Il mondo che verrà, le visioni di 50 fotografi

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Una vera e propria mostra digitale per raccontare il mondo che verrà. Protagonisti di questa esposizione virtuale, promossa da IL e Mudec Photo, sono 50 fotografi internazionali. 50 visioni del futuro imminente e un pensiero che lo accompagna e lo anticipa, insieme a 50 autoritratti, gli scatti degli artisti al lavoro.

Un’antologia di visioni personali per rappresentare con audacia, utopia e attesa il “dopo”, ovvero come cambierà ancora il mondo dopo l’esperienza della pandemia e da cosa e come si ricomincerà a vivere. Il tutto in una mostra fotografica sì, ma rigorosamente digitale.

Il mondo che verrà, la mostra online

La mostra – promossa da IL, il mensile del Sole 24 Ore, in collaborazione con Mudec Photo, lo spazio espositivo dedicato alla fotografia e alle arti performative fotografiche del Museo delle Culture di Milano – ha coinvolto 50 fotografi internazionali. Tra questi vincitori del World Press Photo, grandi interpreti della moda e artisti dello still life. Ognuno di loro ha dato una personale rappresentazione del ‘dopo’, un’immagine del futuro imminente visto con gli occhi e l’obiettivo della loro macchina fotografica. Un personalissimo punto di vista che possa raccontare al pubblico attraverso uno scatto il pensiero di questi artisti sul futuro, insieme a un proprio autoritratto al lavoro.
All’appello di IL e di MUDEC PHOTO hanno risposto fotografi come Giovanni Gastel, Rankin, Christopher Morris, Ron Haviv e anche un inedito Paolo Nespoli.

Dal 15 maggio tutte le fotografie si possono consultare in una mostra digitale, visitabile online per tre mesi.

Il mondo che verrà le visioni di 50 fotografi
Untitled, 2019 «Come vedo il dopo? Penso sarà difficile all’inizio, ma se, guardando all’orizzonte, saremo uniti e coesi, riusciremo a costruire un diverso, nuovo e migliore futuro. So che ce la faremo». © Giovanni Battista Righetti

Come sarà il mondo che verrà

Come sarà dunque “il mondo che verrà”? Uguale, completamente diverso dall’attuale, per certi aspetti migliore, per altri peggiore, con gli stessi limiti, la stessa imperfezione del passato, ma forse qualche consapevolezza in più.
Il mondo che verrà è un salto verso l’alto, a braccia libere, in pieno cielo. Così lo racconta, con il suo obiettivo, Giovanni Gastel. Per Rankin è invece una mano avvolta in un guanto sterile, che però non rinuncia a due grandi anelli colorati, audaci, sardonici, e in una sola immagine concentra la paura e la bellezza. Tra gli scatti in mostra anche una foto inedita che l’astronauta Paolo Nespoli ha voluto regalare a IL. Si vede il profilo della Terra dall’alto, ripreso dalla Stazione Spaziale Internazionale e in un solo scatto sono contenuti l’alba e il tramonto. Il ciclo di un giorno e del tempo che ricomincia. “Ho scelto questa foto perché è tutto in un istante”, spiega Nespoli. “All’orizzonte c’è luce, ci aspetta un nuovo domani”.

Il pubblico protagonista

Il pubblico sarà protagonista e potrà raccontare la propria visione del domani sui canali social del Mudec e di IL. Tutti potranno mandare la loro previsione del ‘mondo che verrà’ con una foto e un pensiero che andranno a confluire in una gallery, un wall virtuale che diventerà virtualmente il 51esimo scatto, quello della comunità web.

Inoltre, sempre online, si potrà scaricare anche catalogo della mostra, curato dal mensile del Sole 24 Ore, sarà scaricabile dalla metà di maggio sul sito della rivista.

Il mondo che verrà. 50 fotografi internazionali interpretano il “dopo”.

50 fotografi internazionali, 50 visioni del futuro imminente e un pensiero che lo accompagna e lo anticipa, insieme a 50 autoritratti, gli scatti degli artisti al lavoro. Un’antologia di visioni personali per rappresentare con audacia, utopia e attesa il “dopo”, ovvero come cambierà ancora il mondo dopo l’esperienza della pandemia e da cosa e come si ricomincerà a vivere. Il tutto in una mostra fotografica sì, ma rigorosamente digitale. Un progetto di visioni e previsioni promosso da “IL”, il mensile del Sole 24 Ore, in collaborazione con Mudec Photo.

Pubblicato da The Mammoth's Reflex su Domenica 17 maggio 2020

Terry Peterle
Terry Peterle
Nell’ambito della fotografia il suo interesse e i suoi studi si sono rivolti prevalentemente nella cultura e linguaggio fotografico, e con particolare interesse segue lo sviluppo e le diramazioni dello stesso nella fotografia attuale.

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