BOLOGNA. Dagli negli anni Sessanta fino alla consacrazione al grande pubblico, “The Rolling Stones. It’s only Rock and Roll (but I like it)” è una mostra che ripercorre la carriera degli Stones nella fotografie di Michael Putland Terry O’Neill.

 

Mick Jagger posing in a fur parka, with a fur trimmed hood, 1964 ©Iconic Images/Terry O'Neill 
Mick Jagger posing in a fur parka, with a fur trimmed hood, 1964 ©Iconic Images/Terry O’Neill

 

 

«Everywhere you looked in London, something was happening». Terry O’Neill, fotografo nato nell’East End di Londra, descrive così l’ambiente in cui si trova immerso nel pieno della Swinging London. Batterista jazz, il suo sogno era stato da sempre quello di poter volare negli States per suonare nelle band più famose ma, per inseguire quel sogno americano, O’Neill è costretto a trovarsi un lavoro che gli consenta di mantenersi. Inizia così la sua carriera come fotografo, un po’ per caso, all’interno della British Airways prima, e come fotoreporter dopo. Il suo approccio alla macchina fotografica, non tarda a collimare con la sua passione per la musica: è infatti sua, la prima immagine apparsa su di un quotidiano inglese che ritrae i Beatles nello studio di Abbey Road. Ma a Londra in quegli anni, oltre al quartetto di Liverpool, un’altra band stava cominciando a far parlare di sé, i Rolling Stones.

 

 

 

Negli anni Sessanta, il loro look – ancora “da bravi ragazzi” – non si discosta poi molto da quello dei 4 di Liverpool. Terry O’Neill li immortala per le strade di Londra, regalandoci alcune delle immagini più famose del gruppo in quella che possiamo definire come la formazione originale e più amata, con Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Bill Wyman e l’oramai leggendario Brian Jones. Se da un punto di vista estetico dunque, gli Stones appaiono nelle foto di O’Neill, ancora alla ricerca di uno stile identificativo, dal punto di vista musicale, già da questo primo periodo emerge quella caratteristica che sarà la vera e grande differenza tra loro e i Fab Four: il loro approccio appare infatti fin da subito diverso, già graffiante e intriso di rimandi alla tradizione americana.

 

 

 

Questa differenza comincerà a essere sempre più lampante anche nel look, che nel corso degli anni Settanta si fa più sicuro e trasgressivo, dimostrando tutta la sicurezza propria delle rock star e uno stile adatto al loro nuovo status. E così, come delle vere e proprie rock star appaiono agli occhi e all’obiettivo di Michael Putland, che essendo il loro fotografo ufficiale all’inizio degli anni Settanta, riesce e riprenderli da un punto di vista privilegiato e a congelare quel cambiamento sulla pellicola. Michael Putland, oltre ad essere sul set di molti video tra cui il celebre IT’S ONLY RNR (BUT I LIKE IT), segue la band in tour, testimoniando una delle loro principali caratteristiche, ovvero la performance live. A differenza dei Beatles, che smisero di suonare dal vivo a metà degli anni 60, gli Stones hanno costruito il loro mito soprattutto nei live e soprattutto negli anni ‘70, diventando in poco tempo una macchina da spettacolo tuttora attiva e vitale. Il punto di vista privilegiato di Putland non è però solo sul palco ma anche nei backstage, in studio e durante i numerosi party abilmente raccontati in immagini che rappresentano un’era.

 

Rolling Stones in Tent, 1974 ©Michael Putland
Rolling Stones in Tent, 1974 ©Michael Putland

 

 

The Rolling Stones. It’s only Rock and Roll (but I like it)

Dove: Ono arte contemporanea, via santa margherita 10, Bologna

Quando: fino al 23 luglio 2016

Info: www.onoarte.com

                                                    

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