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MostreItaliaExtramoon, la luna vista dagli artisti e dai fotografi

Extramoon, la luna vista dagli artisti e dai fotografi

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Anche oggi che si va su Marte per noi romantici la luna rimane il territorio parzialmente inesplorato dei sogni e dell’utopia.

The dark side of the moon, chiari di luna, moon cake, luna di miele, fasi lunari, allunaggio…  pensieri e sguardi indirizzati ad un paesaggio futuro, un altrove per lo più immaginifico in cui proiettare una parte del sé.

Tematiche che in “Extramoon” viaggiano alla velocità della luce attraverso le opere di 12 artisti internazionali. Un’esposizione da vedere a Castelnuovo di Porto, all’interno del festival Castelnuovo Fotografia. In questo borgo medievale, incastonato tra la Riserva Naturale del Monte Soratte e il Parco di Veio, che si trova appena fuori le mura di Roma, si possono ammirare i lavori di 12 fotografi dedicati alla luna.

Yuko Kotaki - Gossamer #59, 2014
Yuko Kotaki, Gossamer # 59, 2014 (courtesy of the artist)

Extramoon, la luna vista da 12 artisti

Di che colore è la luna?” Così s’interrogava Life International nel numero del 25 luglio 1966. La stessa luna che attira il giovane arrampicato sul palo in una notte di festa che Mario Dondero fotografa in Lucania e che si riflette sulle acque del lago d’Annecy, «pescata» dalle fanciulle dipinte da Paul Émile Chabas e riprodotta con fotoincisione nella cartolina postale d’epoca.

Francesco Zizola cattura sulle acque dello stretto di Messina un’analoga texture di raggi lunari, mobile come una melodiosa scrittura automatica. Per Yuko Kotaki, invece, la luna è sferica come la palla su cui ritrova la propria ombra o come la sede aerospaziale dell’Usaf Space Track spuntata dal nulla nell’arida immensità del territorio statunitense e fotografata da Jack Sal.

Daniel Rothbart Space Engineers 1962-2019 digital collage
Daniel Rothbart, Space Engineers, 1962-2019 (Courtesy of the artist)

La luna… ha sempre due facce (guai a dimenticarlo!) – lo sottolinea Natalia Saurin – come l’amore e l’innamoramento. Anche Tahia Farhin Haque intercetta nel visibile la sua ambiguità: la luna, proprio come una fetta d’anguria su uno specchio tondo, appare bellissima e cromaticamente seducente, chissà – però – se cela del marcio al suo interno.

Cosmonauti, androidi e anche cani in missione speciale: realtà o finzione? Joan Fontcuberta, Sara Munari, Daniel Rothbart, Noriko Yamaguchi insinuano il dubbio e lo condividono con l’osservatore.

Se, poi, Luca Maria Patella sale sempre più su appeso al cartello stradale «stop», Larissa Sansour conquista lo spazio con la bandiera palestinese sulle note arabescate del film di fantascienza 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick.

Finché sarà nel cielo stellato, la luna certamente non mancherà di essere quel «gabinetto delle meraviglie» disegnato con levità e ironia da Sara Colaone in Moonderkammer. Intanto sembra di udire la voce di Franco Battiato che intona «cerco un centro di gravità permanente» e noi tutti cantiamo con lui.

Tahiaarhin Haque Rotting from the core circa 2021
Tahia Farhin Haque, Rotting from the core, circa 2021 (courtesy of the artist)

Extramoon: info utili

La mostra, a cura di Manuela De Leonardis, nasce dalla collaborazione con Galleria del Cembalo di Roma, MEM gallery di Tokyo e Montoro 12 gallery (Roma/Bruxelles).Ha il patrocinio dell’Accademia di Danimarca, Ambasciata di Danimarca in Italia, IILA – Istituto Italo Latino Americano, Instituto Cervantes, Istituto Giapponese di Cultura, Oficina Cultural Embajada de España, Real Academia de España en Roma, Embajada de Argentina en Italia.

Info: castelnuovofotografia.it

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