, Wilma, and friends, Casa Susanna, chromogenic print, Hunter, New York, 1964-1967. Courtesy Art Gallery of Ontario. Collection Art Gallery of Ontario, Toronto. Purchase, with funds generously donated by Martha LA McCain, 2015. Photo © AGO

5.Reminiscence(s). Casa Susanna

Curata da Isabelle Bonnet e Sophie Hackett, ed esposta all’Espace Van Gogh, Casa Susanna presenta una selezione di 340 fotografie degli anni ’50-’60 ritrovate nel 2004 da due antiquari in un mercato delle pulci di New York.

Nelle foto diversi uomini di classe media che indossano tipici abiti da casalinghe dell’epoca. Documenti che raccontano un’epoca segnata dalla segregazione razziale, dalla repressione sessuale e politica.

Le donne di Casa Susanna rompono gli stereotipi di genere non volendo più farsi dominare da un culto arcaico di mascolinità diventando così il primissimo nucleo della rete transgender nella storia americana.

Hien Hoang.
Under an ideology,
print on acrylic glass, 2020-2021. Courtesy of the artist
Hien Hoang. Under an ideology, print on acrylic glass, 2020-2021. Courtesy of the artist

6.Emergences

Nel meraviglioso spazio della Église des Frères Prêcheurs sono esposti i dieci progetti selezionati per il Discovery Award Louis Roederer Foundation 2023. Si tratta di un concorso che viene indetto da alcuni anni in favore degli attori culturali della fotografia (gallerie, centri artistici, associazioni, istituzioni indipendenti e non) che si esprimono sulla scena emergente.

Quest’anno la curatela è a firma di Tanvi Mishra con la collaborazione della scenografa Amanda Antunes. In mostra, tra i dieci vincitori, anche il lavoro dell’artista vietnamita Hien Hoang, dal titolo Across the Ocean. Nel rivivere, in anni recenti, un’esperienza famigliare di sua zia, l’artista riesce a mettere in scena una fotografia che declina e rovescia i cliché della cultura asiatica nell’ideologia occidentale, costruendo un rifiuto performativo ed estetico nel catalogare l’identità.

Scopri tutte le mostre, gli orari, il biglietto: www.rencontres-arles.com

Terry Peterle
Terry Peterle
Nell’ambito della fotografia il suo interesse e i suoi studi si sono rivolti prevalentemente nella cultura e linguaggio fotografico, e con particolare interesse segue lo sviluppo e le diramazioni dello stesso nella fotografia attuale.

Fotografia Europea 2024

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