Home Italia Mustafa Sabbagh e Milena Altini. Fotografia e scultura in mostra a Forlì

Mustafa Sabbagh e Milena Altini. Fotografia e scultura in mostra a Forlì

Sabbagh. onore al nero, untitled, 2015. stampa fotografica lambda su dibond, ed. di 5 + 1 PA © Mustafa Sabbagh

FORLÌ. Sarà una doppia personale, con opere di Mustafa Sabbagh e Milena Altini quella ospitata dalla galleria Marcolini, dal 6 febbraio al 19 marzo 2016. Si tratta di “DPI – Darkness Per Inch”, un titolo che accenna al monopolio cromatico del Nero nel lavoro presentato dai due artisti.

Le fotografie dalla matericità pittorica di Mustafa Sabbagh hanno quasi tutte una composizione tradizionale dalle reminiscenze religiose; l’artista italo-giordano ritrae contemporanee Madonne con Bambino e Pietà i cui corpi sporchi, imbevuti spesso di un materico colore petrolio, pulsano anche nell’immobilità delle loro pose.

Una donna bionda, di cui conosciamo il nome – come Francis Bacon ci confessava l’identità di chi ritraeva all’interno delle camere d’albergo, così Sabbagh ci fa conoscere i nomi dei suoi modelli, quasi sempre esplicitandoli nei titoli dei files – maneggia lo strumento ginecologico di dilatazione vaginale come se fosse una pistola. Ci ricorda che corpo e battaglia spesso sono sinonimi, e di come dolore e sofferenze siano connaturati e acquisiti tramite una condizione di genere, sessuale.

Paesaggi sublimi e romantiche contemplazioni naturali si alternano a ritratti non solo dall’invadente potenza estetica, ma anche provocatori. Innocenza e consapevolezza. William Blake e Bill Henson.

 

Milena Altini, Waiting souls, 2015. © Mustafa Sabbagh
Milena Altini, Waiting souls, 2015. © Mustafa Sabbagh

 

 

Ugualmente innocenti, indipendenti da ogni giudizio, e parimenti consapevoli, avvolgendosi potentemente su loro stesse, le Waiting Souls di Milena Altini sono un gruppo scultoreo di anime perfette, collegate nella loro unità di forme e di fine. Lembi di pelle di vitello e di agnello, sacri o sacrificali a seconda della loro latitudine di provenienza, dal movimento di una spirale e tono di un’ascesa. La Altini, percorrendo i gradienti di nero del derma delle sue anime, ne onora una immensa composta da mille altre sue simili, sul solco di una cucitura e di una necessità contingente, ma ancora incomprensibile.

Attraverso il linguaggio che più le si confà: la scultura. Parlando la lingua che meglio conosce: quella della pelle. Sfiorando corde note ad ogni essere umano, ma soprattutto ad ogni donna: quelle dell’attesa. Berlinde de Bruyckere ed Eva Hesse.

Fil rouge tra i due artisti, oltre al riferimento cromatico, è ovviamente il corpo o – ricordando Malaparte – la pelle, corpo livido e materia evocativa, e – parafrasando Bulgakov – la carne, il cui odore che si sente da lontano toglie significato anche all’atto di imparare a leggere.

 

DPI – Darkness Per Inch

Dove: Galleria Marcolini, via francesco marcolini 25/a, Forlì
Orari: mercoledì e giovedì, dalle 16.30 alle 19.30; venerdì e sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30. Anche su appuntamento.

Info: +39 388 3711896 – info@galleriamarcolini.it

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