Nel libro di John Hersey si scopre cosa successe a Hiroshima grazie ai superstiti

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Hiroshima
Hiroshima

Il 6 agosto 1945 una bomba atomica di potenza inaudita esplode al centro di Hiroshima, causando migliaia di vittime nell’immediato e altre migliaia in seguito a causa delle radiazioni.

Meno di un anno dopo, il giornalista John Hersey si reca sul posto a intervistare sei superstiti: per la prima e unica volta il “New Yorker” dedica l’intero numero al suo reportage che, visto l’enorme successo e l’eco fortissima, diventa libro.

Nel 1985 l’autore torna in Giappone per ritrovare i sei sopravvissuti, aggiungendo un’appendice al volume.

Hersey dà un volto umano, un nome e una storia alle sconvolgenti conseguenze dell’impiego della nuova arma nucleare, consegnando una testimonianza indimenticabile ai contemporanei e alle generazioni future.

John Hersey (1914-1993), giornalista e scrittore statunitense, fu corrispondente di guerra per “Time” e “Life”. È considerato uno dei primi esponenti del “New Journalism”, che impiega tecniche narrative nel contesto giornalistico.
Tra le sue opere principali Hiroshima (1946), L’amante della guerra (1959), La cospirazione (1972).

Un libro che oggi si può leggere comprendere quanto successe allora dalle voci dei sopravissuti e di facile reperibilità anche grazie a Skira che ne ha pubblicato una versione nel 2015.

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