Milano non fa schifo Intervista a Elisabetta Pina
Elisabetta Pina (ph Antonio Motta)

MILANOElisabetta Pina è una giornalista professionista, fotografa, blogger. Ha studiato alla Cfp Riccardo Bauer e allo stesso tempo ha seguito le orme di mamma e papà, entrambi giornalisti. Che alla fine poi giornalismo e fotografia convivono alla grande e sono di certo due passioni che per Elisabetta sono sempre andate di pari passo tant’è che da un anno, oltre al lavoro in redazione, alle tante collaborazioni e ai due blog che ha messo in piedi, Elisabetta sta lavorando ad un nuovo progetto personale: Milano non fa schifo: la città ti parla. Un progetto in evoluzione che racconta una città vista con gli occhi di chi ogni giorno la vive a pieno. Con occhio critico, sì, ma anche contro i soliti pregiudizi.

 

[quote_box_center]”Ma che bello questo posto, non sembra Milano…”[/quote_box_center]

 

 

Su instagram, facebook, twitter. Come nasce il progetto #milanonfaschifo?

Elisabetta: Nasce per un’esigenza personale di vedere i colori e la vitalità nella città in cui sono nata e dove sto vivendo per lavoro e per la famiglia.

 

Raccontaci perché, per te, Milano non fa schifo.

E: Milano è una città in espansione e non solo perché il 2015 è l’anno dell’Expo, ma perché come molte metropoli si modifica, a volte migliora e a volte peggiora. Come le persone. Non credo che debba piacere per forza a tutti, posso anche capire perché a molti non piace. Io stessa da milanese, figlia di due milanesi, mi capita di detestarla. Ogni volta che vado al mare o da qualche altra parte e ritorno  mi capita di avvertire quella sensazione di pesantezza e di cielo pesante sopra la testa. Ma tutto di me mi dice che questa comunque è casa mia e che nessuna isola meravigliosa, alla fine, potrebbe mai sostituire la mia aria di casa. Milano ce l’ho sotto la pelle e non posso farci niente.

 

 

 

 

 

Evidentemente stanca di sentirti dire che Milano non offriva niente di che, hai reagito. Perché proprio con i social?

E: Come tutte le cose è l’idea è nata per caso anche dal fastidio di sentire frasi come, “ma che bello questo posto, non sembra Milano…” Frase che per altro spesso mi sono trovata anch’io a dire. Molti amici addetti ai lavori mi hanno detto che era una buona idea e allora sono andata avanti. Altri, invece, mi hanno consigliato di eliminare la parola schifo e il non perché il messaggio che passa è negativo.

Ma poi ho ci ho ripensato: può non piacere a tutti, la cosa importante per me è che il messaggio sia forte.

Ho scelto i Social perché credo che la fotografia sia molto cambiata e che abbia sempre più un aspetto social.

Non è un vanto ma una forma mentale. Si comunica con le immagini, anzi forse, una fotografia arriva prima delle parole. Io ho il vizio di pensare per immagini anche quando uso le parole. Non è un vanto, ma una forma mentale.

 

 

 

 

Alla fine che città ci racconti?

E: Vorrei raccontare una Milano vera, quella di oggi, che può essere romantica, mistica, ma anche dura, selvaggia e underground. Quella che vedo con i miei occhi e quella che sento.

Il mio desiderio è svelare luoghi e persone che fanno di questa città qualcosa di unico o quanto meno da sperimentare, almeno una volta nella vita. Tutto cambia e quello che vedo ogni giorno sono tentativi di andare verso il nuovo e il diverso. Una ricerca verso una vita diversa. E come dice Albert Einstein, “la crisi è un’opportunità, è nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”.

 

E’ un progetto condiviso?

E: Certo, c’è anche la pagina facebook, dove vorrei condividere questo progetto.

 

Le regole per essere fedeli alla linea però quali sono?

E: Non ci sono regole, mi piacerebbe che chi condivide questa idea senta lo stesso desiderio di conoscere la città e pensare di immaginare il suo futuro insieme.

 

 

 

 

Che sviluppi avrà?

Per settembre ci sarà una mostra che voglio realizzare insieme alla fotografa e artista Adelaide Di Nunzio di Napoli che ha realizzato un progetto molto simile sulla sua città.

 

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