In occasione dei 180 anni dalla nascita della fotografia, Fondazione di Venezia inaugura l’anno con un’esposizione gratuita che raccoglie, nella sua sede, alcune opere tratte dalla collezione fotografica iniziata dalla Fondazione stessa nel 2007 con l’acquisizione dell’archivio di Italo Zannier.


La mostra, intitolata ‘La Grammatica delle Immagini’ e curata da Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci, presenterà 21 opere di Gianni Berengo GardinSimona Ghizzoni, Paolo Ventura Irene Kung.

grammatica delle immagini mostra venezia
La grammatica delle immagini, Fondazione Venezia

La mostra a Venezia

L’esposizione invita a guardare oltre l’oggetto fotografico, a riflettere su come le immagini della contemporaneità siano frutto di una costruzione, di una messa in scena e su come il loro significato nasca dallo sguardo dello spettatore.

La mostra mette in dialogo i quattro autori e le loro opere, ricche di fascino e memoria, che raccontano ed esprimono atmosfere che, però, nella realtà non esistono.


Il viaggio nella fotografia contemporanea della Fondazione inizia con il “più classico”degli autori in mostra, Gianni Berengo Gardin, artista legato alla storia della Casa dei Tre Oci, per poi proseguire con due autori considerati tra i maggiori esponenti della fotografia moderna in Italia, ovvero Simona Ghizzoni e Paolo Ventura, e concludersi con“l’inganno” di Irene Kung.

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La grammatica delle immagini, Fondazione Venezia

La reporter Simona Ghizzoni utilizza la fotografia come specchio per guardare se stessa e la propria intimità, come strumento per conoscersi attraverso autoritratti, auto-rappresentazioni che interrogano e strizzano l’occhio al visitatore richiamando l’uso moderno dei selfie. 

Paolo Ventura, invece, racconta la sua “Winter Story”, con una serie di fotografie che rappresentano lo scenario dell’immediato dopo guerra. Si tratta di una realtà solo apparente perché l’artista ricostruisce in un set miniaturizzato la realtà dell’epoca per poi fotografarla.

Di Irene Kung, infine, la mostra ospita opere che ritraggono alcune delle architetture più suggestive di Roma in bianco e nero, investite di una luce quasi caravaggesca. In apparenza dei notturni, le foto dell’artista italo-svizzera sono scattate, in realtà, in pieno giorno e sono il risultato di un sapiente lavoro quasi pittorico di post produzione.


La mostra si può visitare  dal 16 gennaio al 1 marzo, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 17.00, al piano terra della sede Fondazione di Venezia.

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