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MostreItaliaImp, il fotogiornalismo a Padova: le mostre Talents

Imp, il fotogiornalismo a Padova: le mostre Talents

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L’Imp festival di fotogiornalismo a Padova non è solo mostre di ufficiali. C’è una sezione nuova quest’anno, Imp Talents, ovvero un circuito dedicato a fotografi emergenti selezionati che si sono contraddistinti nel panorama fotografico in questo anno passato. Come? Grazie a pubblicazioni, premi, esposizioni o che solo, con il proprio contributo, sono riusciti a proporre un linguaggio fotografico innovativo.

Gli argomenti affrontati sono compresi nel racconto fotogiornalistico e la riuscita delle immagini è l’esito di una scelta stilistica che combina lo stile del reportage e dello storytelling con un’interpretazione di taglio contemporaneo.

Vediamo cosa c’è da vedere.

vitiligo imp festival fotogiornalismo padova 2021
© Lorenzo Zoppolato

1. La Luce Necessaria di Lorenzo Zoppolato 

A pochi metri da Prato della Valle, Irfoss Gallery ospita l’esposizione di Lorenzo Zoppolato dal titolo “La Luce Necessaria”. Il racconto ambientato in Messico è focalizzato in un cimitero e il fotografo imprime con la macchina fotografica una storia meravigliosa in cui il tempo della vita e della morte si accavallano. Antiche tradizioni e credenze religiose, alcune di origine Indios, convivono in serena armonia. Ogni anno, infatti, in occasione della festa dei morti, il “Día de los Muertos”, i messicani visitano i propri cimiteri e come in un rito ermeneutico, lasciano sulle tombe dei propri famigliari fiori, candele, cibo, bevande alcoliche e piatti speciali in onore dei predecessori. Un evento tanto importante da essere stato nominato dall’Unesco nel 2008 Patrimonio culturale dell’Umanità.

La capacità riconosciuta di Zoppolato è visibile in queste sue immagini: in una poetica sovrannaturale, utilizza in modo sapiente la luce a tratti psichedelica, identificando in modo celebrativo cultura e tradizioni del Paese Sud Americano. Tuttavia è anche un percorso in cui l’autore mette in gioco sé stesso, una relazione tra il sé e i soggetti che incontra, in un confine labile tra reale e immaginario.

luca rossi imp festival fotogiornalismo padova 2021
© Luca Rossi

2. Un flusso di coscienza imperfetto 1.0 di Luca Rossi

Nella Sala Verde, al Caffè Pedrocchi, si può visitare la serie fotografica di Luca Rossi dal titolo “Un flusso di coscienza imperfetto 1.0”. Rossi utilizza la tecnica narrativa definita “flusso di coscienza” che significa interpretare liberamente i pensieri di una persona così come compaiono nella mente prima di riorganizzarli in frasi logiche.

È un insieme di elementi e figure che riportano ad un fraseggio metaforico per cui l’autore riconosce un suo modo di esprimersi. Il progetto ha come tematica principale la Scopofobia, che è la morbosa paura di essere osservati, di attirare l’attenzione altrui, la possibilità, psicologicamente parlando, di mostrare le proprie fragilità.

Ciò è ben visibile in una curiosa fotografia della mostra: la Venere, che conosciamo tutti nel nostro immaginario in un significato paradossale – in marmo di colore bianco, quasi completamente svestita – a cui il fotografo Rossi aggiunge un elemento linguistico in tono umoristico chiamato metonimia dato da un cappotto appeso di colore scuro. 

Questo progetto è per l’autore in continua evoluzione frutto della indagine costante del suo archivio. 

campello imp festival fotogiornalismo padova 2021
© Alberto Campello

3. Urban Shadows di Alberto Campello

Non ci spostiamo fisicamente perché in Galleria al Caffè Pedrocchi c’è anche il racconto fotografico di Alberto Campello dal titolo “Urban Shadows”.

L’indagine dell’autore è un work in progress e il suo intento è un osservare perseverante del mondo che lo circonda, con focus sul concetto di ombra analizzata nel mondo degli esseri umani. Un concetto di primaria importanza in fotografia, la prima definizione di “ombra” che ci viene data dal dizionario è ‘l’area scura proiettata su una superficie da un corpo che, interponendosi tra la superficie stessa e una sorgente luminosa, impedisce il passaggio della luce’.

Tuttavia questo principio è stato ampiamente considerato in altre materie tra cui la fenomenologia, l’estetica e la psicologia. A volte considerata in termini negativi, il suo significato simbolico definisce la tridimensionalità nello spazio.

L’ombra è la forza opposta della luce ed è quindi necessaria nel processo della conoscenza, data non solo all’aspetto fisico di assenza di luce ma soprattutto dalla percezione del visibile. Campello nelle sue immagini, infatti, utilizza l’ombra come indagine dell’ambiente urbano, elemento razionale concepito dall’individuo. 

vitiligo imp festival fotogiornalismo padova 2021
© Rosa Mariniello

4. Vitiligo di Rosa Mariniello

Al Cortile Pensile di Palazzo Moroni è esposto il bellissimo progetto della fotografa napoletana Rosa Mariniello dal titolo “Vitiligo”

Vitiligo è una serie fotografica di ritratti ambientati ripresi in varie parti del mondo di persone affette da vitiligine. La vitiligine è una patologia cronica non contagiosa della pelle che colpisce i melanociti, cioè le cellule che producono il pigmento da cui dipende il naturale colorito della pelle chiamata melanina. La carenza di melanina detta ipopigmentazione o la totale assenza di melanina depigmentazione che ne deriva si manifesta con la comparsa di macchie distinguibili: la pelle diventa più chiara, quasi bianca e, a parte la modificazione cromatica, è assolutamente normale. La vitiligine colpisce tra  l’1 e il 2% della popolazione nel mondo e non c’è nessuna distinzione di età, sesso o etnia, con un evoluzione imprevedibile. Le cause alla base della vitiligine non sono ancora state definite, ma, nelle aree colpite, si verifica un blocco funzionale dei melanociti. 

Rosa Mariniello ha incontrato e fotografato persone in cinque diversi Paesi ovvero l’India, Cina, Danimarca, Cuba e l’Italia. Producendo questa indagine l’autrice ha scoperto che India, Cina e Danimarca sono le nazioni con più incidenza di casi e che all’Avana a Cuba – all’avanguardia nella ricerca biotecnologica -, c’è un centro specializzato dove è stato scoperto e messo a disposizione un prodotto molto economico e di grande efficacia, per il trattamento della vitiligine la cui base è un estratto di placenta umana. La scelta di questa tematica è anche dovuta al fatto che alcuni membri della famiglia di Mariniello ne sono affetti. 

La mostra vede una decina di ritratti in grande formato che rispettano la cromia, la geometria a volte presenti e la bellezza della persona ritratta. L’identificazione della patologia rende questi volti e queste storie, nel loro contesto, dignitose e senza pregiudizio alcuno, ma nei loro volti una fragilità dettata dalla patologia. Una presentazione scenica di grande impatto circondata dai vasi di vegetazione presenti nel palazzo, che rendono l’allestimento e la visita ancora più suggestiva.