Grande successo per i fotografi italiani ai Sony World Photography Awards 2019.

Non solo la proclamazione di Federico Borella come Photographer of the Year 2019 con la serie Five Degrees. Ma anche altri due primi posti per la categoria Documentario e Sport. E un bel secondo poto per la categoria ritratto.

Vediamoli.

italiani sony World Photography Awards
© Jean-Marc Caimi & Valentina & Piccinni, Italy

Vincitori della categoria Documentario – Jean-Marc Caimi & Valentina Piccinni

Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni hanno vinto con la serie Güle Güle.

Güle Güle (“arrivederci” in turco) esplora la città di Istanbul da una prospettiva documentaristica e di scoperta con un’attenzione particolare ai cambiamenti della società turca. Il duo artistico originario di Roma ha osservato da vicino la città, cogliendone aspetti caratteristici come la gentrificazione, la discriminazione e l’immigrazione dei rifugiati siriani.

Si tratta di un’opera eccezionale realizzata con grandissima precisione e uno humor intrigante. Passa da scene molto intense a immagini più composte con una qualità quasi cinematografica. Interessante l’uso del colore e del flash che concorrono alla creazione di un’opera delicata e arguta”. Ha detto il giurato Brendan Embser (curatore editoriale, Aperture, USA).

italiani sony World Photography Awards
© Alessandro Grassani, Italy

Vincitore della categoria Sport – Alessandro Grassani

L’italiano ha vinto il primo posto con la serie Boxing Against Violence: The Female Boxers Of Goma. Una serie che offre al pubblico un’istantanea sul ruolo della box come gruppo di sostegno e luogo sicuro per molte donne a Goma nella Provincia di Kivu Nord.

Qui le donne non imparano solo ad assestare colpi, ma riacquistano forza e voglia di combattere contro le ingiustizie, oltre ad allenarsi e sognare di diventare le future campionesse mondiali”.

Il fotografo ha al proprio attivo numerose collaborazioni con pubblicazioni internazionali come il National Geographic e il New York Times e sta attualmente creando nuovi progetti sul cambiamento climatico e la guerra.

Nelle parole della giurata Emma Lewis (Assistente curatrice, Tate, Regno Unito) le motivazioni della vittoria della serie di Grassani: “Siamo stati davvero entusiasti di vedere questo progetto nella categoria Sport perché ci ha raccontato una storia che non conoscevamo attraverso dei ritratti, anziché con le tipiche immagini di attività e azione dello sport. Oltre a essere molto ben eseguita dal punto di vista tecnico, la serie offre un punto di vista differente su questa particolare regione del mondo rispetto a ciò che siamo forse abituati a vedere attraverso i media occidentali”.

italiani sony World Photography Awards
© Massimo Giovannini, Italy

Secondo posto della categoria Ritratti – Massimo Giovannini

Giovannini viene da Trento e la sua serie Henkō (parola giapponese che significa “cambiamento” e “luce variabile o insolita”) esplora il concetto secondo il quale la luce può alterare la nostra prospettiva degli oggetti. La serie fa leva sulle variazioni di luce e sul trucco per sfidare i pregiudizi di genere dell’osservatore.

Parlando della sua serie, Giovannini afferma: “Se bastano l’illuminazione e un trucco superficiale per mettere in discussione l’idea di genere, forse allora il confine tra maschile e femminile è più labile di quanto siamo portati a credere?”.

Questo il commento del giurato Liu Heung Shing (fondatore del Shanghai Center of Photography): “Questa serie di immagini porta gli osservatori a guardare senza ambiguità e questa è la caratteristica più affascinante delle fotografie: attirare all’interno chi le osserva”.

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