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Mostre collegate

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Antonio Capurso
Antonio Capurso

REGGIO EMILIA. Le mostre COLLEGATE al circuito principale sono numerosissime a Fotografia Europea 2013: sono in tutto ottantotto. Si tratta di esposizioni organizzate nelle gallerie d’arte o in altri spazi, promosse da associazioni, enti ed istituzioni, in città così come in provincia. Vedono protagonisti gli scatti di fotografi affermati così come di semplici appassionati. Tra i nomi noti di questa ottava edizione – dedicata al “cambiamento” – ad esempio ci sono Esko Männikkö,autore pure del circuito principale, piuttosto che Maurizio Galimberti, Roland Halbe, Laure Prouvost. In più ci sono ad esempio Peter Sutherland, fotografo americano alla suaprima mostra italiana, e Aldo Palazzolo, che vanta esposizioni anche alla Biennale di Venezia e ora sbarca a Fotografia Europea. Alcuni progetti sono legati da un “filo rosso” con l’edizione 2012: Lorenzo Fontanesi aveva vinto l’X-Off e torna con una nuova proposta; Fabrizio Orsi mette in mostra gli scatti del progetto “Gli oggetti ci parlano”, evento curato lo scorso anno da Italo Rota. Il coinvolgimento attivo della cittadinanza avviene anche attraverso concorsi a premi, è il caso della Libreria all’Arco. Da non dimenticare le tante collettive, ad esempio “Ikebana” nell’ex farmacia di San Pietro oppure i moltissimi scatti in mostra nella splendida Reggia di Rivalta. Come sempre la “cornice” è importante: ecco che si aggiungono luoghi suggestivi (tipo la “No Panic Gallery”, che vede in azione diversi blogger nelle case elemosiniere di via San Filippo 20), alle location diventate tappa fissa degli appassionati del mondo dell’immagine (il Museo dei Cappuccini, i Chiostri della Ghiara e tante altre). Infine, ma non per importanza, ci sono fotografi che hanno preferito le “fucine” dei creativi, gli atelier e le gallerie, da ViaDueGobbiTre in avanti. Ecco le “collegate” nei dettagli.

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Nomi noti anche nelle collegate

Il fotografo finlandese Esko Männikkö espone ai Chiostri di San Pietro e, al contempo, è protagonista della collegata “Cocktails”, a cura della Galleria Suzy Shammah di Milano. Ospitata dallaBanca Albertini Syz & C. SpA (via Roma 8), la mostra ripercorre fotograficamente tutta l’opera dell’artista che ha per protagonisti luoghi, persone, piccoli dettagli animati e non, sempre lontano dall’anonimato.

Laure Prouvost ha dato vita a “Farfromwords: car mirrors eat raspberries when swimming through the sun, to swallow sweet smells alla Collezione Maramotti. Laure Prouvost, vincitrice del Max Mara Art Prize for Women, presenta la sua nuova videoinstallazione in due parti. L’opera è una sorta di personale Grand Tour italiano e affronta l’idea di bellezza e piacere sperimentati durante una residenza in Italia. In particolare il video Swallow trasmette un piacere visivo e sensoriale attraverso il ritmo leggero del respiro che accompagna immagini surrealiste e inquadrature di cieli azzurri, frutta matura e ninfe contemporanee.

I nomi noti non si fermano qui. Roland Halbe espone all’Atelier del design Enrico Pavarani (via Emilia San Pietro 24): con la mostra “On sustainable elegance” viene affrontato il tema della sostenibilità ambientale nelle foto della Domus Technica, centro di ricerca e formazione sulle tecnologie legate all’utilizzo di energie rinnovabili. Poi c’è Maurizio Galimberti che espone al castello medievale di Montecchio (vedi sezione mostre in provincia).

Protagonisti i lettori

La Libreria All’Arco di via Emilia Santo Stefano 3/D e l’associazione ReFoto hanno invitato i lettori a diventare protagonisti di “Scatta un libro”, ovvero a raccontare un volume a scelta – tra quelli che si hanno sul comodino o che si trovano sugli scaffali del negozio – attraverso una foto. Il risultato? Una mostra e buoni spesa per i progetti più interessanti. ReFoto ha pensato anche a un altro progetto sul mondo della lettura: “Illustrazione Italiana”,al Palazzo della Frumentaria (via San Pietro Martire 2), mostra come sedici fotografi hanno interpretato la narrativa italiana dal ‘900 ad oggi. Tutor dell’iniziativa sono: Fabrizio Orsi, Piergiorgio Paterlini e Daniele De Luigi.

