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Phest 2022: il festival di fotografia che rende magica Monopoli

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Tutto pronto per la nuova edizione di PhEST 2022 – See Beyond the Sea. Il festival fotografico di Monopoli, a Bari, torna infatti per la sua 7° edizione, con mostre aperte dal 9 settembre al 1° novembre.

Dalla serie Reconstruction © Alexander Gronsky
Dalla serie Reconstruction © Alexander Gronsky

Con Phest 2022 Monopoli si colora di fotografia

Il festival internazionale di fotografia e arte, ideato e diretto da Giovanni Troilo, in collaborazione con la curatrice Arianna Rinaldo, quest’anno prevede oltre 20 esposizioni. A Monopoli, in Puglia, arriveranno alcuni tra i più quotati artisti di diverse nazionalità: Olanda, Inghilterra, USA, India, Turchia, Germania, Ucraina, Russia, Belgio, e altri.

Presenti anche 3 residenze artistiche e letture portfolio gratuite con alcuni tra i più influenti esperti del settore. Insomma, ancora una volta, per quasi due mesi il festival fotografico Phest 2022 trasformerà le vie, gli spazi e i palazzi della città in un’esposizione a cielo aperto, portando a Monopoli il meglio della fotografia e dell’arte da tutto il mondo. L’obiettivo è indagare il tema dell’anno: futuro.

Sarà l’occasione per evocare l’interconnessione tra differenti piani temporali immaginando un’epoca dominata dall’Intelligenza Artificiale e dagli algoritmi. “Proveremo a declinare il tema in ogni modo possibile non solo dal punto di vista dei contenuti con più di 20 mostre dedicate al Futuro, ma quest’anno più che mai anche dal punto di vista della forma con l’uso nelle esposizioni di ledwall, VR, fotogrammetria, AI, robot, proiezioni immersive, realtà aumentata, riconoscimento facciale…” sottolineano gli organizzatori del festival.

Yelena Yemchuk
© Yelena Yemchuk

Le mostre di Phest 2022

Tante le mostre fotografiche presenti anche quest’anno al festival di Monopoli e i fotografi che hanno portato qui i loro progetti. In particolare ci saranno i lavori di:

