Tra i finalisti dei Sony World Photography Awards 2018 ci son ben 52 fotografi italiani facendo così piazzare l’Italia al secondo posto per numero di fotografi candidati ad uno dei concorsi fotografici più noti al mondo.

 

© Antonio Gibotta, Italy, Shortlist, Professional, Discovery (Professional competition), 2018 Sony World Photography Awards
© Antonio Gibotta, Italy, Shortlist, Professional, Discovery (Professional competition), 2018 Sony World Photography Awards

 

Finalisti italiani concorso Professionisti

Per il concorso Professionisti, Stefano Morelli coglie la desolazione e l’incertezza che regnano incontrastate nella comunità attorno alla centrale nucleare di Metsamor, in Armenia. Morelli è un fotografo e antropologo visuale, che attualmente collabora con diverse ONG e con la cattedra di Antropologia Visiva presso l’Università di Firenze. Alla notizia della candidatura, ha dichiarato: “È un onore essere apprezzato per questo progetto, dedicato a un tema così importante e controverso come quello del nucleare”. 

Il lavoro di Roselena Ramistella unisce la sua passione per la fotografia e l’interesse per la ricerca sociale. L’opera in concorso, Deep Land, testimonia il ritorno dei giovani sui Monti Sicani, in Sicilia, per coltivare la terra e allevare il bestiame. Spinto dall’interesse per le questioni sociali e le sottoculture, Matteo Armellini segue la prima squadra di baseball per ciechi che è riuscita ad accedere alla finale del campionato italiano.

Il lavoro di Luca Locatelli, artista di stanza a Milano, si focalizza sullo storytelling visivo improntato alle interazioni tra cultura, scienza e ambiente. La sua opera finalista, White Gold, ritrae il paesaggio splendido, insolito e severo della zona italiana più ricca di marmo, le Alpi Apuane. Alla notizia della candidatura, ha dichiarato: “È un successo importante per me, perché mi offre l’opportunità di condividere le mie riflessioni in merito all’impatto delle attività umane sulla Terra, questione di vitale importanza oggi per definire la nostra nuova era geologica, l’Antropocene”.

 

● Matteo Canestraro, Architettura (Roma)

● Gianmaria Gava, Architettura (Vienna, Austria)

● Stefano Morelli, Storia contemporanea (Viareggio)

● Claudia Gori, Storia contemporanea (Prato)

● Eduardo Castaldo, Fotografia creativa (Napoli)

● Luca Locatelli, Paesaggio (Milano)

● Roselena Ramistella, Natura e animali selvatici (Palermo)

● Antonio Gibotta, Scoperta (Napoli)

● Matteo Armellini, Sport (Roma)

 

I finalisti italiani del concorso Open

Le immagini finaliste del concorso Open nascono dalle fonti di ispirazione più disparate. Lorenzo Tugnoli propone uno scatto sbalorditivo, che ritrae una donna libanese convinta di essere posseduta dai demoni. Commentando la foto, Tugnoli spiega: “L’immagine fa parte di un progetto dedicato a Nabaa, un quartiere povero di Beirut pesantemente colpito dalla crisi in Siria. Le infrastrutture e le opportunità scarseggiano, sia per i rifugiati che per la popolazione locale. Lavoro a questo progetto dal 2015 e spero che questa candidatura mi aiuti ad accendere i riflettori sulla questione”. Il fotografo Placido Faranda, pluripremiato autore di scatti aerei, mostra invece la Scala dei Turchi a Realmonte (Sicilia), che, vista dall’alto, sembra quasi una meringa spumosa.

 

 

● Caterina Bruzzone, Architettura (Genova)

● Lorenzo Tugnoli, Cultura (Beirut, Libano)

● Placido Faranda, Paesaggio e natura (Massagno, Svizzera)

● Valentina Morrone, Ritratto (Wetzikon, Svizzera)

● Michele Fornaciari, Street photography (Reggio Emilia)

● Irene Sollecchia, Street photography (Castel Gandolfo, Roma)

● Marco Gaiotti, Animali selvatici (Genova)

 

Opere segnalate del concorso Open

Per quanto riguarda il concorso Open, i giudici dei Sony World Photography Awards hanno inoltre ritenuto meritevoli le opere di 35 fotografi, inserendole nella top 50 delle immagini candidate per le rispettive categorie.