fbpx
SPECIALE FESTIVALFotografia Europea 2014Tutte le mostre istituzionali di Fotografia Europea 2014

Tutte le mostre istituzionali di Fotografia Europea 2014

-

spot_img

REGGIO EMILIA. Sono diciassette le mostre istituzionali di questa edizione di Fotografia Europea a cui si aggiunge la mostra istituzionale di Palazzo Magnani dedicata alla storia di alcuni dei più grandi protagonisti della fotografia del Novecento. Vediamole una ad una.

LUIGHI GHIRRI. Trecento scatti, menabò, libri, cartoline, copertine di dischi, riviste. E’ così che si presenta “Pensare per immagini. Icone, Paesaggi, Architetture”, la mostra dedicata a Luigi Ghirri pronta ad offrire il ritratto a 360° di una delle figure fondamentali della fotografia internazionale del secondo Novecento. Nata in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e la Biblioteca Panizzi, presentata nel 2013 al Maxxi di Roma e curata da Francesca Fabiani, Laura Gasparini e Giuliano Sergio, la mostra approda a Fotografia Europea nella cornice dei Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia. È suddivisa in tre sezioni tematiche (Icone, Paesaggi, Architetture) che permettono di ripercorrere le fasi della ricerca artistica di Ghirri, i luoghi e le storie da lui immortalate, spesso lungo l’amata via Emilia (l’artista nacque a Scandiano nel 1943 e morì a Reggio Emilia nel 1992). Basata sui due nuclei più importanti dell’archivio Ghirri, quello della Biblioteca Panizzi (che per volontà dello stesso artista conserva il patrimonio fotografico di oltre 150.000 tra negativi e diapositive) e quello dei vintage prints conservati nella casa di Roncocesi, Pensare per immagini non solo proietta la forza di uno sguardo che riuscì ad anticipare e affrontare temi cari alla contemporaneità, come il rapporto con la società dell’immagine o la dialettica tra visione e percezione, ma testimonia la complessità, la ricchezza e la statura artistica della figura di Ghirri: il suo lavoro di editore e curatore, la sua passione di critico e collezionista, la missione di animatore culturale condotta – a partire dagli anni Settanta – attraverso il costante dialogo con artisti concettuali, architetti, scrittori e musicisti (in particolare, CCCP e Lucio Dalla). In un’epoca in cui la società sembra essere quasi sopraffatta dalla tecnologia e dall’abbondanza di contenuti informativi dal basso significato, Pensare per immagini aiuta a recuperare il valore di un’attività unica, in grado di lasciare segni tangibili ancora evidenti e influenti oltre vent’anni dopo la scomparsa dell’artista.

 

Luigi Ghirri_Pisa, 1979_Courtesy Fototeca Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia_©Eredi Ghirri
Luigi Ghirri_Pisa, 1979_Courtesy Fototeca Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia_©Eredi Ghirri

 

IL LIBRO FOTOGRAFICO: DALLA BIBBIA AI GIORNI NOSTRI. Strumento simbolico del pensare per immagini e mezzo democratico caro all’editoria indipendente e al self publishing, il libro fotografico è protagonista di due mostre. Allestita nei Chiostri di San Pietro e curata da Elio Grazioli, Senza meta. Il libro come pensiero fotografico propone sessanta volumi d’autore in cui fotografi come Wolfgang Tillmans e Juergen Teller, Annelies Štrba e Ola Rindal, Joan Fontcuberta e Armin Linke, Mark Borthwick e Cristina de Middel utilizzano la forma del libro per indagare e mettere in atto il pensiero visivo. Non cataloghi o raccolte, ma “collezioni” che si costruiscono di mano in mano – per accostamenti e salti, spostamenti e intervalli, dinamiche e attenzioni – riproponendo l’idea del libro come luogo ideale di deposito del pensiero fotografico (come è stato nella storia, quando i più grandi fotografi non “esponevano” le loro opere ma ambivano a pubblicarle in volumi).

“As is the mother, [so is] her daughter” – Ezekiel 1644, Holy Bible© Adam Broomberg e Oliver Chanarin, MACKAMC, 2013
“As is the mother, [so is] her daughter” – Ezekiel 1644, Holy Bible© Adam Broomberg e Oliver Chanarin, MACKAMC, 2013