  • Nick Brandt. Nel 2010 ha co-fondato la Big Life Foundation, un’organizzazione no-profit che impiega più di 300 ranger locali per proteggere 1,6 milioni di acri in Kenya e Tanzania. “The Day May Break” è un progetto globale che ritrae persone e animali colpiti dalla distruzione ambientale.
  • Alexander Gronsky. Un’artista che vive e lavora in Russia la cui pratica fotografica si concentra su paesaggi che documentano un mondo in costante ripetizione di se stesso, catturando anche il grottesco. Phest ospita “Reenact/Repeat” una serie di immagini di rievocazioni militari in Ucraina e Russia: una riflessione sull’anticipazione dei desideri nelle nostre società.
  • Davide Monteleone. Un artista visivo, National Geographic Fellow, i cui temi ricorrenti includono geopolitica, geografia, identità, dati e tecnologia. A Phest propone “Sinomocene”, un progetto “data-driven” che prende spunto dalla documentazione dell’iniziativa cinese denominata “Belt and Road” o “New Silk Road” per indagare più ampiamente i temi delle nuove forme di colonialismo, della globalizzazione e del rapporto tra poteri e individui.
  • Erik Kessels. Designer e curatore olandese, ha pubblicato oltre 75 libri delle sue immagini “riappropriate”. È editore della rivista di fotografia alternativa “Useful Photography” e ha scritto il bestseller internazionale “Failed It!”. Definito “stregone visivo” da Time Magazine e “antropologo moderno” da Vogue, Kessels sarà presente a Phest con una mostra inedita in Italia.
  • Bil Zelman. Giornalista, fotografo e direttore commerciale. Con “And Here We Are” esamina la condizione del nostro paesaggio in rapido cambiamento, l’impatto punitivo delle specie non autoctone e invasive e i fragili spazi in cui l’uomo e la natura si scontrano.
  • Arko Datto. Nato in India, ha studiato fisica e matematica a Parigi prima di avvicinarsi alla fotografia in Danimarca. Il suo lavoro è apparso tra gli altri su Time Magazine, National Geographic e Newsweek. Phest ospita “Where Do We Go When The Final Wave Hits”, una sua esplorazione notturna che ritrae la precarietà dell’essere umano in balia del cambiamento climatico alla foce del Ganga-Brahmaputra-Meghna, il delta più grande del mondo.
  • Ișık Kaya e Thomas Georg Blank. Artista turca che indaga la maniera in cui gli esseri umani modellano il paesaggio contemporaneo la prima. Fotografo tedesco che si muove tra ricerca e interpretazioni speculative su immaginario individuale e collettivo, il secondo. Insieme presentano “Second Nature”, una ricerca visiva sulla mimetizzazione delle torri cellulari sollevando interrogativi sul rapporto tra uomo e natura.
  • Frederik Heyman. Un artista e fotografo belga. Il suo lavoro, inatteso e surreale, elimina i confini tra fotografia, graphic design e space shaping. Con molte distorsioni (reali o digitali), Heyman crea un mondo destrutturato e affascinante.
  • Emanuela Colombo e Michela Benaglia. Si sono conosciute nel 2014 e da allora lavorano insieme a vari progetti fotografici. “Beatle in the Box” indaga l’uso degli insetti come risorsa alimentare, possibile risposta all’aumento globale della popolazione su un pianeta con risorse sempre più scarse, inquinamento delle acque, deforestazione e surriscaldamento.
  • Marcel Top. Fotografo belga che esplora i limiti e i confini della fotografia. Con il progetto “Sara Hodges” mette in discussione l’uso delle tecnologie di sorveglianza di massa, esponendo la possibile minaccia che rappresentano. Sara Hodges è una cittadina americana inesistente, generata da un algoritmo raccogliendo oltre 50.000 post su Instagram che utilizzavano l’hashtag #iloveamerica.
  • Quinn Russell Brown. Un fotografo editoriale e commerciale di Filadelfia che si occupa di ritratti e still life. “Rewind” è un insieme di immagini impattanti che ci mettono di fronte al fatto che nel mondo tecnologico il futuro diventa velocemente passato. Una riflessione, con un tocco di nostalgia, sulla rapidità del progresso e i paradossi dell’evoluzione umana.
  • Manuela Schirra e Fabrizio Giraldi. Un duo di artisti visivi che lavora su ambiente, energia e futuro. Il progetto “Da pietra a bosco” documenta il piano di riforestazione del Carso, ideato 200 anni fa, a oggi, il primo e più grande di cui si abbia testimonianza. Presentato all’Expo di Parigi del 1900, gli esiti di questo piano sono un’occasione unica per comprendere le potenzialità del rimboschimento di un ambiente inospitale.
  • Francesco Tosini. Artista multimediale, vive e lavora a Milano. La sua pratica artistica si concentra sulla visualizzazione dell’energia intrinseca in meccanismi naturali, come la morfogenesi, in relazione con il digitale. Utilizza 3d, software generativi e tecnologie analogiche per produrre immagini in movimento che fanno dialogare mondo virtuale e fisico. C’è molta attesa verso “Cielofuturo”, l’installazione site-specific che porterà a Phest, risultato ultimo di una ricerca verticale sul video feedback iniziata nel 2016.
  • Noeltan Arts. “MaTerre VR Experience” è un film collettivo in cinque episodi tra tradizione, ecologia e innovazione. Un’esperienza prototipale di cinema di poesia che va oltre il cinema sfruttando le nuove tecnologie immersive VR. Ambientato tra i Sassi e lo struggente Parco delle Chiese Rupestri di Matera, il film rende i luoghi parlanti e le millenarie pietre di Matera Capitale Europea della Cultura, cassa di risonanza di un inno cross-disciplinare all’Europa dei popoli senza frontiere. Lo presenta a Phest.
  • Giorgio Di Palma e Dario Miale. Rispettivamente ceramista e fotografo di Grottaglie, fanno parte del collettivo artistico Sano/sano. A Monopoli portano 2021, un progetto artistico pluridisciplinare. Nel 2018, dopo la notizia dell’imminente costruzione del primo spazioporto europeo sul territorio di Grottaglie, il duo ha iniziato ad attivarsi con l’intento di annullare le distanze tra spazio e terra che potessero includere tutta la comunità locale. A Phest presentano un’installazione site specific che riprende alcuni interventi realizzati nel 2021 all’interno della Cantina Sociale Pruvas di Grottaglie.
Lisetta Carmi, Alberobello, 1960 © Lisetta Carmi-Martini & Ronchetti
Lisetta Carmi, Alberobello, 1960 © Lisetta Carmi-Martini & Ronchetti

Le mostre di Italics e l’omaggio a Lisetta Carmi

Da segnalare quest’anno la collaborazione con “Panorama”, mostra itinerante diffusa organizzata dal consorzio Italics che riunisce circa settanta oltre sessanta tra le più autorevoli gallerie d’arte antica, moderna e contemporanea attive in Italia.

L’evento, curato da Vincenzo de Bellis, si è svolto a Monopoli dal 1 al 4 settembre, porterà a Phest una mostra dedicata a Lisetta Carmi con fotografie inedite scattate in Puglia, per festeggiare la carriera e l’opera dell’artista e il conferimento dell’Italics d’Oro.

Lisetta Carmi nasce a Genova il 15 febbraio 1924, in un’agiata famiglia borghese. A causa delle leggi razziali è costretta a ri