Home Italia Scarpe Diem. Anche le scarpe abbandonate hanno qualcosa da raccontare

Scarpe Diem. Anche le scarpe abbandonate hanno qualcosa da raccontare

© Amodio

BISENTI (TERAMO). “Scarpe diem project” nasce dal desiderio di creare una storia, fatta attraverso immagini o parole, attorno a una delle rimanenze della nostra società: calzature abbandonate trovate fortuitamente per strada.

La serie fotografica da cui parte il progetto nasce dagli incontri – divenuti da quattro anni ormai un’ossessione – fra l’autrice degli scatti, Emanuela Amadio, e le scarpe che (spaiate, in coppia, ammucchiate) dichiarano alla luce del sole il proprio destino on the road o attendono la fine dei loro giorni all’ombra degli anfratti urbani.

 

 

 

Se la forma di questa ossessione sono le istantanee di Emanuela, ritratti che – inquadratura frontale e colori poco contrastati – includono l’ambiente del rendez-vous, a creare una cornice e una didascalia attorno a esse sono invece gli autori che gravitano attorno al progetto: assecondando le proprie affinità elettive, ognuno ha “adottato” delle calzature e ha tessuto un racconto – breve, alla maniera delle istantanee – in cui si dà loro un protagonista o si tenta di immaginare le vicissitudini che le hanno condotte in quel luogo.

Scarpe diem project” è il dialogo di due sensibilità – fotografica e narrativa – che dà vita a un archivio in divenire di storie e immagini, un work in progress che segue il filo rosso della casualità degli incontri e che vive grazie al contributo di chi riesce a calzare con l’immaginazione quelle scarpe.

Partendo dalla serie fotografica, il progetto riunisce un piccolo collettivo di scrittori da tutta Italia (giornalisti, autori, artisti, critici, poeti) con la volontà di raccontare una storia lasciandosi ispirare da una foto a loro scelta. In mostra verrano esposte solo le fotografie prese in carico dagli autori che inconsapevolmente allestiranno l’esposizione.

 

© Amodio

 

L’occasione espositiva inaugurale sarà “Coloriamoci sopra“, VI edizione del festival artistico organizzato nel periodo estivo nel borgo di Bisenti da Quasi Adatti che ha destinato al progetto la location “il Grottino”.

Le narrazioni raccolte saranno esposte insieme alle fotografie per cui sono state pensate, bozzetti che condividono con gli scatti la fugacità rappresentativa e che daranno un seguito a qualcosa di dimenticato, perduto, trascurato ovvero oggetti in cui si raggruma il fascino che deriva da storie fantastiche e inconoscibili.

In concomitanza con l’apertura della mostra il progetto sarà ospitato su un sito dedicato e continuerà ad accogliere i racconti degli autori invitati a partecipare.

Autori: Margherita Adduci, Alessandra Angelucci, Fabrizio Caramagna, Federica Di Castelnuovo, Silvia Di Giandomenico, Isabella Dilavello, Adele Iasimone, Martina Lolli, Noam Arp, OPIEMME, Fabio Petrella, Erica Romano, Rino Rossi, Maximiliano Sanvitale, Marco Taddei, Marco Zanotto, Antonio Zimarino.

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