Tutto pronto in Sicilia per l’edizione del Ragusa Foto Festival 2019. La manifestazione fotografica tornerà ad animare l’affascinante Ragusa Ibal, per la sua ottava edizione.

Durante le giornate inaugurali, da venerdì 26 a domenica 28 luglio, oltre all’apertura delle mostre alla presenza degli autori, il festival propone un ricco programma di eventi con proiezioni, talk con gli autori, letture portfolio.

ragusa foto festival 2019 Loulou dAki Mother of Choice
© Loulou_dAki Mother of Choice and Lilje

Focus sul rapporto fotografia e famiglia

Il rapporto tra la fotografia e la famiglia è stato sempre strettissimo e quest’anno Ragusa Foto Festival ha deciso di focalizzare l’attenzione su questa relazione.

La fotografia è stata il mezzo più “democratico” che ha saputo declinare la storia della famiglia, raccontando dei suoi molteplici aspetti e dei suoi cambiamenti nel modo di intenderla nella società.

C’è un approccio antico e profondo dal quale si possono condurre vere e proprie analisi antropologiche e psicologiche sui diversi percorsi della storia della famiglia.

Fonte preziosa per leggerne evoluzioni e trasformazioni e dal quale si potrebbe ripartire perché in grado di rappresentare i nuovi significati rielaborati dentro i diversi schemi culturali.

La scelta degli autori in mostra è partita dal criterio di rappresentare la moltitudine di sfumature della definizione di famiglia, cercando di dare importanza ad aspetti che di solito trovano poco spazio nel dibattito.

ragusa foto festival 2019 Paola Fiorini Do ut Des
©PaolaFiorini “Do ut Des”

Le mostre: da Scianna a Chancellor

Allestite in siti storici di Ragusa Ibla, Palazzo Cosentini, Palazzo La Rocca, Botteghe di via del Mercato e Auditorium ex Chiesa San Vincenzo Ferreri, tutte le mostre sono visitabili fino a domenica 25 agosto 2019.

Ma vediamo chi saranno i protagonisti di questa edizione del festival fotografico.

  • Visioni di Famiglia‘ di Ferdinando Scianna, fotografo Magnum. Proiezione di oltre 100 immagini dal suo archivio personale che raccolgono quello che l’autore ha immortalato sul tema, nell’arco dei quarant’anni della sua straordinaria carriera. Ad introdurre le sue immagini, scelte in esclusiva per Ragusa Foto Festival, un docufilm dedicatogli dal titolo “Istanti di cose in gioco” realizzato da Sonja Riva e Gioconda Donato, musiche di Mons, prodotto dalla Radiotelevisione svizzera (RSI) per il suo magazine culturale online Cult+.

• ‘The Middle of Somewhere‘ di Sam Harris, fotografo inglese noto al pubblico internazionale, che riporta da un angolo del mondo, il sud-ovest dell’Australia, la voce dell’infanzia incontaminata delle figlie. Il progetto ha ricevuto consensi internazionali tra cui il premio australiano Photobook of the Year – Peoples Choice, Australia; Lucie Award e dell’AIPP Book of the Year di Los Angeles; ed è stato nominato finalista per i POYi Awards, Columbia, e Les Rencontres d’Arles Book Award, Francia.

• ‘Handle Like Eggs‘ di David Chancellor legato alla sua famiglia, alla modernità, alle distanze che sempre più ci separano. Chancellor è un artista inglese pluripremiato che vive in Sud Africa e lavora per importanti testate dedicate alla natura, a chi la popola e a chi la minaccia.

• ‘Hidden Identities‘ di Yvonne De Rosa, fotografa e fondatrice di Magazzini Fotografici di Napoli, ha documentato per conto dell’associazione internazionale Hope and Homes for Children, le storie familiari più nascoste tra Romania e Bosnia-Erzegovina.

• ‘The Hereditary State‘ di Daniel W. Coburn (Usa) fotografo e docente di fotografia presso l’Università del Kansas. Negli ultimi dieci anni ha fotografato per esaminare l’album di famiglia come parte di un’infrastruttura visiva che supporta l’ideologia del sogno americano. Le sue immagini sono conservate nelle collezioni dei più importanti musei americani tra cui tra cui il Museum of Contemporary Photography, Marianna Kistler Beach Museum of Art e l’Università del New Mexico Art Museum.

• ‘Memymom‘ di Lisa De Boeck & Marilène Coolens, madre e figlia belghe, da anni dialogano assieme attraverso l’arte.

• ‘What Where‘ di Julia Kater (Brasile), artista e pedagoga che lavora sulla decontrazione dell’immagine per riflettere sul nostro modo di intendere e percepire le immagini.

ragusa foto festival 2019 Yvonne De Rosa Hidden Identities
© Yvonne De Rosa “Hidden Identities”

Le collettive

  • Lessico Familiare‘, collettiva realizzata in collaborazione con Urbanautica Institute, piattaforma internazionale di fotografia, attraverso una Call che ha permesso di selezionare i lavori di 18 autori che creano un percorso esplorativo sulla pluralità di definizioni di famiglia. Tra gli autori: Angelo Anzalone, Claudia Corrent, Alessandra Dragoni, Nicola Di Giorgio, Loulou d’Aki, Paola Fiorini, Raquel Bravo Iglesias, Mascha Joustra, Kovi Konowiecki, Laura Lafon, Paolo Mazzo, Lorena Morin, Sina Niemeyer, Misha Pipercic, John David Richardson, Enrico Sisti, Merve Terzi e Emily Wiethorn.
  • Spaesamento digitale’ progetto collettivo di ricognizione sulle geografie possibili del linguaggio visuale per ragionare sull’impiego macroscopico delle immagini e i conseguenti impatti nella società. E’ composto dai lavori di Andrea Buzzichelli, Stefano Parrini, Giovanni Presutti e Eric Souther.
  • Residenza Ragusa‘ di Francesco Faraci. L’autore palermitano ha soggiornato a Ragusa supportato dal festival, per realizzare un progetto dedicato alla famiglia iblea nel nuovo millennio.

• Mostra di selezione di libri d’artista e fotografici sul tema allo scopo di offrire una diversificazione della fruizione della fotografia e poter aprire all’editoria.

• “di Famiglia”, progetto studenti scuole secondarie d’Italia per raccontare le interpretazioni dei più giovani. I tre lavori esposti sono dei tre giovani selezionati tra i partecipanti all’omonima Call, realizzato con la collaborazione dell’associazione culturale Luna Rosa fondata dalla collezionista Carmela Sanguedolce.

• Mostra del vincitore del Premio Miglior Portfolio 2018: ‘Body of Jane’ di Emilia R. Pizzonia.