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Un filo rosso con l’edizione 2012

Lorenzo Fontanesiaveva vinto il concorso X-Off 2012 e quest’anno i suoi scatti sono protagonisti della mostra “Dismiss” allo Spazio Icarus Ensamble (via 4 novembre 9), luogo che vede esposto anche il lavoro del fotografo Alberto Terrile – che ha esposto in Italia e all’estero, attivo nell’editoria, nello spettacolo e nella pubblicità – che propone a Fotografia Europea la mostra “Nel segno dell’angelo 1993-2013”, dedicata agli angeli, colti nell’istante del distacco dal suolo.

Lo scorso anno, ai Chiostri di San Pietro, Fabrizio Orsi aveva effettuato diversi scatti in occasione de “Gli oggetti ci parlano”, evento curato da Italo Rota; i visitatori erano stati bloccati dall’artista in posa con gli “oggetti” da loro stessi portati per essere esposti. Quelle immagini ora si trovano alla Galleria Bigi-Iotti (piazza Fontanesi 11).

Diverse collettive per aggregare e riflettere

Diverse le sedi che ospitano più di un progetto. Ad esempio la Reggia di Rivalta (via dei Combattenti) ne propone tre: il primo realizzato dal collettivo Fotografi di Rivalta e promosso dalla Circoscrizione Sud, dal titolo “Appunti a pie’ pagina”, nato da un workshop di Pietro Iori; gli altri due sono di Marco Campedelli – dal titolo “Saltus” (che si svolge in parte anche al Circolo Godot di vicolo Casalecchi 3), e di Giovanni Marinelli, “Nature Inside”. In questi ultimi due casi, entrambi gli artisti analizzano in modo insolito la natura che ci circonda: l’allestimento di Campedelli ad esempio è un “mixed-media” di opere, carte, foto del work-in-progress e di veline; il lavoro di Marinelli, a cura di Christina Magnanelli Weitensfelder, è uno sguardo, da differenti angolature, della natura selvaggia e incontaminata, antecedente a qualsiasi mutamento.

Attraverso una collettiva il Quartiere Rosta Nuova si racconta, coinvolgendo negozi, vetrine, portici, spazi pubblici di via Wybicki e piazza Neruda. Lo fa con “Una volta alla Rosta c’era il mare”, a cura di “via Wybicki libera associazione di cittadini”.

Alla Gabella di San Pietro (via Emilia San Pietro 73), Daniela Guccini, Daniela Ciamarra, Manuela Assilli e Selene Lazzarini sono le autrici di “Ikebana”. Che cos’è l’ikebana giapponese? Un’antica forma artistica che cerca di creare un microcosmo equilibrato attraverso la composizione floreale, usando materie ed elementi presenti in natura. “Così noi – dicono le artiste -, in questa selezione d’immagini, ci sentiamo legate al modus ikebana, reinterpretato in chiave fotografica”.

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Nuovi luoghi suggestivi per blogger e artisti di sempre

Nelle case elemosiniere (via San Filippo 20) ha sede la No Panic Gallery che ospita la mostra “Bloggers” che vede in prima linea appunto diversi blogger ed è curata da Chico De Luigi. Il progetto si chiama “City blog” e risponde a vari interrogativi: come vivono i reggiani Fotografia Europea? Come la ignorano e come possono esserne coinvolti? Sguinzagliato per le vie della città, il team “Nonpanic”, ecologicamente dotato di mezzi non invasivi né inquinanti, vede, scatta e posta in tempo reale su un blog appositamente realizzato per l’evento. È un racconto originale, non mediato, che fornisce informazioni a tutti coloro che vogliono approfondire la dinamica del blogger per immagini come linguaggio di condivisione quotidiana. Il blog è aperto a tutti.