Curata da Walter Guadagnini e presentata in anteprima mondiale nella Sala delle Carrozze di San Domenico, Divine Violence, estensione espositiva del volume Holy Bible, di Adam Broomberg & Oliver Chanarin è invece una mostra che esplora – giocando sul rapporto tra parola e fotografia – il tema del conflitto. Un’opera ambiziosa, nelle dimensioni e soprattutto nelle intenzioni, che si misura con uno dei testi più influenti e più discussi della storia dell’umanità, e che lo utilizza come chiave per affrontare una serie di questioni di estrema attualità legate in primo luogo all’uso dell’immagine nella società contemporanea. Seguendo le annotazioni ritrovate su una Bibbia appartenuta a Bertolt Brecht, i due autori hanno setacciato le immagini dell’immenso Archive of Modern Conflict, riserva di un numero enorme di immagini fotografiche (e non solo) sul tema del conflitto, componendo un libro che è al tempo stesso esplorazione della violenza, della calamità e dell’assurdità della guerra attraverso i cliché della sua rappresentazione visiva; riproposizione del principio del filosofo Adi Ophir secondo cui Dio si rivela prevalentemente attraverso la catastrofe; attualizzazione delle tematiche che, partendo da Luigi Ghirri, fanno da filo conduttore dell’edizione 2014 di Fotografia Europea: la riflessione sulla natura dell’immagine, sulla sua nascita e interpretazione e sull’importante ruolo del curatore (che – come Broomberg, Chanarin e lo stesso Ghirri – a volte non scatta le fotografie ma le sceglie).

Octopus, Ionian island of Corfu, Greece, 1938 Caption. Place. Year © Herbert List Magnum Photos
Octopus, Ionian island of Corfu, Greece, 1938 Caption. Place. Year © Herbert List Magnum Photos

 

MAGNUM PHOTOS. Ospite speciale dell’edizione 2014 di Fotografia Europea è Magnum Photos. La storica agenzia fondata nel 1947 da giganti della fotografia mondiale tra cui Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, oggi operativa attraverso quattro uffici a New York, Londra, Parigi e Tokyo, è protagonista di diversi appuntamenti il primo dei quali consiste nella retrospettiva dedicata a Herbert List The Magical in Passing che sarà allestita nei Chiostri di San Domenico. Curata da Peer-Olaf Richter, la mostra comprende un centinaio di opere provenienti da Herbert List Estate. Intento della retrospettiva è restituire l’intera ricerca dell’artista tedesco, presentando i capolavori accanto ad opere meno note. Il risultato è un viaggio visivo che accompagna il visitatore dagli enigmatici scatti notturni, attraverso composizioni surreali e cupe, alla abbagliante luce del Mediterraneo che si riflette sui corpi di giovani uomini e sulle rovine dell’antica Grecia. Proseguendo attraverso i ritratti di celebri artisti del ventesimo secolo si giunge alla dichiarazione d’amore di List per l’Italia e alla celebrazione dell’eterna bellezza della vita. The Magical in Passing è una coproduzione The Herbert List Estate e Magnum Photos in collaborazione con Silvana Editoriale e Fotografia Europea. La mostra viene presentata per la prima volta a Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea.

 

Ireland, 1996 © Martin Parr Magnum Photos
Ireland, 1996 © Martin Parr Magnum Photos

 

HOST. Magnum Photos è protagonista, inoltre, della nuova edizione di HOST, la sezione del festival in cui un’agenzia fotografica internazionale cura – durante le giornate inaugurali – una serie di incontri, proiezioni, workshop ed esposizioni.  Per questa edizione di Fotografia Europea è in programma la collettiva No Place Like Home a cura di Francesco Zanot. La mostra (via Secchi n. 11) raccoglie una selezione da opere di otto fotografi contemporanei che indagano sul modo in cui negli ultimi vent’anni è stato occupato, trasformato e sfruttato a fini urbanistici il territorio. Lo sguardo della mostra non conosce confini di stile architettonico, respiro sociale o latitudine geografica: ci sono le ville borghesi di Martin Parr, i prefabbricati americani di Bruce Gilden, gli slum metropolitani di Jonas Bendiksen, l’umanità sorpresa da Mikhael Subotzky intorno al grattacielo Ponte City a Johannesburg, le famiglie australiane riprese da Trent Parke, gli scenari della Groenlandia nell’obiettivo di Jacob Aue Sobol, gli orizzonti di Brooklyn catturati da Christopher Anderson, la precarietà dei migranti del Mediterraneo raccolta da Patrick Zachmann nella serie Mare Mater. La mostra è una collaborazione tra Magnum Photos, il Fotofestival Mannheim Ludwigshafen Heidelberg, e il MUCEM e il Musée Nicéphore Niépce per la sezione Mare Mater di Patrick Zachmann.

Inoltre i fotografi Abbas, Jonas Bendiksen, David Alan Harvey, Patrick Zachmann saranno a Reggio per le giornate inaugurali e condurranno una masterclass, il cui esito sarà presentato sabato 3 maggio (ore 21) al Teatro Valli. Durante questa serata si racconterà, con la proiezione di un video, la storia e i protagonisti di questa importante agenzia e interverranno relatori d’eccezione, tra cui François Hebel (Direttore Les Rencontres d’Arles) e Mario Calabresi (Direttore La Stampa). Non è tutto: i fotografi Magnum Olivia Arthur, Alex Majoli, Peter Marlow, Moises Saman, daranno vita ad un informale seminario su un tema specifico suggerito dall’artista nel corso di un pranzo d’autore che si svolgerà sabato 3 maggio (ore 12.30-15.30) presso il Caffè Arti e Mestieri e sarà firmato dallo chef Gianni D’Amato. Novità di questa edizione, Hos