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The Summer Show: a Modena la mostra che riflette sul presente

I giovani artisti della Scuola di alta formazione di FMAV in mostra a Modena a conclusione del percorso didattico. Tre le mostre: In/Drafts/Out, Dopo tutto e La Fabbrica blu, frutto del risultato di un workshop con Mario Cresci e in collaborazione con la Biblioteca Delfini

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La città di Modena ospita The Summer Show, la mostra di fine corso degli studenti di FMAV Scuola di alta formazione. Una mostra che, in realtà è composta da tre esposizioni che rappresentano la creatività, le idee, le collaborazioni, il percorso condotto dai giovani artisti nel loro periodo di permanenza e di studio a Modena.

I tre momenti espositivi sono inoltre una testimonianza delle ricerche e della produzione degli artisti, nati tra gli anni 1982 e 1997, che hanno riflettuto sul proprio fare, sullo spazio pubblico e sulle tematiche più urgenti del presente. Saranno in mostra fotografie, video, installazioni e progetti multimediali.

Federica Bassi, Gesti relazionali, 2022
Federica Bassi, Gesti relazionali, 2022

Tre mostre, tre sedi, tre ricerche

La prima sezione si intitola In/Drafts/Out e si svolge nella Sala grande del Palazzo in Corso Canalgrande 103. Qui si trovano le opere realizzate dagli artisti iscritti al Master sull’Immagine Contemporanea nel corso del biennio 2019/2021.

Segue nelle Sale Superiori Dopo tutto, che raccoglie le ricerche degli artisti del corso annuale 2021/2022 di Pratiche artistiche per l’immagine contemporanea. Chiude, negli spazi e in collaborazione con la biblioteca Delfini La Fabbrica blu che ospita le opere realizzate da un gruppo di studenti del Master sull’immagine nell’ambito del progetto site specific guidato dall’artista e docente Mario Cresci.

In/Drafts/Out

Il concept orchestrato dagli artisti Veronica Alessi, Federica Bassi, Roberta Gennaro, Greta Grasso, Paolo Munari Mandelli, Alessio Pecorari, Fabrizio Previti, Fiorenza Triassi, Beatrice Zerbato gioca sul significato di queste tre parole, tratte dalla terminologia della messaggistica online, che rimandano all’atto della scrittura, alle idee di processo, trasformazione, cambiamento, ma anche al rapporto tra dentro e fuori, l’entrare e l’uscire, gli incontri, le linee che si intrecciano e i nodi che si disfano. L’architettura stessa del messaggio è una metafora dell’esposizione: il punto di vista, aggiungere o togliere parole, modificare, rileggere, cancellare, riscrivere e infine inviare. L’intero percorso svolto può essere visto come metafora di un processo di scrittura e di rielaborazione per arrivare finalmente a un Out – fuori. 

Accompagna la mostra un notebook d’artista progettato e realizzato dagli studenti con le immagini dei loro lavori, acquistabile nel bookshop di FMAV.

Dopo tutto

La fine dell’umanità è vicina? La natura riprenderà i suoi spazi? Gli spazi umani che misura hanno preso? E poi, e infine, cos’è diventata l’umanità? Sono queste le domande che si sono posti gli artisti Giordano Caruso, Marco Marani, Matilde Piazzi, Natsuko Saito, Matteo Schiavoni, in dialogo tra loro, pur senza la volontà e l’intenzione esplicita di organizzare un discorso comune.

Le opere in mostra non tentano di dare, tuttavia, risposte, soluzioni, alternative possibili ai quesiti ma dimostrare una presa di coscienza dolorosa che non sfocia mai in un rischioso nichilismo apocalittico: ogni singola opera è infatti un monito e, al contempo, una domanda retorica.

Sapere ci chiamerà all’azione? O resteremo immobili in attesa del dopo?

La fabbrica blu

All’interno del percorso formativo del Master gli studenti del biennio 2019/2021 Federica Bassi, Roberta Gennaro, Greta Grasso, Paolo Munari Mandelli, Alessio Pecorari hanno lavorato con l’artista Mario Cresci a un progetto site specific all’interno degli spazi dell’ex fabbrica della Bugatti a Campogalliano, in provincia di Modena. Con Cresci, da anni docente del Master, la Scuola di alta formazione ha realizzato diversi progetti sul territorio modenese collaborando con i Musei Civici, le Gallerie Estensi e Palazzo Ducale di Sassuolo, AGO Modena Fabbriche Culturali, o il Centro Nuoto di Vignola.

Nell’ambito del biennio 2019/2021 il docente ha guidato gli studenti nella realizzazione di indagini fotografiche personali in stretta connessione con il luogo stesso, raccolti in un volume dedicato e autoprodotto dagli studenti stessi. La mostra, in collaborazione con la Biblioteca Delfini, mette in luce i risultati di questa esperienza.