San Carlo 9” è il nome della mostra a Casa Arlotti (via San Carlo). Al civico 9 di questo palazzo, dove l’artista Angiolino Spallanzani ha vissuto e lavorato, il fotografo Fabrizio Cicconi mette in relazione i nuovi abitanti con il vissuto e l’opera dell’artista. Tra l’altro Cicconi è uno dei fotografi-tutor del progetto “Speciale diciottoventicinque” che culminerà con la mostra “Morphing” ai Chiostri di San Pietro.

Gli ambienti adiacenti la Chiesa di San Filippo (via dei Combattenti), nuova sede della FAR (Famiglia Artistica Reggiana), ospitano una mostra di Lucio Rossi, fotografo che sa coniugare perfezione tecnica e tensione emotiva, proveniente dalla vicina Parma, che aveva vinto il concorso Off di Fotografia Europea nel 2011 e, lo scorso anno, aveva esposto un suo progetto – “Camera Oscura” – nel circuito ufficiale del festival.

 

Luoghi immancabili per proposte sempre nuove

Il Museo dei Cappuccini (via Ferrari Bonini 6) ospita il progetto della Galleria Fotografica Luigi Ghirri (Caltagirone) “Incroci possibili”, a cura di Enzo Zanni, quello di GF Color’s Light Colorno dal titolo “Emilia on the road: percorsi tra confine e identità”, così pure la Collettiva del Circolo degli Artisti, “Panta Rei”.

Il Museo Diocesano (via Vittorio Veneto 16) offre al pubblico “Pertuttitime” a cura di Daniele Zanoni e promosso dalla parrocchia Corpus Domini Parma, con scatti di momenti quotidiani, in particolare fatti durante un corso di cucina.

La fotografia letteralmente invade il Chiostro della Ghiara (via Guasco). Vi trova sede “Scatteremo 013”, mostra che nasce come una delle iniziative dell’associazione Unilife all’interno di UniREmo, un progetto che ha come obiettivo la sensibilizzazione e la rivalutazione di spazi universitari inutilizzati e non fruibili dagli studenti presso la struttura in via Fogliani a Reggio. Spazio anche al gruppo fotografico la Fabbrica dell’Immagine con “Cambiare”, in cui vari autori hanno sviluppato un proprio percorso, prima di tutto introspettivo, alla ricerca del cambiamento. Da una soffitta è partito il viaggio fotografico di Michael Rivera Estevez, “La Macchina del tempo” visitabile presso l’Ostello della Ghiara.

La Chiesa di San Carlo propone le foto di Filippo Tagliaticon “Tokyo – 13 millions of people and movements. Moltitudine: responsabilità individuali e collettive”, una riflessione sulla vita e la convivenza in una megalopoli simbolo come Tokyo.

Al Palazzo della Prefettura (corso Garibaldi 59) c’è Michele Tassinari – Lama64 con “A spasso con holga”, un viaggio a Finale Emilia post terremoto. 

Ai Musei Civici arriva “Too young to care” diPeter Sutherland. In questa prima mostra italiana, il fotografo americano con ogni scatto costruisce un racconto di strada che parla della cultura giovanile: graffiti, skater, ragazzi immersi nella natura incontaminata, ambientazioni beat.

Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale invita il pubblico al Palazzo del Portico (Corso Garibaldi 12) per fare un viaggio a Brasilia, capitale del Brasile – attraverso “Brasilia Xing” di Pietro Clemente – così pure nella nostra pianura, con la mostra collettiva “Gente d’acqua, architetture e paesaggi costruiti dagli uomini”.

A Genova, negli anni ’60, viene costruito un prodigio ingegneristico: il viadotto autostradale sul torrente Polcevera, il Morandi, dal nome del suo progettista. Un’opera che ha interessato Roberto Saba. I suoi scatti sono al cinema “AlCorso” (di corso Garibaldi 14) con la mostra “Not over my backyard”.

A cura di “Laboratori” di via Amendola e promossa da Area Appartamenti, Socialità, Lavoro del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, alcuni angoli della nostra città da tempo dimenticati e oggi riscoperti da volontari, utenti e operatori del sociale, sono i soggetti delle fotografie della mostra alla Biblioteca delle ArtiCambiare per esistere: spazi rivalutati”.

Lo Spazio KM129 (piazza Prampolini 1/F) ospita “Stop Motion” di Kai-Uwe Schulte-Bunert. Sono foto e video del cantiere della stazione Mediopadana di Reggio, realizzati negli ultimi due anni.

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